Come realizzare la base di una ghirlanda #natalealverde

1 dicembre 2015 § 8 commenti

E anche quest’anno torna l’appuntamento con Natale al Verde!

Per 4 settimane, ogni martedì di dicembre assieme ad altri 24 blogger, presenteremo proposte inedite ed originali per un Natale in veste green e low cost!

Questa volta non voglio raccontarvi come realizzare una ghirlanda, ormai se un poco mi seguite avrete già imparato a farla! ( se ve lo siete persi qui e qui)

lavagna con ghirlanda

Vi racconto invece come crearne la base con diversi materiali, generalmente quelli che utilizzo sono di origine vegetale e sempre low cost perché provenienti dagli scarti della potatura, non solo delle piante che producono lunghi e flessibili tralci come spesso sono quelli delle rampicanti, ma anche delle graminacee o altre erbe spontanee che presentano gambi lunghi e sottili.

E poi c’è il fil di ferro, sempre utile averne buona scorta in quanto fa parte della strumentazione base per la decorazione floreale. Lo potete acquistare nei più forniti garden center oppure qui.

ghirlandina di Santolina

 

mirto e santolina

La mia base preferita rimane comunque quella preparata con Clematis vitalba, a seconda del tipo e della dimensione della ghirlanda che voglio realizzare, mi procuro rami più o meno lunghi e con diametro più o meno grande.

Ho realizzato un breve video in cui vi racconto come fare la base con le graminacee e con il fil di ferro. ricordate di iscrivervi al mio canale, e se il video vi è piaciuto, condividetelo con gli amici!!! Grazie

 

Questo post partecipa all’iniziativa promossa da AboutgardenL’ortodimichelle e GiatoSalò

Natale al  VERDE!

NATALEALVERDEGLITTER

In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!

Per problemi con GOOGLE che penalizza gli scambi link, non possiamo aggiungere link diretti ai nomi dei partecipanti, vi invito a fare un piccolo sforzo e cercare il loro blog su internet, abbiamo tutti quanti lavorato molto a questo progetto ed è importante  per noi tutti ricevere un vostro consenso! Grazie  <3

Partecipano con me:

Blossomzine blog – Cake garden project  – Capo Verde –  GiardiNote – Giardino Metropolitano – Giato Salò – Home Refresh – Kokedama & Co – La Vie en Rose de Sami – Lavori in Giardino- L’orto dei colori – L’orto di Michelle – Madreselva studio di progettazione – Orti in progress  Pane, amore e magia ,diario di una Heidi moderna, e più figa –  Passeggiando in giardino – 4 Piedi & 8.5 Pollici  – Quattro toni di verde – Salvia e Rosmarino – Shabby Chic Interiors –  Ultimissime dal forno – Ultimissime dall’orto – Un giardino in diretta  – 25mq-di-verde –  Vivre Shabby Chic

 

Trovi tutte le immagini dell’iniziativa nella board di Pinterest dedicata a #natalealverde

 

 

 

 

sac a grain per il giardino

8 novembre 2015 § Lascia un commento

Avete presente quei bellissimi,
enormi sacchi di tela grezza che spesso sono decorati per la loro lunghezza con alcune righe colorate?
sacco
A volte si ammirano sulle riviste, altre, se si é fortunati, si trovano nei mercatini dell’antiquariato ma non ho mai visto un assortimento tanto ampio e bello come quello di All’Origine. I sacchi, erano un tempo tessuti a mano ed era comune che venissero fatti in casa con telai che non superavano i 70 centimetri di larghezza. Si filava e tesseva la canapa, non prima di averla lasciata macerare in un corso d’acqua per ammorbidirne la fibra.
sac a grain
La canapa è un materiale vegetale di facile coltivazione che dà origine a un filato molto robusto con il quale in passato si realizzavano teli adatti a molti usi domestici che dovevano durare nel tempo. Così anche le sacche che contenevano il grano e altri cereali, avevano necessità di sopportare decine di chili e le righe colorate che li caratterizzano non sono altro che il marchio  che distingueva ogni famiglia, a volte venivano ricamate le iniziali in rosso.
panca con cuscino sac a grain
La collezione proposta da All’Origine proviene, per la maggior parte, da una produzione realizzata prevalentemente nella prima metà del ‘900 nell’est europeo, c’è n’è per tutti i gusti, sacchi con le classiche righe rosse, blu o verdi oppure nel bellissimo senape, violetto o nero, così  come il colore delle righe che ho scelto per il mio sac a grain, come lo chiamano i francesi.
L’ho riempito con due cuscini e sistemato sulla mia panca in giardino, ma c’è chi lo usa semplicemente sul prato o sulla terrazza o come tappetino per la doccia, oppure raccontatemi se avete altre idee o suggerimenti!
sacco granaglie
Vi invito a curiosare nello shopping sul sito www.allorigine.it, per prendere visione dell’assortimento o per farvi un regalo.
Un po’ contribuisco anche io perché ho chiesto uno sconto del 10% su tutta la merce per i miei lettori, basta inserire nel carrello il codice coupon ABOUTGARDEN. Potreste approfittarne per fare qualche regalo di Natale però affrettatevi perché lo sconto sarà valido solo fino al 15 novembre!

Siepe morta – dead hedge

17 ottobre 2015 § Lascia un commento

Con il termine siepe,
si identifica una struttura lineare realizzata con piante radicate nel terreno solitamente appartenenti a specie sempreverdi. La siepe viva si utilizza principalmente per delimitare e proteggere i terreni o per mascherare zone poco estetiche.

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By the term hedge, we identify a linear structure composed by plants usually belonging to evergreen species rooted in the soil. The alive hedge is mainly used to demarcate and protect lands or to hide unsightly areas.

siepe morta

Forse meno conosciuta ma altrettanto utile è la siepe morta. Era un antico sistema in uso nel Medioevo per creare una barriera impenetrabile agli animali selvatici. Chiamata dead hedge dagli inglesi che ne hanno per primi recuperato l’utilizzo, è costituita da un insieme di ramaglie e scarti vegetali secchi. Per realizzare una siepe morta dovrete piantare nel terreno due file parallele di paletti e mantenere una distanza interna di 40-50 centimetri. Lo spazio potrà essere riempito con gli avanzi delle potature e ramaglie, fascine, cortecce e altro materiale vegetale che non può essere utilizzato per il compost ma può essere diversamente smaltito.

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Perhaps less well known but equally useful is the dead hedge. It was an ancient system in use in the Middle Ages to create an impenetrable barrier to wild animals. The British were the first ones to start again its use, it is constituted by a bunch of twigs and dry vegetable waste. To create a dead hedge you’ll have to plant in the ground two parallel rows of poles at a distance of 40-50 cm from one another. The spaces have to be filled with leftovers of prunings and twigs, bundles of twigs, barks and other plant material that cannot be used for compost and may be otherwise disposed of indeed.

siepe morta

La siepe morta può essere costruita e crescere in lunghezza e altezza nel tempo per contenere via via il materiale proveniente dalla pulizia degli alberi anche da frutto, poco adatti ad essere bruciati nelle stufe e caminetti e degli arbusti. Oltre ad assumere un valore decorativo svolgerà anche una funzione di riparo e accoglienza per piccoli animali.

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The dead hedge can be built and grown in length and height over time to gradually harbor material from the cleaning of fruit trees too, ill-adapted to be burned in stoves and fireplaces, and shrubs. Besides having a decorative value the hedge will also protect and shelter small animals.

per Vivere Country dicembre 2014

Vecchi vasi dalla Transilvania

13 ottobre 2015 § 6 commenti

Nutro una grande passione per i vasi
ma questo ve l’ho già raccontato, soprattutto se sono in terracotta, vecchi e meglio ancora antichi!

forziere con terra

particolare di vasi

Pile di vasetti sono contenuti in un vecchio cesto per damigiana realizzato con piattina di metallo, proviene dall’Ungheria.  (All’Origine)

vaso anni'60

Quando a Orticolario ho visto questi tesori mi sono subito interessata della loro storia, sono molto curiosa, e ho scoperto che i vasetti sono degli anni ’60 e provengono da un vivaio della Transilvania, una regione di rara bellezza che fa parte della Romania, ricca di storia e di tradizioni, territorio di ricerca dell’ideatore di All’Origine, un concept che propone oggetti di uso comune del ‘900 che rimandano ad una memoria recente.  La forza della raccolta è data dalla serialità, per dare un ordine, una coerenza anche alle cose più umili.

forziere ungherese

particolare paletta

Anche la cassetta in metallo è di provenienza ungherese, probabilmente era un bauletto militare che si presta a molti usi qui trovate le specifiche. Mentre le palette in legno erano utilizzate per farina e granaglie e arrivano dall’est Europa, sono perfette per raccogliere e mescolare la terra.

vecchi vasi

Io sono tornata a casa con qualche vasetto in più!

Per tutti voi c’è il 10% di sconto sul primo acquisto online sul sito www.allorigine.it, basta inserire nel carrello il codice coupon ABOUTGARDEN

Nel sito non troverete tutto quello che ho fotografato, magari date un colpo di telefono.

Se poi volete far assumere a vasi nuovi in terracotta un aspetto vintage, in questo video vi racconto come fare!

DIY: birds stencil on the pot

29 settembre 2015 § 13 commenti

Il disegno è una delle arti decorative più classiche,
perchè non cimentarvi nell’applicarla sulla superficie di un vaso in terracotta? Se non siete grandi artisti non c’è problema, un piccolo trucco vi aiuterà a superare ogni ostacolo.

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The design is one of the more elastic decorative arts, why not challenge your hand in applying it on the surface of a clay vase? If you are not great artists there is no problem, a little trick will help you overcome any obstacle.

bird stancil

Occorrente

  • Vaso in terracotta

  • Colore acrilico

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Material

  • clay pot
  • acrylic color

 

disegno uccellino

stancil su vaso

Disegnate con la matita il soggetto preferito sul vaso in terracotta senza preoccuparvi di sbagliare in quanto il tratto è perfettamente cancellabile con la gomma, riempite la campitura con il colore acrilico servendovi di un pennello piatto, passate più mani fino alla copertura completa. Eliminate infine con la gomma tutte le tracce di grafite.

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Draw with a pencil your favorite subject on the clay pot without worrying about mistakes as the stretch is easily erasable with the rubber, fill the hatch with acrylic color using a flat brush, pass several coats fully covered.  When the paint will be dry eliminate with the rubber all traces of graphite.

bird

print here

Se non avete dimestichezza con il disegno potete ricalcare una qualsiasi illustrazione con carta da lucido e simulando la carta carbone o utilizzate il disegno dell’uccellino in allegato, riempite il retro del foglio in corrispondenza del disegno con abbondanti tratti di grafite oppure utilizzate il disegno in allegato. Girate il foglio e ripassate i contorni dell’illustrazione riportandola sul vaso. Se poi volete procedere con poca fatica e molta resa, usate una mascherina stencil.

Buon lavoro!

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If you are not familiar with designing, you may copy any drawing you like with a tracing paper and simulate then the carbon paper or you may use the design of the bird attached, fill the drawing on the back of the paper with abundant stretches of graphite or use the attached design.Turn the paper and draw back and forth through the contours of the drawing on the pot. If you wish to proceed with little effort and a lot of yield, use then a stencil mask.
Have fun!

Il verde pensile, una storia fatta di ecologia e bellezza

28 agosto 2015 § Lascia un commento

Qualche giorno fa sono stata contatta da una copywriter
che mi ha proposto di scrivere per aboutgarden un post sul verde pensile, un argomento che a suo parere poteva essere molto interessante per i miei lettori. E’ un tema che non ho mai trattato e conosco poco, quindi ho accettato il suo contributo soprattutto alla luce delle nuove misure di agevolazione fiscale per interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata.

Giardini-pensili3

credits

“Il 2015 si rivela essere un anno estremamente interessante per coloro che vedendo o sentendo parlare dei giardini pensili ne hanno subito il fascino, ma non hanno mai accarezzato l’idea di farne uno a causa del costo che comporterebbe.

Il Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico ha presentato un disegno di legge che intende promuovere e rafforzare nel nostro Paese una sana e diffusa «cultura del verde», attraverso la previsione di specifici incentivi per la realizzazione di interventi di riqualificazione e recupero di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata da destinare a zone verdi nel quale rientra a pieno diritto anche la realizzazione di un giardino pensile. Una notizia splendida quando si scopre che una cosa piacevole e scenografica come il giardino pensile è anche utile per l’ambiente in cui tutti viviamo.

Questo è possibile prima di tutto perché la copertura verde, che non è altro che un’area vegetale creata su di una superficie – verticale o orizzontale- non a contatto con il suolo naturale, isola due ambienti contigui facendo sì che non si contaminino dal punto di vista termico e acustico. L’effetto più importante di tutto ciò è che l’edificio con giardino pensile d’estate sarà più fresco, mentre d’inverno sarà più caldo, e quindi condizionatori e termosifoni possono essere usati con più parsimonia. Meno inquinamento insomma, ma anche un notevole risparmio in termini di bollette.

In aggiunta non dimentichiamo che quando le piogge sono abbondanti il verde pensile è in grado di trattenere l’acqua, evitando così il sovraccaricarsi delle fognature; inoltre il tessuto filtrante, che è uno degli strati di cui è costituito, blocca le polveri atmosferiche e le sostanze nocive.

giardini-pensili1

credits

Ecco perché la realizzazione di giardini pensili attualmente attira molto non solo i privati e le aziende, ma anche gli architetti che hanno una particolare sensibilità nei confronti del rispetto per l’ambiente.

Se spesso si discute riguardo alle condizioni ambientali e a quanto sia critico costruire mantenendo l’armonia tra edifici cittadini e natura circostante, allora viene da dire che forse questo nuovo occhio di riguardo per i giardini pensili da parte delle amministrazioni locali rappresenta un faro positivo, una traccia tangibile di attenzione ad una tecnologia che porta bellezza e benefici sia al macro che al micro clima.

Fortunati dunque i garage, i parcheggi, i solai e le pareti che saranno oggetto di inverdimento pensile. Un pugno di verde in città sarà sempre uno spettacolo grandioso ed un polmone in più per tutti, e visto che i costi ora si presentano più accessibili potrebbe essere il momento giusto per pensarci davvero.”

articolo scritto da Sara Mazzucato per aboutgarden

DIY: costruire una casetta per gli insetti

7 agosto 2015 § 2 commenti

Alcune specie di insetti,
sono estremamente utili nell’orto o nel giardino, favoriscono l’impollinazione e sono antagonisti naturali di insetti parassiti, offriamo loro riparo e ospitalità creando un’idonea dimora, in cambio saranno felici di offrirci i loro servizi.
Trovate un posticino in terrazzo o in giardino dove ospitare una casetta che riproponga i luoghi preferiti dove amano rifugiarsi, andare in letargo e riprodursi e orientatela a sud o sud-est, così che possa godere dei raggi del sole al mattino. Bombi, piccole api, le megachili, le crisope e le coccinelle trovano rifugio nelle canne di vario diametro, mentre le forficule o forbicine preferiscono la paglia.

hotel per insettiparticolare deella casetta
Potete costruire voi stessi un piccolo hotel assemblando tavole di legno con colla a caldo, chiodi e martello o acquistarlo già pronto nei centri specializzati e sul web. Dovrete predisporlo sollevandolo da terra di una trentina di centimetri e sarà necessario circa un anno affinché gli insetti si abituino alla nuova dimora.

ingredienti

Cosa occorre:

Scegliete, preferibilmente, tavole di due centimetri di spessore in multistrato o in legno resistente alle intemperie

  • 2 tavole di 16 x 10 centimetri per le pareti laterali.
  • 1 tavola 12 x 10 centimetri per la base.
  • 1 tavola 16x 16 e una 14 x 16 per le falde del tetto che dovranno essere più larghe della struttura della casetta.
  • 1 tondino di ferro lungo 1 metro
  • chiodi, martello, sega, trapano con punte da legno, colla da legno e colla caldo con relativa pistola.
  • Tondelli di legno, canne di bambu’, rami di buddleja, ibisco o sambuco.

Come fare:

tetto

assemblare pezzi

Segate a 45° il lato corto posto in alto delle due pareti (eventualmente utilizzate l’apposito strumento adatto a creare le cornici). Sulla tavola che farà da base, tracciate il punto dove si incontrano le due diagonali e con il trapano fate un foro del diametro del tondino in ferro, eventualmente per maggiore stabilità incollate un tassello quadrato in legno spesso almeno 3 centimetri e forate tutto assieme. Assemblate le tavole del tetto unendole a 90°.

Costruite il telaio della casetta, unendo con colla da legno e chiodi le due pareti laterali la tavola orizzontali che forma la base e unite il tetto.

casetta verniciare

Dipingete con colori all’acqua.

fori in un tronchetto

materiale per interno

Forate un tondello di legno servendovi del trapano e di punte di diametro differente e preparate diversi segmenti ricavati dalla canna di bambù o altri rami a sezione cava. Infine con pistola e colla a caldo fissate il materiale all’interno della casetta.

da un mio articolo per Casa in Fiore luglio 2015

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