la natura insegna

13 gennaio 2011 § 2 commenti

La vigilia dello scorso Natale
è apparso sul quotidiano genovese IL SECOLO XIX, un  interessante articolo su un  metodo di coltivazione applicato da un intraprendente contadino del Burkina Faso che partendo dal 1984 (anno dell’ultima grande carestia nella regione del Sahel) ha trasformato migliaia di ettari semi-desertici in terre molto produttive.
La storia di Yacouba Sawadogo, come scrive nel suo articolo Paolo Crocchi, riprende metodi culturali utilizzati da secoli dai contadini locali, lo zaï, che consiste nello scavare «poquet», ossia buche nel terreno poco profonde dove concentrare le rare piogge, nelle quali il contadino, ha lasciato cadere semi e aggiunto letame. Dai semi nel tempo sono nati e poi cresciuti degli alberi. Yacouba li ha amorevolmente curati ed ha lasciato che i loro rami, le loro foglie e la natura facessero il resto. Il terreno si è poco a poco rigenerato recuperando ogni anno sempre più zone desertiche.

Paolo Crocchi porta a paragone un metodo di coltivazione sperimentato dagli anni ’70 dal prof. Gilles Lemieux dell’Université Laval, Quebec (Canada) il BRF, che in Liguria si sta fortemente concretizzando ed ha creato in poco tempo nuove sinergie tra gruppi di agricoltori  o semplici coltivatori amatoriali. Con il BRF ( Bois Rameaux Fragmente) o frammentazione delle ramaglie, si accelera il processo naturale degli ecosistemi forestali riportando la fertilità del suolo.

Credits: images Burkina Faso C.Reij

In Liguria Philippe Lemoussu come in Africa Yacouba Sawadogo prima, ed in seguito altri contadini che hanno seguito il suo percorso, stanno promuovendo l’utilizzazione delle antiche tecniche agricole organizzando cantieri di lavoro ai quali tutti possono assistere e partecipare imparando sul campo i notevoli benefici ottenuti con una così semplice e poco costosa innovazione. Il passa parola e i successi di tanti agricoltori sono stimolo di diffusione del metodo.
Il gruppo AVEBRF Liguria in collaborazione con il Consorzio della Quarantina, hanno fatto richiesta per una cippatrice, attrezzo agricolo indispensabile per ottenere fresche ramaglie, prontamente offerta da un ente svizzero. Lo strumento sta ora a tappe attraversando la regione richiamando attorno un sempre più folto numero di agricoltori.
Philippe Lomoussu sarà presente domenica 16 gennaio 2011 a Torriglia (Ge) per il “Mandillo dei semi” annuale ed atteso appuntamento dei soci del Consorzio della Quarantina.
Se volete approfondire l’argomento è uscito in novembre per la prima volta in Italia un libro sul BRF di Sylvain Coquet “Coltivare col cippato. Una novità agronomica ed ecologica” –  ed. Libreria Editrice Fiorentina

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