Chaenomeles japonica e sue virtù

9 novembre 2012 § 42 commenti

Uno dei tanti piccoli e utili arbusti

Ammirato la prima volta al Parco Negrotto Cambiaso di Arenzano (Ge) dove è divenuto soggetto di un mio acquerello botanico, l’ho ricercato in vivaio per acquistarlo e destinarlo alla casa di campagna dei miei genitori. Quest’anno finalmente, dopo  la bellissima fioritura scarlatta, sono arrivati i primi  profumati frutti.

Mi piace utilizzare in giardino piante non solo belle e decorative, ma anche utili come in questo caso.

Attendevo i frutti per i loro intenso aroma, che anche ora mentre scrivo giunge a deliziarmi. Ho posto alcune meline in una ciotola affinché possano diffondere nell’ambiente la loro fragranza. Altre le ho riservate per preparare un dolcificante per il mio tè verde mattutino.

Come prevede una vecchia ricetta Estone ho affettato a fettine fini il Chaenomeles con la sua buccia e le ho mescolate con pari quantità di zucchero. Ho conservato la preparazione in un deposito fresco per un paio di settimane, fino a quando lo zucchero si è sciolto (è necessario mescolare di tanto in tanto). Il risultato è un delizioso estratto che può essere usato per dolcificare il tè per il sapore leggermente acidulo che sa di limone, o semplicemente con acqua calda – deve essere conservato in frigorifero.

brevi note colturali:

Chaenomeles japonica

e l’altra specie, Chenomeles speciosa (si differenziano per le fioriture, sui rami spogli C. speciosa e con contemporanea presenza di fiori e foglie C. japonica)

Sono piccoli arbusti decidui della famiglia delle Rosaceae, originari della Cina e del Giappone molto rustici, non temono il freddo invernale o il caldo estivo.
Di crescita lenta, sono apprezzati per la vivace fioritura primaverile, presentano rami leggermente spinosi e un po’ disordinati che si coprono in primavera di una profusione di fiori di colore rosso, rosa, arancione e bianco che continuano a sbocciare per un paio di mesi. Le foglie cominciano a crescere durante la fioritura. Producono piccole mele gialle o rosse che maturano in settembre/ottobre, saranno raccolte prima che il freddo, per non perdere il sapore e aroma, per la particolare fragranza sono utilizzate per profumare gli ambienti e gli armadi. Nel nord Europa il frutto è conosciuto con il nome di limone nordico per l’alto contenuto di vitamina C, molto rustico, quindi non teme in nessun modo il freddo invernale o il caldo estivo.
Contengono inoltre molta pectina e si prestano quindi alla preparazione di gelatine e conserve o come addensanti in aggiunta ad altre confetture.
La moltiplicazione avviene per talee, che vanno tenute in vaso per almeno due anni o utilizzando i semi sottoposti a svernazione, ovvero dopo averli conservati a strati nella sabbia in frigorifero per tutto l’inverno.
Si pianteranno poi in un qualsiasi terreno purché ben drenato possibilmente in pieno sole per ottenere abbondanti fioriture. Tollerano comunque anche l’ombra. Sono arbusti. Si  potano ogni 5-6 anni dopo la fioritura togliendo rami morti, deboli o spezzati.
Per la presenza di spine di adatta a essere allevato per la formazioni di siepi, in Inghilterra sono sovente coltivate contro i muri per proteggerle dai venti del nord.

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