La potatura di fine inverno

14 febbraio 2018 § 2 commenti

A febbraio il giardino è ancora in pieno riposo vegetativo,
in attesa del risveglio primaverile, è necessario provvedere ad effettuare le potature di fine inverno. ll periodo in cui procedere
dipende dalle condizioni climatiche della zona. Se le temperature sono ancora troppo rigide, meglio aspettare gli ultimi giorni del mese o inizio marzo qando le giornate iniziano ad essere meno fredde e non ci sono gelate notturne. È importante che questo lavoro sia ultimato prima che la pianta inizi a germogliare.

potatura di fine inverno

Se è la prima volta che vi avvicinate a questo tipo di operazione, sarò necessario che prendiate le informazioni tecniche necessarie prima di procedere studiando testi di agronomia o affidandovi alle direttive di specialisti, evitate il fai da te soprattutto dettato dai suggerimenti di amici o contadini improvvisati. Per arbusti e piccoli alberi attenetevi alle regole di base ma fate attenzione perchè spesso a seconda delle varietà della specie occorre procedere il maniera differente, così è ad esempio per la rosa che si pota diversamente se è ricadente piuttosto che rampicante o arbustiva, antica o moderna. Oppure l’ortensia, quanti mi scrivono per capire come mai la loro pianta non produce più fiori? Nella maggior parte dei casi dipende da un scorretto intervento di potatura.

Se si ha a che fare con alberi ad alto fusto, meglio affidarsi ad un giardiniere esperto che possa realizzare l’intervento con le dovute accortezze tecniche e di messa in sicurezza. Se amate le vostre piante, non risparmiate sull’aiuto di un giardiniere professionista, ne assicurerete lunga vita. Tuttavia, il costo per i servizi di un giardiniere non è eccessivo, e da quest’anno potrete approfittare del “bonus verde”, per detrarre le spese per la sistemazione del verde sia privato che per i condomini.

Quest’anno farò un regalo al mio boscogiardino,  voglio rendere produttivo un vecchio melo e dovrò abbattere due vecchi ontani pericolanti e mi affiderò quindi a dei professionisti!

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Ikea Food bio e wild dinner

9 febbraio 2018 § 3 commenti

Ieri sera sono stata invitata
a Wild Gourmet, un evento molto cool (fatemi passare il termine…) organizzato da IKEA per promuovere e far conoscere la nuova linea  di cibo bio. Un’inedita esperienza culinaria in collaborazione con Wood Ing di Valeria Mosca in una location da favola, la Fonderia Napoleonica di Milano che per l’occasione è stata trasformata in una magica foresta di grande fascino e poesia. #siamofattipercambiare e l’hasthag di IKEA ed è la filosofia di vita che da un po’ sto cercando di applicare anche alla mia! 

Fonderia Napoleonica

tavola wild dinner

Da sempre Ikea è attenta a uno stile di vita sano e sostenibile anche a tavola e propone cibo bio nel rispetto del pianeta e delle persone. Dal 2003, IKEA Italia lavora costantemente per aumentare il numero di prodotti che provengono da coltivazioni biologiche attraverso la scelta di fornitori accuratamente selezionati che rispondano ai requisiti internazionali, che vietano l’utilizzo di concimi, antiparassitari e additivi chimici.

S. Chiarugicredits ph. Giulia Rosatelli

L’azienda svedese presenta la nuova proposta di food biologico nell’ambito di un più ampio progetto in collaborazione con Wood*ing, laboratorio di ricerca e sperimentazione sull’uso del cibo selvatico per l’alimentazione e la nutrizione, di Marco Bianchi, food mentor e divulgatore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi, e infine di GNAMBOX, celeberrima coppia di food-blogger creativi tutta italiana innamorati della buona cucina e della sua bellezza.Voci autorevoli del panorama gourmand che illustreranno le novità Ikea attraverso un ciclo di incontri dimostrativi e show cooking.

deco tablecredits ph. Giulia Rosatelli

Di grande fascino anche il Table setting realizzato da Gnam Box che prevedeva una decorazione sviluppata su tutta la lunghezza del tavolo imperiale che ha ospitato 34 tra blogger, addetti stampa e influencer del mondo del food, del lifestyle e in rappresentanza del verde sono appunto stata inviata io. 

La decorazione è stata realizzata semplicemente accostando piccole piantine di
Soleirolia soleirolii, Calocephalus brownii e rami di Clematis vitalba carichi di pappi. Una foglia di magnolia con il nome dell’invitato come segnaposto e rametti di rosmarino e abete racchiusi nelle bottiglie d’acqua per aromatizzarla… infine candele a profusione di altezze differenti contenute in vasi cilindrici di vetro. 

living

orchidee sottovetro

Le arbanelle di vetro sono state utilizzate anche come insoliti vasi che lasciano a vista le radici di Dendrobium nobile e altre varietà di orchidee. 

Vi invito ad andare a scoprire e gustare tutte le novità bio Ikea nel ristorante, nella bottega, nel bar e il bistrot.

 

seminare ora l’astranzia

6 febbraio 2018 § Lascia un commento

Se cercate una bella pianta
che  sia robusta, adatta per  le bordure e i gruppi misti, che cresca bene tanto al sole quanto all’ombra e produca fiori in abbondanza, coltivate Astrantia major comunemente conosciuta come astranzia.

Astranzia S.Chiarugi

È una pianta erbacea perenne dai particolari fiori rosa-verde o bianco-verde a seconda della varietà, che hanno petali a margine seghettato e restano belli anche quando sono secchi. Potete acquistarla nei vivai più forniti oppure online e provare invece a seminarla, meglio in autunno perché i semi necessitano di sentire il freddo per germinare, altrimenti siete ancora in tempo per sottoporli alla vernalizzazione, processo con il quale potete simulare ciò che avviene in natura. Seminate a febbraio l’astranzia in un vassoio di plastica, come quelli in cui sono vendute le verdure al supermercato e coprite con pellicola trasparente, aspettate 2 settimane prima di mettere il vassoio in frigorifero per altre 3-6 settimane per poi riportarlo fuori quando ormai a marzo la temperatura sarà di circa 18 °. Se i semi non dovessero germogliare, ripetete l’alternanza di caldo e freddo.

Dopo 6-10 settimane potete mettere la piantina a dimora in piena terra.

annotazioni creative #febbraio18

2 febbraio 2018 § 2 commenti

Febbraio è arrivato veloce portando via la malinconia del mese precedente, il boscogiardino si sta risvegliando ed io sono impaziente di rimettere le mani nella terra e di vedere quali sono le piante che sono sopravvissute all’inverno e le nuove fioriture dei bulbi messi a dimora in autunno. In realtà ho ancora qualche bulbo di tulipano e narciso che aspettano di essere affidati alla terra, approfitterò della prima giornata di sole per procedere con l’operazione.

Son felice di annunciare che da fine gennaio collaboro con la rivista Famiglia Cristiana, ogni settimana ci troveremo in edicola con i miei consigli di giardinaggio.

Capelvenere ad acquarello

Come pianta del mese ho scelto il Capelvenere per ritirare una foglia ad acquarello. Se vi piace, potete stampare file e incorniciare la tavola botanica! Non dimenticatevi poi di mostrarmi il risultato.

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Scarica e stampa su carta di cotone 200 mm.

In attesa delle mostre di giardinaggio primaverili, vii segnalo qualche appuntamento per gli appassionati del settore.

eventi

2 -3 e 4

Agrumare, per il secondo anno torna a Finalpia (SV), la rassegna dedicata agli agrumi del territorio ligure e in particolare eccellenze come il Pernambucco e il Chinotto. L’evento celebra anche la figura di Giorgio Gallesio, illustre botanico nato a Finalborgo nel 1772, autore della meravigliosa e fondamentale “Pomona Italiana” e del “Traitè du Citrus” dedicato appunto allo studio degli agrumi. Finalpia storicamente è il cuore agricolo del Finalese. I terrazzamenti e le ville padronali sono la testimonianza di questo antico borgo rurale posto tra orti, uliveti e vigneti, nei decenni trasformatosi in area a vocazione turistica. Palcoscenico ideale per ospitare eventi dedicati ai prodotti tipici, vera espressione di sapori e saperi del territorio.

Sarò presente Domenica alle ore 11,00 con una piccola chiacchierata sull’acquarello botanico.

vi aspetto a Finalpia!

17 e 18

Sempre agrumi ma esposti a Milano a Villa Necchi per la VII edizione di AgruMI, mostra mercato dedicata gli agrumi: un viaggio tra storie, segreti e sapori degli agrumi. Alla scoperta delle tante varietà di agrumi, delle tradizioni, delle culture e dei paesaggi che ciascun frutto evoca, fino alle caratteristiche nutrizionali e terapeutiche, agli usi in cucina e molto altro.
Due giornate di profumi avvolgenti e colori intensi che presenteranno l’intero universo di aromi e sapori degli agrumi: piante, frutti, marmellate, mieli, mostarde, profumi, cosmetici e raffinati decori.

16 – 17 e 18

Vico del Gargano in Puglia, ospiterà TERRARANCIA, evento annuale che celebra San Valentino, patrono della cittadina, protegge non solo gli innamorati ma è anche protettore dei “giardini” di agrumi. Si festeggia l’amore bevendo il prezioso succo.Tutto il paese (uno dei borghi piu belli ) é ornato da arance.

21 e 23

A Milano, torna My Plant & Garden, manifestazione che propone tutte le novità del settore è la più importante fiera internazionale riservata agli operatori del florovivaismo, del paesaggio, del garden e del greenbuilding in Italia.

Paesaggio, PPAA e filiera verde, green building, agronomia, decorazione, tecnologia, giardinaggio, architettura, botanica, florovivaismo, gestione d’impresa: Myplant & Garden, in collaborazione con partner strategici di primo livello, offre opportunità di affari, conoscenze, aggiornamenti e relazioni.

Sto cercando di organizzarmi per fare un salto a visitarla…

shopping

Vi segnalo questo vaso di vetro disegnato da Claus Dalby, se non sapete chi è vi consiglio di visitare il suo sito.

vaso in vetro

Filosofia vegetale

30 gennaio 2018 § 10 commenti

Ho conosciuto Paolo qualche anno fa, abbiamo iniziato a scambiarci commenti e opinioni sul mondo del verde attraverso i nostri rispettivi blog. Mi è subito piaciuto il suo modo di rapportarsi con la natura, si definisce eco-giardiniere, pensatore focalizzato sul rapporto uomo-natura e il suo percorso lo ha portato a sviluppare un pensiero filosofico molto interessante che tutti possiamo applicare alla nostra vita del quale ho chiesto a Paolo di parlarvi con un breve ciclo di post. Questo è il primo, non certo breve ma necessario per introdurvi nell’argomento.

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Mi chiamo Paolo Astrua e ho un blog sulle piante, incentrato principalmente sulla relazione che intercorre tra l’uomo e il mondo vegetale.

Quando Simonetta mi ha chiesto di scrivere una rubrica per il suo Aboutgarden, ho sentito che si trattava di un’occasione felice.

Le piante sono state fondamentali e lo sono tuttora nell’aiutarmi a condurre una vita felice e consapevole. Per questo motivo ritengo che possano essere altrettanto importanti nella vita di molte persone, aiutandole a stare sempre meglio, fino a raggiungere una condizione di felicità. Per far sì che questo accada, bisogna decidere di mettersi in gioco, uscendo dalla propria zona di comfort, e di ricominciare (o iniziare) a costruire una vita così come la desideriamo. 

Per rompere il ghiaccio, vorrei raccontare il modo in cui sono giunto a lavorare con le mie amate piante e a scriverne.

sassell

C’è stato un momento nella mia vita, una decina di anni fa, in cui mi sono chiesto che cosa stavo facendo, in cui non riuscivo più a comprendere quale strada avrei dovuto percorrere, perché avevo perso una parte della mia identità. Non sapevo ancora, in quel momento, che la mia sofferenza, quel sentirmi perduto, sarebbe stata una meravigliosa occasione per far emergere dal profondo della mia vita il mio vero io e di conseguenza i miei veri interessi. 

In barba al senso del dovere e all’abitudine a condurre una vita frenetica, mi sono fermato e ho iniziato ad ascoltarmi, a ricordare che la natura nella mia infanzia ha sempre avuto una dimensione di divertimento, di piacere, di interazione con diverse forme di vita. Mi piaceva stare ore ad osservare le foglie, le infiorescenze delle Anemone nemorosa nel sottobosco, le ninfee dello stagno; volevo catturare le lucertole, le rane e le bisce per osservarle e poi subito liberarle. Certo ero un bambino particolare, una sorta di piccolo Gerald Durrel cresciuto in città ma con un forte legame con i boschi e i campi che circondavano il paese dei nonni, in un Piemonte montano che sembra ancora rimasto uguale oggi, dopo quasi quarant’anni. 

Ricordarmi questi legami e sentire di nuovo il desiderio di contatto con la natura, mi ha fatto capire che avrei dovuto compiere un’azione coraggiosa, avrei dovuto dedicarmi a questa natura, alle piante, che nel frattempo erano diventate una presenza fondamentale sul mio terrazzo  e in casa. 

Così in quel momento, dieci anni orsono, ho deciso di dare una bella sferzata alla mia vita, partendo dalla mia professione: avrei lavorato con le piante!

Ho fatto molte esperienze da quel periodo a oggi; sono passato dal fare l’aiutante in una ditta di allestimenti del verde al fondare una mia attività individuale di creazione di piccoli giardini e terrazzi verdi. Ho letto e studiato molto, ho scritto e mi sono aperto, tenendo laboratori, condividendo, raccontandomi agli altri.

E non ho mai smesso di studiare perché ho compreso qual è la mia urgenza, la mia mission: comunicare agli altri che non siamo separati dall’ambiente che ci circonda. Senza le piante noi non esisteremmo neppure, non potremmo respirare, non avremmo nulla da mangiare e non ci sarebbe nemmeno acqua potabile da bere. La cura che noi abbiamo per l’ambiente e le piante ha come effetto un immediato beneficio sulla nostra persona; meno rispetto  portiamo alla natura, più problemi avremo da risolvere nelle nostre vite. Noi e l’ambiente che ci circonda siamo un’unica cosa.

Quello che mi preme rimarcare è che per interessarci a questi argomenti possiamo in qualunque momento partire dal qui e ora, da adesso in avanti, non importa se non l’abbiamo mai fatto prima. Io stesso ho passato anni senza avere coscienza della strettissima simbiosi che mi lega al mondo vegetale.  

Non so cosa stiate vivendo voi, se avete mai riflettuto su questi temi e naturalmente mi viene da chiedervi: “Com’è la vostra relazione con le piante? Quanta importanza pensate che ricoprano nella vostra esistenza?”

ball di muschio

23 gennaio 2018 § 10 commenti

Mi piacciono molto le sfere da utilizzare come decorazioni, nel boscogiardino ne ho sistemata qua e là qualcuna di terracotta, vorrei presto farne altre in cemento, tempo fa vi avevo raccontato come fare delle sfere utilizzando le bellissime foglie color argento della Stachys lanata e a dicembre ho preparato quelle di muschio. 

ball di muschio

Con le sfere di muschio potete creare allestimenti molto suggestivi, sono semplici da realizzare e sono molto belle quando il muschio è fresco e mantengono il loro fascino anche quando sarà essiccato. 

Ecco cosa occorre:

  • Muschio fresco (da acquistare dal fiorista o se raccolto in natura accertatevi delle leggi in materia in quanto ogni regione stabilisce un minimo quantitativo)
  • Carta straccia e di quotidiano
  • Fil di ferro da fiorista.appallottolare carta ball di muschio

bagnare carta sfera di muschio

Appallottolate le carte e bagnate con acqua man mano che procedete per aumentare il volume della sfera.

aggiungere muschio ball di muschio

Assicuratevi che il muschio sia umido (altrimenti bagnatelo con uno spruzzino) e avvolgetelo sulla sfera di carta fissandolo con il fil di ferro. Nel procedere con questa operazione assicuratevi di tirare per bene il filo affinché non diventi troppo lasco quando la sfera essiccando perderà volume.

fermare con fil di ferro ball di muschio

fil di ferro ball di muschio

Potete mantenere sempre verde e fresco il muschio spruzzandolo ogni tanto con l’acqua che penetrerà anche nella carta che farà da spugna rilasciando lentamente l’umidità assorbita. 

ball di muschio 2

protezione delle piante in vaso

19 gennaio 2018 § Lascia un commento

Le piante in vaso
sono più sensibili agli sbalzi termici in quanto le radici sono meno protette e più esposte rispetto a quelle che crescono in piena terra.

Protezione vasi

Per contrastare i rigori invernali oltre a cospargere la superficie del terreno alla base del fusto con un abbondante strato di pacciamatura, fasciate il vaso con spessi teli di juta (potete utilizzare anche i vecchi sacchi delle patate) o di tessuto non tessuto, e prima di legare i teli inserite altre foglie per formare una sorta di intercapedine che svolgerà una funzione isolante. E’ una pratica utile a innalzare di almeno un grado la temperatura interna del vaso e al contempo preserva dal gelo quelli di materiale più delicato come ceramica e terracotta.

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