risultati giveaway rosa da sciroppo

25 agosto 2016 § 4 commenti

Ho atteso un giorno a pubblicare i risultati del giveaway, credo che possiate comprenderne il motivo dopo il tragico giorno che ha colpito nel cuore di tutti noi…

La sorte ha assegnato le tre talee, il numero segue l’ordine di pubblicazione del commento  Congratulazioni alle fortunate vincitrici. Contattatemi via email (indirizzo in profilo) per lasciare i vostri recapiti e ricevere così la talea della mia rosa con relative istruzioni per farla attecchire!

 

Schermata blog

Storia del pot-pourri

24 agosto 2016 § Lascia un commento

Da uno scambio di battute
su Facebook è nata l’idea di questa rubrica dedicata al pot-pourri per illustrare un lungo lavoro di ricerca realizzato da Marta Moletta che qualche lettore avrà già conosciuto attraverso il suo fortunato blog Ortinprogress, che al momento l’autrice ha deciso di mettere a riposo.

Ogni mese Marta, svelerà qualche segreto relativo l’affascinante mondo del pot-pourri, a partire dalla sua storia, qualche aneddoto e le ricette per la sua preparazione.

fiori di giacinto ph. Marta Moletta

ph. Marta Moletta

1- Il fascino dei petali nella storia: come è nato il moderno pot-pourri

Il termine pot-pourri è di evidente origine francese, ma nella traduzione è meno poetico di quanto si possa pensare: pot sta per vaso (come in cache-pot, “nascondi vaso”); pourri è il participio passato del verbo pourrir che significa… marcire. Già nell’antichità, infatti, era consuetudine tra gli Egizi far fermentare in vaso i petali di rosa a strati alternati col sale per conservarne le proprietà olfattive. Questo metodo è ancora usato per confezionare in casa i pot-pourris “umidi”. Quello che se ne ricava è un prodotto molto profumato,  ma non bello da vedere, e va custodito in un barattolo poroso e decorativo.

Diversa da questa però è l’idea che abbiamo oggi di un pot-pourri: un mucchietto di petali e di foglie secchi in una bella ciotola, che promana un meraviglioso sentore nelle stanze di una casa. Un prodotto facilmente reperibile in un supermercato. Per arrivare ai pot-pourri commerciali di oggi, però, si sono dovuti aspettare diversi secoli, che ne hanno fatto uso per motivi e in modi differenti da quelli nostri.

Fiori x pot  pourrie ph. Marta Moletta

ph. Marta Moletta

Tracciare una storia del pot-pourri non è facile, e per certi versi è quasi impossibile, tanto poche sono le testimonianze che abbiamo in merito, e tanto è recente il concetto odierno di pot-pourri. La consuetudine di essiccare le piante è antica, senza dubbio, ed è stata uno dei primi metodi di conservazione delle spezie e delle piante alimentari che siano stati adottati dagli esseri umani. Raccogliere parti di piante insieme è usanza che da tempo immemore accompagna la vita degli esseri umani, non solo nel settore alimentare, ma anche in quello della “salute”: miscugli di piante aromatiche, in particolare, sono sempre stati considerati necessari per tenere lontane le malattie, secondo abitudini mediche spesso coincidenti con la mera credenza popolare. Pensate alle maschere dei medici della peste: gli enormi nasi raccoglievano essenze che si credeva scongiurassero i contagi. Il pomander è un esempio molto rappresentativo: termine inglese derivato dal francese “pomme d’ambre”, era costituito da una sfera di ambra grigia aromatizzata anche con altre essenze, e veniva portata al collo o alla cintola, da persone appartenenti alle classi abbienti, come profumo deodorante o addirittura come disuassore cosmetico contro la peste. In altre forme era fatto con un sacchettino contenente spezie ed erbe aromatiche, e a seconda delle possibilità economiche di chi se ne vestiva, poteva essere un ciondolo di metallo prezioso arricchito di gemme. Ora è una decorazione perlopiù natalizia, l’arancia trapunta di chiodi di garofano, da appendere all’abete delle feste. Più prosaicamente, infine, i mazzi delle spose per tradizione sono ricchi di foglie di aromatiche, perché un tempo servivano a prevenire gli svenimenti delle donne.

fiori ph. Marta Moletta

ph. Marta Moletta

E’ dal Sette-Ottocento che il pot-pourri ha cominciato a diventare quell’elemento di decorazione degli interni delle case che conosciamo oggi: fiocchi di petali di fiori raccolte semplicemente per rallegrare un ambiente col loro colore e profumo. Diverse testimonianze pittoriche ci mostrano donne alle prese con cesti i fiori da setacciare e pulire da foglie e insetti. Il pot-pourri è nato in quest’epoca perché, finalmente, con lo svilupparsi di una vera e propria scienza medica, distinta dalla superstizione e dalla magia, si è svincolato da una funzionalità clinica o correlata alla salute, per diventare un semplice elemento decorativo dell’abitazione. Subito però è diventato anche oggetto di commercializzazione, e con l’affermarsi della classe operaia, difficilmente le famiglie lavoratrici hanno un giardino o anche il tempo di andare a raccogliere fiori per un po’ di freschezza in casa. Più facile aggirarsi per le corsie di un supermercato o nel locale di una erboristeria, e scegliere al volo le essenze che più ci piacciono, in cambio di pochi soldi.

Questa breve e concisissima rassegna storica dimostra che, ai pot-pourri, per un motivo o per l’altro, non abbiamo ancora rinunciato. Dai Notandissimi secreti de l’arte profumatoria dei maestri muschieri di Venezia del Cinquecento, ai fragrance designer del XXI secolo, abbiamo affinato in modo scientifico l’arte di ricavare profumi dai fiori, e anche le tecniche di conservazione degli stessi si avvalgono di sostanze chimiche che fanno miracoli. Ma rispetto al nostro passato più remoto, in noi è rimasto ancora un profondo senso di malìa di fronte allo spettacolo dei petali sciolti dalla corolla di un fiore: le docce di rose nella Domus Aurea, i fossi e i petali di sakura e l’hanami, fino all’immaginario con American beauty, ci dimostrano che nei secoli non siamo riusciti a rinunciare al senso di ricchezza, libertà e felicità che ci dà una pioggia di fiori sopra il nostro capo o tra i palmi congiunti delle nostre mani, né sotto un punto di vista di piacere mondano, né sotto l’aspetto spirituale.

scritto da Marta Moletta per Aboutgarden

Rose Giveaway

21 agosto 2016 § 25 commenti

Manca poco al giorno dedicato a SANTA ROSA!
Il 23 agosto, martedì prossimo coincide con il periodo in cui si preparano le talee delle rose.
Voglio farvi un regalo, anzi tre!

rosa simonetta
A 3 fortunati amici invierò altrettante TALEE della mia rosa, quella da sciroppo che chi mi segue da un po’ forse conosce, non ha un nome perchè non è stata ancora ben identificata ma è una rosa antica molto profumata con una coppa generosa e prodiga di petali.

talee di rosa simonetta

� Ecco le regole per partecipare all’estrazione e assicurarsi una talea: 

– Lasciate un commento qui sotto e se ancora non lo avete fatto iscrivetevi alla pagina �aboutgarden.( qui accanto sulla barra laterale di dx)

– Se siete presenti su Facebook iscrivetevi alla mia pagina e invitate gli amici a seguire aboutgarden per partecipare al giveaway�

 

Il Giveaway scade il 23 agosto a mezzanotte.�
Il giorno successivo verrà estratto e comunicato il vincitore. �
In bocca al lupo a tutti !!!

Ecco il video per vedere come realizzo lo sciroppo di rosa

annotazioni creative #agosto2016

17 agosto 2016 § Lascia un commento

Corre agosto,
e siamo già a metà…

Le ortensie stanno già virando di colore è giunto il momento di raccoglierle per essiccarle prima che sia troppo tardi. Ho utilizzato qualche petalo per impreziosire la ghirlanda  in paper cut di agosto.

agosto

22 e 23

Il 22 agosto, nell’ambito della manifestazione “Sale in Zucca”organizzata dalla casa editrice Zem, ,vi aspetto a Riva Ligure in piazza Matteotti per la presentazione del libro che ho scritto con Camilla Zanarotti,  “Più orto che giardino”, replica il giorno dopo a Sanremo al Villaggio dei Fiori.
Entrambe gli appuntamenti saranno accompagnati e condotti da Claudio Porchia e si svolgeranno alle ore 21,00.

23

Gli appassionati delle rose non possono dimenticare il 23 agosto dedicato a Santa Rosa, giorno in cui tradizionalmente si preparano talee. Qui vi racconto come fare, seguitemi sul blog e sui social, ho in serbo una piccola sorpresa per voi!

Ghirlanda agosto

ESCHER a Milano

Nel mese di agosto, quando la metropoli è in vacanza, è forse il periodo giusto per vedere le grandi mostre. A Giugno è stata inaugurata a Palazzo Reale un’esposizione dedicata a Escher, grande incisore olandese.

Il particolare e l’infinito, figure che non hanno inizio né fine, architetture impossibili, pesci che si trasformano in uccelli. Tutto questo, e molto altro, troviamo nelle opere dell’incisore olandese Cornelis Escher, artista che ha armonizzato il rigore della logica con la fantasia più sfrenata, tanto da piacere sia agli scienziati che al grande pubblico”.

27  e 28

Per gli amanti dell’arte e della buona musica, Sabato 27 alle ore 18,30, inaugurazione del parco musicale The Music Country House e della scultura Violoncello d’artista con un sistema di suoni che interagiscono con la natura.

Un rifugio speciale con orto e prati fioriti, un Paradiso giardino la cui realizzazione è stata curata per conto della proprietà da Claudia Pavoni di Verderamegiardini. Nel giardino a più livelli sono state posizionate importanti sculture di ferro corten: tra cui la fontana delle note, la meridiana…

Il programma della serata, solo su invito, prevede un concerto, la presentazione della scultura di Enrico Benetta e del progetto di Sony nel Dipartimento dei nuovi linguaggi musicali del conservatorio di Padova.

Domenica la festa prosegue con l’apertura al pubblico del giardino.

info:
The Music Country House
Via Castelceis – Cavaso del Tomba (TV),
328 4083643
ernandosartor@leonardo1999.it

Oleolito di lavanda

12 agosto 2016 § 3 commenti

Se in giardino coltivate la lavanda
è facile che abbiate fatto essiccare qualche mazzolino delle sue spighe per profumare la vostra biancheria o da utilizzare come decorazione in casa.

lavanda essiccata
Con una piccola quantità di fiori secchi potete preparare un oleolito che cattura le proprietà della pianta officinale, calmanti e lenitive. L’oleolito è il prodotto della macerazione di sommità fiorite di piante officinali in olio d’oliva o altri oli di origine vegetale come quello di girasole o di riso purché di origine biologica.

oleolito di lavanda

cosa occorre:

  • Lavanda essiccata
  • Olio d’oliva o di girasole di origine biologica

come fare:

Riempite un contenitore di vetro trasparente a chiusura ermetica con poco più di metà di fiori essiccati di lavanda e aggiungete olio, è preferibile utilizzare la pianta secca in quanto allo stato fresco potrebbe causare irrancidimento o crescita batterica. Lasciare al sole per 40 giorni avendo cura di riporre in casa la sera quando scendono le temperature e di asciugare la condensa che normalmente si forma al di sotto del tappo di chiusura con carta assorbente. Filtrate attraverso una garza e conservate l’oleolito di lavanda in una bottiglietta di vetro scuro.

da Vivere Country agosto 2015

se volete sapere quando tagliare la lavanda per farla essiccare, vi invito a leggere qui

Giardino Botanico La Chanousia

5 agosto 2016 § 3 commenti

Se avete in programma una gita in montagna
nei pressi del Colle del Piccolo San Bernardo, ritagliatevi una o due ore in più per visitare un gioiello che fa la gioia di tanti appassionati del verde. Il Giardino alpino Chanousia si trova, a 2.170 m di quota, in prossimità della grandiosa mole del Monte Bianco e di altre imponenti cime e si estende su una superficie di circa 10.000 mq. E’ visitabile solo per due o tre mesi durante l’estate in quanto il resto dell’anno la vegetazione è sepolta sotto una coltre di neve.

Giardino Botanico Chanousia

giardino Botanico prospettiva

Il giardino deve la nascita e il suo nome all’abate Pierre Chanoux, rettore dell’Ospizio dell’Ordine Mauriziano. “fu soprattutto un amante della montagna e un naturalista appassionato, convinto della necessità di difendere l’ambiente alpino, in un’epoca in cui la conservazione ambientale muoveva appena i primi passi. Chanoux, da vero precursore, ottenne un divieto di caccia nei dintorni dell’Ospizio e invitava alpinisti e turisti a moderarsi nella raccolta di fiori, incitando invece ad osservarli nel loro ambiente naturale. ” *

inaugurazione giardino La Chanousia

Il Giardino Botanico fu fondato nel 1893 con una delibera del Comune di La Thuile che concedeva a Chenoux il terreno e un sussidio di 20 lire e  venne inaugurato ufficialmente nel 1897.

giochi d'acqua

scorcio con Centaurea montana

Centaurea montanaCentaurea montana

vecchio semenzaio

vecchio semenzaio

Al momento dell’inaugurazione le specie coltivate erano circa 300 mentre attualmente sono 1200. Il giardino ha attraversato una guerra e alcune difficoltà finanziarie superate in un primo tempo grazie all’intervento della Regina Margherita che volle sostenere il lavoro dell’abate raddoppiando il suo stipendio.

Ambiente umidoIl prato umido

Adenostyles alliariaeAdenostyles alliariae

Cercando di imitare quelli naturali, nel giardino sono stati realizzati alcuni ambienti tipici della zona alpina nei quali è stata inserita la relativa vegetazione. Durante il percorso potrete scoprire le rupi silicee e il macereto siliceo, le rupi calcaree e il macereto calcareo, la prateria alpina, il megaforbieto, l’ambiente di greto, la torbiera e il prato umido.

cascata roccera

prateriaPrateria montana 

giglio

Il Giardino botanico La Chanousia è gestito da un’Associazione Internazionale di diritto francese, con piacere ho visto al lavoro almeno tre giardinieri (anzi giardiniere) che contribuiscono a salvaguardare la bellezza del luogo la cui presenza purtroppo non è così scontata come ho appurato in tanti altri giardini botanici.

* Estratto da Orti Botanici, Giardini Aplini, Arboreti Italiani, Edizioni Grifo, Palermo

***

Il giardino è aperto (neve permettendo) dal 4 luglio al 6 settembre, tutti i giorni in orario continuato dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

Giardino Botanico Alpino Chanousia
presso Municipio di La Thuile
via Marcello Collomb n. 3
11016 La Thuile (AO) ITALY

contatto email: info@chanousia.org

Giardino di Villa Boccanegra

29 luglio 2016 § 2 commenti

Nell’estremo Ponente ligure,
in 4 ettari di terreno terrazzato e degradante sul mare, è custodito un giardino di acclimatazione di piante provenienti da luoghi di tutto il mondo.

 

Villa Boccanegra

scorcio Villa Boccanegra

Il giardino di Villa Boccanegra vanta una lunga storia che ha inizio nella prima metà del ‘500, il primo importante intervento fu opera di facoltosi inglesi grandi appassionati di piante ed amici dei vicini Hanbury che si sono succeduti nella proprietà. Acquistato agli inizi degli anni ’80 del novecento dalla  famiglia Piacenza,  è ora accudito da Ursula Salghetti Drioli moglie di Guido Piacenza, entrambi raffinati botanici hanno eliminato parte della macchia spontanea che aveva preso il sopravvento a beneficio delle piante più rare introdotte dai precedenti proprietari.

giardino Boccanegra

vecchio tronco

Sentiero

opunzie giardino Villa Boccanegra

serra Giardino Boccanegra

fiore aloe

Nel tempo hanno trovato posto alcune nuove varietà provenienti in prevalenza da Australia, California, Cile e Sudafrica. Vengono allevate da seme nell’apposita serra. Le giornate di Ursula sono scandite dal lavoro in giardino e intervallate da rigeneranti bagni in mare anche in pieno inverno. Il mare è stato il suo primo amore, scelse infatti di fare la biologa marina con specializzazione in algologia. La passione per le piante invece le è stata trasmessa dal nonno materno livornese, e la sua formazione è avvenuta anche in un’azienda floricola specializzata in garofani. Il giardino Boccanegra è in continua evoluzione.

fasce e muretti in pietra giardino boccanegra

uliveto

Aloe e Iris

Uno degli interventi più soddisfacenti, dopo la ciclopica impresa di ricostruzione dei muretti a secco distrutti anche dallo spostamento a mare della ferrovia, è stata l’introduzione di molte varietà di aloe ed in particolare la realizzazione di una riva dove ai piedi di vetusti ulivi, si mescolano assieme a Iris germanica. Uno spettacolo che lascia senza fiato quando sono entrambe in fiore!

articolo per Blossomzine estate 2016

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