Il verde pensile, una storia fatta di ecologia e bellezza

28 agosto 2015 § Lascia un commento

Qualche giorno fa sono stata contatta da una copywriter
che mi ha proposto di scrivere per aboutgarden un post sul verde pensile, un argomento che a suo parere poteva essere molto interessante per i miei lettori. E’ un tema che non ho mai trattato e conosco poco, quindi ho accettato il suo contributo soprattutto alla luce delle nuove misure di agevolazione fiscale per interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata.

Giardini-pensili3

credits

“Il 2015 si rivela essere un anno estremamente interessante per coloro che vedendo o sentendo parlare dei giardini pensili ne hanno subito il fascino, ma non hanno mai accarezzato l’idea di farne uno a causa del costo che comporterebbe.

Il Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico ha presentato un disegno di legge che intende promuovere e rafforzare nel nostro Paese una sana e diffusa «cultura del verde», attraverso la previsione di specifici incentivi per la realizzazione di interventi di riqualificazione e recupero di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata da destinare a zone verdi nel quale rientra a pieno diritto anche la realizzazione di un giardino pensile. Una notizia splendida quando si scopre che una cosa piacevole e scenografica come il giardino pensile è anche utile per l’ambiente in cui tutti viviamo.

Questo è possibile prima di tutto perché la copertura verde, che non è altro che un’area vegetale creata su di una superficie – verticale o orizzontale- non a contatto con il suolo naturale, isola due ambienti contigui facendo sì che non si contaminino dal punto di vista termico e acustico. L’effetto più importante di tutto ciò è che l’edificio con giardino pensile d’estate sarà più fresco, mentre d’inverno sarà più caldo, e quindi condizionatori e termosifoni possono essere usati con più parsimonia. Meno inquinamento insomma, ma anche un notevole risparmio in termini di bollette.

In aggiunta non dimentichiamo che quando le piogge sono abbondanti il verde pensile è in grado di trattenere l’acqua, evitando così il sovraccaricarsi delle fognature; inoltre il tessuto filtrante, che è uno degli strati di cui è costituito, blocca le polveri atmosferiche e le sostanze nocive.

giardini-pensili1

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Ecco perché la realizzazione di giardini pensili attualmente attira molto non solo i privati e le aziende, ma anche gli architetti che hanno una particolare sensibilità nei confronti del rispetto per l’ambiente.

Se spesso si discute riguardo alle condizioni ambientali e a quanto sia critico costruire mantenendo l’armonia tra edifici cittadini e natura circostante, allora viene da dire che forse questo nuovo occhio di riguardo per i giardini pensili da parte delle amministrazioni locali rappresenta un faro positivo, una traccia tangibile di attenzione ad una tecnologia che porta bellezza e benefici sia al macro che al micro clima.

Fortunati dunque i garage, i parcheggi, i solai e le pareti che saranno oggetto di inverdimento pensile. Un pugno di verde in città sarà sempre uno spettacolo grandioso ed un polmone in più per tutti, e visto che i costi ora si presentano più accessibili potrebbe essere il momento giusto per pensarci davvero.”

articolo scritto da Sara Mazzucato per aboutgarden

Coltivare e prendersi cura delle iris

25 agosto 2015 § Lascia un commento

Le iris sono piante ornamentali perenni
tra le più amate e coltivate. Apprezzate per la bellezza della loro fioritura talvolta profumata e rifiorente e per la facilità di coltivazione, necessitano di pochissime cure e sono capaci di riprodursi autonomamente e con grande rapidità.

messa a dimora degli iris

Il periodo della messa a dimora coincide normalmente con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno e varia a seconda della specie e della zona climatica di riferimento, è importante distinguere le specie principali per scegliere la più idonea alle proprie esigenze di coltivazione. Qualche tempo prima, preparate il terreno vangandolo, liberandolo dalle erbacce e concimandolo con letame ben maturo. Sia le iris bulbose che quelle rizomatose possono essere piantate fino a ottobre, in generale si deve anticipare l’operazione nei climi ad inverno rigido.

Ecco come procedere:

DOVE

Per assicurare una buona fioritura e una crescita sana coltivate  le iris in pieno sole, fatta eccezione per le barbate nane gli Iris sibirica e I.ensata che possono vivere anche a mezz’ombra. Al momento dell’impianto è indispensabile provvedere a un buon drenaggio della buca di coltivazione e di migliorare i terreni pesanti e argillosi con sabbia o altro materiale inerte predisponendo se necessario nei terreni costipati, un’aiuola rialzata.

COME

La distanza d’impianto dei rizomi dovrà essere di almeno 30 centimetri (meno se piantati in vaso) e di 20 centimetri per le varietà piccole e per le iris bulbose.

rizomi in superficierizomi (per la foto ho mantenuto una distanza minore tra i rizomi)

Le iris bulbose crescono bene se piantate in profondità nei terreni ben drenati e in pieno sole, dopo la fioritura necessitano di concimazioni a base di potassio per incoraggiare lo sviluppo del bulbo e prepararlo alla fioritura dell’anno seguente. I bulbi degli ibridi devono essere tolti dal terreno dopo la fioritura aspettando che l’apparato fogliare sia ingiallito e si estraggono dal terreno. Dopo averli fatti asciugare si ripongono in luogo buio e ben areato fino a settembre/ottobre, periodo in cui si potranno nuovamente mettere a dimora ad una profondità di circa 5/10 centimetri

Le iris rizomatose devono essere piantate in terreno soffice e ben drenato appena al di sotto della superficie, basta adagiare  i rizomi a filo del suolo e poi rincalzarli, amano infatti essere scaldati dai raggi solari, si dice che vogliono sentire il suono delle campane!

taglio foglie obliquo

La parte fogliare deve essere recisa con un taglio netto e obliquo a circa 10/15 dal colletto in modo che non offra resistenza ai venti che potrebbero scalzare o smuovere i rizomi dal terreno e deve essere rivolta verso l’esterno rispetto al rizoma in quanto avrà bisogno di spazio per svilupparsi Anche se gli iris sono resistenti alla siccità, nei primi mesi dopo l’impianto hanno necessità di essere bagnati con regolarità senza esagerare. Ogni circa tre o quattro anni, occorre procedere alla divisione dei cespi e alla frammentazione del rizoma che darà origine a piante più rigogliose favorendo al contempo la fioritura. L’operazione si esegue dopo che la pianta ha finito la sua fioritura ed è a riposo vegetativo, il periodo coincide con l’estate fino a tutto settembre. Hanno bisogno di poco concime a lenta cessione, granulare, da applicare in un’unica soluzione a inizio primavera alla ripresa vegetativa.

da Casa in Fiore ottobre 2014

Recuperare e conservare semi di verdure e ortaggi

22 agosto 2015 § 4 commenti

Molte varietà di piante orticole
soprattutto quelle di origine antica, nascono da semi che sono frutto di scambio tra amici, tra appassionati, contadini o semplicemente sono stati acquistati.

semi raccolta

semi zucca

Conservare la semenza è un operazione estremamente semplice ma fondamentale per la salvaguardia della biodiversità ed è in questo periodo dell’anno che la maggior parte delle piante sta accumulando energie per produrre i semi che garantiranno la sopravvivenza della specie. Il caldo di agosto aiuta la maturazione degli ortaggi che, se raccolti per la conservazione della semenza, dovranno essere selezionati tra quelli più sani e produttivi.

peperoncino semi

Recuperate i semi di pomodori, zucchine, melanzane ed altri ortaggi, dopo averli separati dalla polpa, andranno lavati ed essiccati. Raccogliete quelli delle leguminose e dei pomodori lasciando seccare sulla pianta i baccelli e i frutti posti più in  basso. Conservateli in sacchetti di carta, migliori di quelli in plastica perchè permettono la traspirazione, su cui scriverete il nome dell’ortaggio e la data di raccolta prima di riporli in un luogo, fresco, asciutto e buio. Se ben custoditi, i semi germineranno anche dopo 3 o 4 anni.

Vivere Country agosto 2014

Rimedio bio contro la piralide del bosso

19 agosto 2015 § 11 commenti

Quest’anno è arrivata anche sui miei bossi
Cydalima perspectalis, meglio conosciuta come piralide,

piralide del bosso

credits 

Prestate attenzione se vedete aggirarsi in giardino una farfalla con apertura alare di 4 centimetri, con ali di colore bianco e bande marroni scure disegnate sui bordi.

tracce del passaggio piralide

infestazione da piralide

Mi sono accorta dell’infestazione dopo aver notato che in alcune piante il fogliame appariva secco e danneggiato e ad un più attento controllo ho individuato le larve ben nascoste tra le foglie e mimetizzate da una lanugine. In preda al panico e armata di sole cesoie, ho eliminato le parti più colpite e le ho bruciate. Mi sono precipitata a comperare il rimedio naturale che amici già pratici nel trattare la piralide mi avevano consigliato dimostratosi più efficace rispetto a tanti altri trattamenti chimici. Fortunatamente il consorzio agricolo di Celle Ligure era fornito di Bacillus thurigensis, in particolare la varietà Kurstaki che agisce sulle larve.

piralidebosso-300x300

larva di piralide credits

Il Bacillus thuringiensis è un batterio presente in natura nel suolo, in grado di produrre tossine che portano a danni irreparabili negli insetti, utilizzato nella lotta biologica, è privo di tossicità nei confronti dell’uomo e dei nemici naturali dei parassiti di numerose coltivazioni. Formulato in polvere, deve essere miscelato all’acqua prima di essere utilizzato.

Cosa occorre:

Bacillus thurigensis var. Kurstaki
– Acqua
– Miele o zucchero e limone
– Irroratore

polvere di Bacillus thurigensis

zucchero

Quando acquistate il prodotto accertatevi che non sia prossimo alla scadenza affinché non perda la sua efficacia. Riempite per metà il serbatoio dell’irroratore con acqua, aggiungete la dose necessaria di Baccillus thurigensis  (nel mio caso è stato sufficiente un contenitore con un litro e mezzo di acqua nella quale ho mescolato due o tre cucchiaini- circa 30 grammi di prodotto) e portate a volume. Per attivare il batterio e aumentare l’effetto del trattamento, unite alla miscela un cucchiaino di miele o di zucchero e limone. Il rimedio ottenuto non può essere conservato e deve essere applicato subito dopo la sua preparazione.

Anche se il prodotto non è tossico, ho indossato dei guanti per distribuirlo.

pompetta

Ho aspettato che fosse sera in quanto la componente ultravioletta della luce solare distrugge il batterio molto rapidamente e con la mia super pompetta ( avevo scritto qualcosa qui) ho irrorato abbondantemente tutte le piante di bosso insistendo sulle parti dove erano presenti le larve della piralide. Nell’arco di poche ore dall’applicazione le larve sono morte, il Bacillus thurigensis provoca infatti immediata paralisi dell’intestino impedendo la nutrizione.

Purtroppo non esiste nessun trattamento preventivo contro la piralide, l’unico sistema di controllo dell’infestazione è l’attenta osservazione.  il suo ciclo riproduttivo è di 28 giorni. quindi segnate sul calendario per tenere d’occhio ogni nuova generazione
Spero solo di essere presente ogni volta che deciderà di fare visita al mio bosco-giardino!

Dalie all’antica

14 agosto 2015 § 7 commenti

In passato le dalie godevano di grande favore
non solo tra gli appassionati di giardinaggio che ne apprezzavano le fioriture mescolate alle altre piante perenni o annuali perché aggiungevano colore e interesse al giardino fino all’autunno, spesso erano infatti anche coltivate dai contadini in prossimità degli orti.  I tuberi delle dalie venivano trattati alla stregua di quelli delle patate ed i fiori erano usati per preparare mazzetti da portare in casa o far bella mostra sull’altare della chiesa

Dahlia

dahlia fucsia

Mettetele a dimora in marzo-aprile, quando il pericolo delle gelate è passato, in un luogo dove possano ricevere abbondante luce e sole, piantati più o meno alla profondità di 15 centimentri e a una distanza di 50. Se il terreno è pesante e argilloso, miglioratene la composizione aggiungendo sabbia e per renderlo più fertile e soffice, compost maturo e fogliame secco sminuzzato, una buona manciata di concime pellettato o cornunghia e un fondo drenante forniranno gli elementi necessari per farle crescere forti e sane.

coltivazione Dahlie

Dahlia 'Cafè au Lait'una delle mie preferite, Dahlia ‘Cafè au Lait’

Le varietà con grande sviluppo in altezza necessitano di sostegni, come semplici canne o più eleganti tutori in ferro, che dovranno essere sistemati al momento dell’impianto per evitare di ferire i tuberi. Innaffiateli generosamente e dimenticatevi di loro per il poco impegno richiesto, si faranno ricordare solo quando sbocceranno i primi fiori.

Nelle zone climatiche temperate i tuberi delle dalie si possono lasciare indisturbati in piena terra, al contrario, nei climi più rigidi, necessitano di essere recuperati per passare l’inverno in luogo asciutto e al riparo dal gelo, attendete fino a quando il fogliame sarà diventato completamente secco prima di provvedere alla loro rimozione. Divideteli prima di ripiantarli a primavera, per moltiplicare la pianta e assicurarvi copiose fioriture ogni nuova estate!

arrangementVivere Country agosto 2014

La memoria dei pomodori

12 agosto 2015 § 15 commenti

Che le piante fossero intelligenti era già stato dimostrato,
ora dopo approfonditi studi effettuati dal Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze, sappiamo che sono anche capaci di memorizzare e di ricordare. Chissà se prima di avviare la ricerca l’equipe ha raccolto la testimonianza di qualche giardiniere o contadino!

pomodori da seme

Sapete che i pomodori hanno una memoria? Non ne ho letto notizia nel bel libro di Stefano Mancuso, me lo ha raccontato un coltivatore che prepara il suo orto partendo dai semi. Coltiva ottimi pomodori e da quarant’anni ne conserva la semenza che preleva dai frutti più belli che lascia maturare sulla pianta; raccoglie solo quelli posti in basso perchè dice che hanno memoria della posizione così si avrá la sicurezza che la nuova pianta ricorderà di fruttificare a partire da pochi centimetri da terra.

Saggezza contadina!

pomodori semenza

DIY: costruire una casetta per gli insetti

7 agosto 2015 § 2 commenti

Alcune specie di insetti,
sono estremamente utili nell’orto o nel giardino, favoriscono l’impollinazione e sono antagonisti naturali di insetti parassiti, offriamo loro riparo e ospitalità creando un’idonea dimora, in cambio saranno felici di offrirci i loro servizi.
Trovate un posticino in terrazzo o in giardino dove ospitare una casetta che riproponga i luoghi preferiti dove amano rifugiarsi, andare in letargo e riprodursi e orientatela a sud o sud-est, così che possa godere dei raggi del sole al mattino. Bombi, piccole api, le megachili, le crisope e le coccinelle trovano rifugio nelle canne di vario diametro, mentre le forficule o forbicine preferiscono la paglia.

hotel per insettiparticolare deella casetta
Potete costruire voi stessi un piccolo hotel assemblando tavole di legno con colla a caldo, chiodi e martello o acquistarlo già pronto nei centri specializzati e sul web. Dovrete predisporlo sollevandolo da terra di una trentina di centimetri e sarà necessario circa un anno affinché gli insetti si abituino alla nuova dimora.

ingredienti

Cosa occorre:

Scegliete, preferibilmente, tavole di due centimetri di spessore in multistrato o in legno resistente alle intemperie

  • 2 tavole di 16 x 10 centimetri per le pareti laterali.
  • 1 tavola 12 x 10 centimetri per la base.
  • 1 tavola 16x 16 e una 14 x 16 per le falde del tetto che dovranno essere più larghe della struttura della casetta.
  • 1 tondino di ferro lungo 1 metro
  • chiodi, martello, sega, trapano con punte da legno, colla da legno e colla caldo con relativa pistola.
  • Tondelli di legno, canne di bambu’, rami di buddleja, ibisco o sambuco.

Come fare:

tetto

assemblare pezzi

Segate a 45° il lato corto posto in alto delle due pareti (eventualmente utilizzate l’apposito strumento adatto a creare le cornici). Sulla tavola che farà da base, tracciate il punto dove si incontrano le due diagonali e con il trapano fate un foro del diametro del tondino in ferro, eventualmente per maggiore stabilità incollate un tassello quadrato in legno spesso almeno 3 centimetri e forate tutto assieme. Assemblate le tavole del tetto unendole a 90°.

Costruite il telaio della casetta, unendo con colla da legno e chiodi le due pareti laterali la tavola orizzontali che forma la base e unite il tetto.

casetta verniciare

Dipingete con colori all’acqua.

fori in un tronchetto

materiale per interno

Forate un tondello di legno servendovi del trapano e di punte di diametro differente e preparate diversi segmenti ricavati dalla canna di bambù o altri rami a sezione cava. Infine con pistola e colla a caldo fissate il materiale all’interno della casetta.

da un mio articolo per Casa in Fiore luglio 2015

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