macerato di artemisia

30 giugno 2015 § Lascia un commento

Bisognerebbe sempre riservare un posto in giardino
alla pianta di Artemisia absinthium, conosciuta come assenzio, è una perenne dalle foglie profumate grigio verdi che rischiara anche gli angoli più bui e con le quali si preparano tisane vermifughe e lassative, una volta tanto in voga nella farmacopea popolare era considerata una panacea per tutti i mali di uomini e animali. Si preparano anche pozioni per la salute delle piante, in quanto le sue proprietà svolgono un’azione repellente nei confronti di afidi, bruchi e formiche.

mazzolino artemisia

Si utilizza l’intera pianta, 3 etti se fresca o 30 grammi essiccata, il periodo migliore per la raccolta è da giugno a settembre. Mettete a macerare l’erba in 10 litri d’acqua per qualche giorno e filtrate. Vaporizzate sulla pianta da trattare in dose diluita o usatela più concentrata per allontanare le cavolaie.
macerato

Per erogare sulle piante la mia pozione magica, ho utilizzato un nebulizzatore davvero geniale e molto funzionale. L’ho scoperto ad una mostra di giardinaggio dove era proposto dal suo stesso ideatore. Il prodotto si chiama Universal Sprayer e altro non è che una pompa realizzata in ottone adattabile a tutte le bottiglie in plastica da avvitare al posto del tappo.

Universal Sprayer

Universal Sprayer su bottiglia

che soddisfazione riciclare la bottiglia vuota della Coca Cola

L’ugello regolabile, anch’esso in ottone per evitare l’ossidazione, permette di distribuire sia a getto continuo che con nebulizzazione antiparassitari, fertilizzanti, insetticidi, prodotti rameici e altri preparati liquidi come i miei adorati macerati. Naturalmente ho invitato, Guglielmo Galanti, l’inventore di Universal Sprayer alle prossime mostre vivaistiche che organizzo, sarà presente anche ad Artemisia Gressoney il 4 e 5 luglio, altrimenti potrete contattarlo qui.

nebulizzatore

L’artemisia mantiene il suo intenso aroma anche quando è secca e le sue foglie si aggiungono ai pot-pourris per profumare la casa o tenere lontane le tarme ma questa è un’altra storia che presto vi racconterò!

letture verdi per l’estate 2015 – 1

27 giugno 2015 § 1 commento

I libri sono spesso fedeli compagni delle vacanze estive.
Nelle librerie sono sempre più numerosi i testi che trattano il tema del giardinaggio, un chiaro segnale del crescente interesse verso l’argomento e anche se il tempo da dedicare alle piacevoli letture scarseggia sempre più, non resisto alle tante novità editoriali e faccio golose scorpacciate nell’illusione di poter divorare tutti i testi.

letture estive

“Il giardino di Virginia Woolf” Caroline Zoob ed. L’Ippocampo

Un libro che fa sognare, di giardini lussureggianti e cottage garden come quelli descritti nelle favole. Solo che non è una favola, ma la storia vera della rinascita di un bellissimo giardino e non uno qualunque, bensì quello che fu il regno di Virginia Woolf e soprattutto di Leonard, suo marito, grande appassionato di piante. Avevo già adocchiato il libro nella versione inglese, sarebbe stato un peccato limitarmi ad ammirare solo le fotografie che ritraggono il giardino, se pur molto belle, avrei perso il racconto dell’autrice, Caroline Zoob che ha vissuto nella casa di Leonard e Virginia e curato il loro giardino per 10 anni per conto del National Trust, l’ente che possiede e gestisce la proprietà. Dal 1980 ha lavorato per ricostruire la storia della casa e del giardino di Monk’s House, ha raccolto lettere di Virginia e documenti inerenti la proprietà per consegnarle ai lettori. Un libro di cui consiglio assolutamente l’acquisto!

Se poi volete seguire le tracce di Virginia Woolf intrecciate a quelle della sua grande amica Vita Sackville-West, vi consiglio la piacevolissima lettura del romanzo di qualche anno fa “Virginia Woolf e il giardino bianco” ed. TEA

il giardino di Virginia Woolf

“I giardini delle ville venete” Camilla Zanarotti – Dario Fusaro ed. Silvana editoriale

Ho conosciuto Camilla Zanarotti attraverso Facebook, condividiamo la stessa passione e in contemporanea eravamo impegnate nella scrittura di un libro. Poco prima della fine dello scorso anno è uscito in libreria il suo lavoro, frutto di grande impegno e professionalità, è Architetto del Paesaggio esperta nel restauro di giardini storici e vive in Veneto. Influenzata dalla bellezza dei giardini e parchi Storici che contornano le grandi ville della sua regione, si è dedicata alla stesura di un testo che ne mette in risalto il valore spesso offuscato dalle preziose e più osannate architetture delle dimore. Le bellissime ed evocative immagini fotografiche di Dario Fusaro contribuiscono a rendere ancora più prezioso questo volume.

“Cakegarden, esplorazioni tra dolci e giardini” Monica Sgandurra ed. Derivi e Approdi

Sto invece ultimando la lettura del libro di Monica Sgandurra architetto paesaggista, collega Bloggallina e amica per affinità giardinicole ed ho ritrovato nel testo stampato lo stesso piacere che provo quando mi addentro nella lettura del suo blog. Monica accompagna il lettore alla scoperta di giardini illustri, attraverso memorie, suggestioni e analogie con altri giardini fatti di zucchero che abilmente prepara ma prima ancora progetta. Nel libro si fondono principi base di architettura del paesaggio e nozioni di cakedesign per essere guidati alla dotta scoperta di entrambe le arti.  Se volete conoscere Monica o proseguire il viaggio nel suo mondo dove ogni spazio verde e ogni dolce è spunto di riflessione, vi consiglio di seguirla su cakegardenproject.

giardini ville venete e cakeprojectdesign

“Le mie Peonie” Giovanni Buffa ed. Maestri di Giardino

Ultimo libro che vi segnalo, il N°15 della collana scrivere verde edita da Maestri di Giardino, farà la gioia di tutti gli appassionati di peonie, l’autore Giovanni Buffa, titolare dell’omonimo vivaio, ripercorre le tappe d’avvio della sua attività attraverso l’approfondimento della conoscenza di una delle piante più amate. Nel libro non solo cenni di coltivazione ma anche proposte di selezioni particolari. Avrete poi solo l’imbarazzo della scelta. Potete acquistare le peonie di Giovanni alle principali mostre di giardinaggio italiane o recarvi presso il suo bellissimo vivaio.

le mie peonie

come fare l’oleolito di iperico

23 giugno 2015 § 17 commenti

il 24 giugno, preparate l’olio di iperico, altrimenti conosciuto come olio di San Giovanni. Un antico rimedio che per la sua facilità di preparazione è presente in molte case, utile contro molte affezioni della pelle e dolori muscolari è anche un efficace antirughe.

fiori di iperico

L’iperico è una pianta che viene considerata magica da secoli, raggiunge la sua massima fioritura durante il solstizio d’estate, periodo propizio per raccoglierne i fiori e catturare tutte le sue proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Se avete dubbi per la sua identificazione, strofinatene i fiori e le foglie tra le dita, la pelle si dovrebbe tingere di rosso, il rilascio del colore è dovuto alla presenza di ipericina contenuta nei fiori gialli e nelle foglie verdi della pianta.

olio rosso di iperico Cosa occorre:

– sommità fiorite di iperico – olio di oliva o di girasole bio spremuti a freddo – vasetto in vetro a chiusura ermetica

L’oleolito è il prodotto della macerazione di sommità fiorite di piante officinali in olio d’oliva o altri oli vegetali come quello di girasole o di riso purché di origine biologica e spremuti a freddo. Riempite un contenitore di vetro trasparente a chiusura ermetica con poco più di metà di infiorescenze e aggiungete olio. Lasciare al sole per 40 giorni avendo cura di riporre in casa la sera quando scendono le temperature e di asciugare la condensa che normalmente si forma al di sotto del tappo di chiusura con carta assorbente. Filtrate attraverso una garza e conservate l’oleolito di iperico in una bottiglietta di vetro scuro.

fiore di iperico

Utilizzatelo per lenire arrossamenti, screpolature, rughe e sulle cicatrici. Fate attenzione a non utilizzalo prima di esporsi al sole perchè ha un effetto fotosensibilizzante. Anche se è un prodotto naturale ottenuto dalla macerazione di una pianta, come tanti altri preparati di fitoterapia, il suo uso va comunque concordato con un medico,

Iperico tavola botanica

note colturali

Hypericum perforatum

Molto comune nei terreni asciutti, lungo i margini delle strade, ai bordi di campi e nelle radure, Hypericum perforatum è una pianta erbacea perenne rustica che cresce fino a 1.600 metri d’altitudine, ha un fusto eretto alto dai 40 ai 50 centimetri, legnoso e ramificato con foglie ovali o oblunghe più grandi verso la base rimpiccioliscono alla sommità del fusto. Se osservate in controluce presentano microscopiche ghiandole traslucide che sembrano piccole ferite che hanno dato origine all’epiteto specifico della pianta. Le infiorescenze hanno 5 petali ricurvi di colore giallo e presnetano molti stami vistosi.

Se volete coltivare l’iperico, moltiplicatelo per seme o per talea. Prelevate a primavera talee di circa 5 centimetri. per farle radicare in un substrato di torba e sabbia in parti uguali. La messa a dimora va effettuata la primavera successiva.

Il giardino abbandonato

19 giugno 2015 § 15 commenti

Il mio vicino, persona dotta e grande letterato,
conoscendo la passione che nutro per le piante, mi ha prestato un vecchio libro nel quale ha trovato due capitoli dedicati al tema a me tanto caro. Ammirata  non solo dal loro contenuto ma anche dalla forma narrativa dei testi, ho pensato di condividerli con voi.
Questo è il primo, anche se un po’ lungo, leggetelo tutto ne vale la pena!

fiori stanchi

“Se il giardino viene abbandonato nella bella stagione, solo per pochi giorni continua a vivere in regime d’obbedienza.
Poi le pianticelle dei vivai, le trapiantate, i vegetali che richiedono un’innaffiatura quotidiana, non tardano a deperire e a soccombere. Primo sacrificio, non troppo sensibile, per vero dire.
Nella seconda settimana è tutta una folla di fiori delicati che soffrono e implorano aiuto. I frutti non raccolti, imputridiscono al suolo, le verdure dell’orto mettono il tallo, l’erba spunta nei viali, le verdi radure si arruffano di cardi e di gemme bastarde.

Poi comincia la lotta selvaggia. Quattro o cinque specie vigorose e ostinate s’impadroniscono del potere. Qualcuna ha delle radici formidabili, tessuti ruvidi, poco sensibili, una vitalità bestiale. Vorrebbe per essa sola il possesso di tutto il terreno.

hydrangea

Anche fra le piante coltivate, le così dette borghesi, vi sono delle intriganti capaci di profittare, e creare del disordine per farsi avanti. La glicina, per esempio. Così bella se governata dalla mano dell’uomo, tosto che non ha più nostre cure, invade in modo infrenabile il terreno e le altre piante, si contorce, rompendo, estirpando tutto quanto avvicina.

I primi freddi, d’un sol colpo sopprimono i fiori che richiedono nell’inverno le cure della serra. Finito l’inverno. la bella stagione ritornata, vedrà il trionfo non della bellezza, e soprattutto non della libertà, ma dell’ambizione e delle crudeltà che non indietreggiano davanti a nulla per soddisfare i loro appetiti.

campo con iris

In sei mesi, il giardino sarà abbandonato alle passioni e alle lotte degli energumeni vegetali i quali faranno sforzi inauditi non per assicurare al prossimo aria, spazio e nutrimenti, ma per impadronirsi egoisticamente di tutto i beni, mettere a posto le loro creature e ridurre in schiavitù tutto cià che non possono schiacciare.

Questo regime non durerà in eterno, s’intende. Il regime di piccoli rapaci dovrà cedere un giorno davanti all’invasione dei grandi barbari, tanto più se il giardino abbia in prossimità, grosse piante forestali. L’arte e vigilanza del giardiniere, tengono a freno l’oceanica forza della foresta e riescono ad arginarla. Ogni giorno la foresta esercita una pressione sul dominio dell’uomo e fa uno sforzo per invaderlo. Il giardiniere, di quando in quando, sradica un arbustello di rovere nato chissà come alla base di un muro, strappa un fusto di acacia, un nocciolo che sono penetrati chissà come nelle siepi, nelle aiuole e tenterebbero di prosperare.

Vedendo il giardino abbandonato. la foresta si mette in marcia. Lentamente. ma con una forza invincibile, la foresta spazza via gli agitatori, i faziosi, i capi d’ogni stagione. Il giardino sparisce nell’ombra mormorante dei grandi boschi selvaggi.

L’arte di governare un giardino dimostra che la natura deve essere dominata. La natura non è vita. E’ la vita di qualche specie brutale e la morte o la servitù dele altre. L’arte del giardiniere ha per scopo di resistere alle potenze della natura, di proteggere le specie più belle, che sono anche le più delicate, di dare un posto a ciascuno, ma anche di limitare il posto di ciascuno, d’aiutare i deboli e di frenare gli audaci, di sostituire delle forze cieche ( a torto chiamate leggi) un saggio complesso di regole suscettibili di stabilire e mantenere l’equilibrio. tutto, nella vita di un giardino, proclama la eccellenza del principio di autorità. E tutto dimostra che questo principio è necessario, ma da solo no potrebbe dirigere il mondo.

E’ da compiangere il giardiniere che si immagina di poter ottenere buoni risultati soltanto con la violenza.
Il saggio giardiniere sa che le piante non possono crescere ovunque, e che esse hanno, non soltanto dei bisogni evidenti e grossolani, ma delle aspirazioni segrete, delle inclinazioni, delle vedute ideali, dei capricci e delle ripugnanze. Il saggio giardiniere esercita l’autorità con rispetto e sollecitudine. Correggere il principio di autorità col principio di persuasione. Ed è così che un giardino può vivere sotto il cielo, cercando ogni giorno ed esprimendo il senso della giustizia, della pace e dell’armonia.”

Salvator Gotta ‘La più bella novella del mondo” – 1953

Composizione con bois flotté e achillea

16 giugno 2015 § 14 commenti

Per regalare una nota di freschezza alla casa
o per una mise en place più informale e dal sapore estivo, basta qualche dettaglio speciale, pochissimi materiali rubati alla natura  possono far nascere una composizione che unisce elementi marini e vegetali. I legni levigati e sbiancati dal mare e scolpiti dal tempo, ricordo delle passeggiate sulla spiaggia e raccolti dopo le mareggiate, dai francesi chiamati bois flotté e i semplici fiori di campo come la comunissima Achillea millefolium, ma sarà perfetto anche Daucus carota, la carotina selvatica  dalle candide e leggere ombrelle protagoniste di tanti prati estivi.

composizione con bois flotté e achillea

Occorrente

– rametti di bois flotté di dimensioni più o meno simili lunghi circa 20 centimetri
– piccola asse di legno in bois flotté
– seghetto da ferro
– carta vetro grana fine ( 150 – 180 )
– pistola con colla a caldo
– chiodini piccoli e fini senza testa lunghi circa 1 centimentro
– bottigliette in vetro trasparente di succo di frutta
– fiori di campo

ingredienti

segare

  • Scegliete rametti di bois flotté piuttosto dritti e di uguale misura, tagliate di netto con il seghetto per il ferro una delle due estremità. Carteggiate per eliminare le asperità e conferire maggiore levigatezza ai legni.
  • Inserite i chiodini senza testa sulla parte dei legnetti tagliata di netto, per ogni elemento si consiglia di utilizzare due chiodini per dare maggiore stabilità alla composizione.

carteggiarecolla a caldo

  • Levigate con la carta vetro anche l’asse in legno che farà da base all’insieme ed insistete soprattutto sugli spigoli per arrontondarli.
  • Unite ogni singolo rametto alla base in legno con la colla a caldo premendo con forza per fare penetrare i chiodini senza testa.

Completate disponendo le bottigliette di vetro e con il fiore di campo prescelto.

articolo realizzato per Casa in Fiore luglio 2014

Questa composizione potrebbe essere protagonista della tavola per la prossima Cena in Bianco a Torino, l’appuntamento quest’anno  è per il 5 di luglio ma il luogo è ancora top secret! Siete ancora in tempo per iscrivervi per partecipare.

per info qui

Style Wedding

12 giugno 2015 § 3 commenti

Un nuovo progetto
concretizzato in un portale web dedicato al mondo del Wedding.

carotina

Dalla conoscenza con Andrea, e dopo l’esperienza per il matrimonio di Sarah, per il quale ho curato gli allestimenti floreali e lo styling, (se volete potete vedere il servizio con ampio reportage fotografico su Casa Facile di questo mese) vi presento Style Wedding.

Casa Facile Style wedding

Un contenitore mediatico dove raccogliere le idee che prendono vita dalle nostre esperienze personali, mescolate a ciò che di bello e interessante circola e cattura la nostra attenzione sul web e non solo. Style Wedding vuole diventare un punto di incontro per i professionisti del wedding dove condividere progetti ed esperienze e offrire contenuti, idee e ispirazione ai lettori.

Tratteremo argomenti che ruotano attorno al mondo del wedding, ma non solo, mantenendo in primo piano il nostro gusto e lo stile che ci contraddistingue e ogni tanto  proponendo qualche riflessione un po’ fuori dagli schemi. Vogliamo esplorare il meglio che c’è  nel mondo wedding e dare risalto alle realtà che con talento, passione e tanto lavoro si sono ritagliate un loro spazio.

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confettura di rose e mele

9 giugno 2015 § 23 commenti

Quando i miei bimbi erano piccoli
una nonna mi aveva svelato un rimedio contro i malesseri invernali che ogni primavera preparava per le sue nipotine e prevedeva l’uso di petali di rosa e di mele. Le proprietà medicamentose dei due ingredienti si fondono in una marmellata da centellinare durante l’inverno o quando più se ne ha la necessità e la sua ricetta, scritta in brutta su un sacchetto di carta da pane, giaceva da anni custodita tra i miei ritagli. ingredienti marmellata rose e mele Confettura di rose e mele

. 4 etti di mele Golden
. 1 etto di petali di rose
. 2 etti e 80 grammi di zucchero
. 50 ml di acqua
. 1 limone spremuto

Tagliate la mela in tocchetti mettetela in una pentola con il succo di un limone spremuto, aggiungete i petali privati dell’unghia bianca perché amara, l’acqua e mescolate. Lasciate riposare per un’ora.

Mettete la pentola sul fuoco e fate cuocere fino a quando le mele iniziano a disfarsi. Passate al passaverdura la composta o frullate tutto con il frullatore ad immersione e unite lo zucchero prima di riportare la pentola sul fuoco. Cuocete dolcemente per circa 20 minuti ( in realtà ho cotto il preparato per molto meno tempo). Invasate a caldo e consumate a piacere.

marmellata rose e mele

etichette marmellata

Ho preparato un file da stampare e ritagliare dove troverete le etichette da applicare ai vostri vasetti di delizie!

tag marmellata

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