fiori e piante in tôle paint

6 dicembre 2017 § Lascia un commento

Nel 1700, il secolo delle grandi scoperte, fu creata in Italia una tecnica decorativa che prevedeva l’utilizzo di un lamierino di metallo che veniva piegato, sagomato e verniciato per realizzare principalmente copie fedeli di piante da conservare nei gabinetti scientifici.

fiori tole peintetôle peinte Erbavoglio

La tecnica piacque molto ai francesi che la usarono in larga scala; con il nome di tôle peinte furono fabbricati anche complementi di arredo di varia natura come brocche, vassoi, piatti e altri oggetti decorativi per la casa.

tole peinte grasstôle peinte Erbavoglio

pianta tole peintetôle peinte Erbavoglio

Le piante realizzate in tôle peinte erano modellini costruiti con dovizia di particolari dipinti con pigmenti in polvere, venivano fissate su vasi o piedistalli in legno tornito e spesso finivano sui ripiani delle più preziose wunderkammer oppure divenivano sculture come le agavi in ferro che adornavano le colonne laterali dei cancelli delle ville liberty.

agave ferroAgave collezione privata

A Milano due artigiane utilizzando l’antica tecnica del 1700 per creare piante e fiori di grande fascino e grazia utilizzando lamierino di rame (materiale molto duttile e malleabile) e tanta maestria.

Vi invito ad andare a visitare il loro atelier L’Erbavoglio in zona Brera.

 L’Erbavoglio 
 di Elisabetta Sonzini e Laura Goffi 
Via Marco Formentini 5

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I love greenhouse!

28 novembre 2017 § 9 commenti

È soprattutto in periodi come questo
che vorrei tanto avere una serra in cui riparare le mie piante più delicate e le talee appena preparate, anzi, ho detto una bugia perché mi piacerebbe poter disporre di una serra sempre, per le mie bimbe verdi e se sufficientemente grande anche per creare un piccolo angolino relax circondata da tutto ciò che amo. La sogno ad occhi aperti e archivio fotografie in cui sono ritratte quelle belle serre che gli inglesi chiamano greenhouse e i francesi conservatories che con quei nomi sembrano ancora più fighe! (Passatemi il termine, rende troppo bene !)

Chi mi segue su Facebook avrà notato che ogni giovedì pubblico un post dedicato alle serre, un appuntamento contraddistinto dall’hashstg #giovedigardenhouse .

Miriam GreenHouse
Qualche tempo fa tramite Instagram ho conosciuto un’azienda italiana Celano Greenhouse che realizza serre dal fascino antico con le più moderne tecnologie , una giovane realtà che proviene dall’esperienza di oltre 40 anni nella produzione di strutture industriali.
In particolare mi è molto piaciuta la greenhouse Miriam, è prodotta interamente a mano e la struttura, quattro pannelli perimetrali più due per il tetto, è molto solida e durevole nel tempo, in quanto realizzata in acciaio e gli elementi che compongono i pannelli sono saldati cosi da rinforzare la serra ed avere meno pezzi da assemblare.

Miriam fronte 2

Il montaggio è semplice e veloce, basta avvitare i  pannelli mediante i bulloni in acciaio in dotazione al kit, infine le tamponature sono realizzate in policarbonato che ha un peso inferiore rispetto al vetro ed è infrangibile.

Serra Miriam

Miriam laterale

Miriam è disponibile in diversi colori o anche in acciaio nero naturale, è una struttura autoportante quindi non ha bisogno di essere fissata al terreno. Le dimensioni attualmente disponibili sono la 2.5×2.5 / 2.5×5.00 / 4.00 x 5.00, ma possono essere personalizzate.

Miriam fronte

Manca poco a Natale, sembrerà strano ma noi giardiniere siamo più interessate a Green House e biotrituratori piuttosto che ad un anello di brillanti, nella mia letterina so già cosa scrivere!

E voi credete a Babbo Natale?

Garden Trug

19 ottobre 2017 § 2 commenti

Se siete attenti osservatori
avrete notato in qualche libro o rivista inglese di giardinaggio dei particolari cesti realizzati con sottili strisce di legno, sono tipici oggetti della tradizione anglosassone la cui origine risale a quasi 200 anni fa.

Garden Trug

In inglese sono chiamati trug e solo pochi abili artigiani, tra cui un’azienda del Sussex che li ha inventati, sono in grado di riprodurli utilizzando le stesse tecniche del passato. Sono pratici, leggeri e forti allo stesso tempo perchè realizzati con materiali come il castagno che resiste alla marcescenza e il nocciolo di cui è fatto il manico, accompagnano i giardinieri in tutte le operazioni dal taglio dei fiori alla potatura, oppure sono utili per la raccolta della frutta.

I miei Garden Trug, ne ho due di misura differente,sono firmati Burgon & Ball e li ho acquistati in Uk durante i viaggi per giardini ma trovate qualcosa di molto simile anche sul web, li trovate qui.

 

vasi dipinti con verderame

11 ottobre 2017 § 2 commenti

Per regalare un abito nuovo ai vecchi vasi
in terracotta avete mai pensato di verniciarli semplicemente con il verderame?

vasi dipinti con verderame

Il solfato di rame, solitamente utilizzato come fungicida e nel trattamento preventivo contro i più comuni parassiti delle piante, rilascia una bella patina azzurro-verde sulla superficie d’intervento. Per ricreare sulla terracotta lo stesso colore passate con il pennello una o due mani di verderame diluito con poca acqua, per un’ azione più duratura aggiungete al miscuglio una piccola quantità di colla vinilica. Gli agenti atmosferici e il tempo contribuiranno ad aggiungere ulteriore fascino ai vostri vasi.

Per regalare un abito nuovo ai vecchi vasi in terracotta avete mai pensato di verniciarli semplicemente con il verderame? Il solfato di rame, solitamente utilizzato come fungicida e nel trattamento preventivo contro i più comuni parassiti delle piante, rilascia una bella patina azzurro-verde sulla superficie d’intervento. Per ricreare sulla terracotta lo stesso colore passate con il pennello una o due mani di verderame diluito con poca acqua, per un’ azione più duratura aggiungete al miscuglio una piccola quantità di colla vinilica. Gli agenti atmosferici e il tempo contribuiranno ad aggiungere ulteriore fascino ai vostri vasi.

 

Vivere Country ottobre 2016

DIY: alzatina di terracotta

23 maggio 2017 § Lascia un commento

Per creare un angolo decor
in terrazzo ma anche in casa, raggruppa più piantine su una piccola alzatina in terracotta, ti insegno come realizzarla!

Io la uso per ospitare le talee…

alzatina terracotta 1

Occorrente

  • sottovaso in terracotta diametro 17 centimetri
  • vaso in terracotta diametro 7 centimetri
  • colla attaccatuttotraccio diagonale alzatina terracotta

    Traccia due diagonali sul retro del sottovaso per individuarne il centro.

metto colla alzatina terracotta

posiziono retro

Applica la colla sul fondo del vasetto e fai aderire al sottovaso cercando di far combaciare il buco di drenaggio con il centro segnato in precedenza. Prima che la colla sia asciutta rimuovi l’eccedenza utilizzando il retro di un fiammifero o con un attrezzo in legno appuntito.

alzatina terracotta 2

Se vuoi creare una patina antica sull’alzatina di terracotta puoi accelerare il processo di invecchiamento applicando una generosa spennellata di yogurt dentro al quale dovrai aggiungere un po’ di muschio precedentemente tritato con un mixer e lasciato asciugare per un paio di giorni. Riponi in luogo umido e ombreggiato e vaporizza ogni tanto con un po’ di acqua.

per Verde Facile primavera 2017

arredare il terrazzo con vasi di plastica

6 aprile 2017 § 12 commenti

E’ indubbio il vantaggio di arredare il terrazzo con i vasi in materiale plastico, si evita di sovraccaricare le solette con pesi eccessivi e l’eventuale trasporto delle piante risulta agevolato.

Foto 7 per Veca

Per rendere unico uno spazio verde create dei punti focali, accostate vasi di forma uguale e con dimensione differente per ospitare magari una collezione di piante della spessa specie, in genere tre vasi possono bastare altrimenti anche solo uno di taglia oversize. Osservate l’insieme che avete creato da lontano ed eventualmente spostate e se le dimensioni del terrazzo lo consentono, ricreate la scena in un altra zona.

Foto 6 per Veca

Per il mio spazio esterno ho scelto i vasi di plastica della linea Cleo di Veca dalla classica forma a tronco di cono svasato rivisitati con una linea moderna pulita e minimale e proposti in una vasta gamma di colori che permette l’abbinamento ad ogni stile di arredo e asseconda ogni gusto. I miei vasi sono di colore avana, una tinta neutra e naturale che mi permette di accostarli bene agli arredi e accessori in stile vintage che tanto amo.

Foto 2 per Veca

Foto 1 per Veca

I vasi hanno la particolarità di potersi trasformare in cache pot chiudendo con un piccolo tappo in dotazione il foro di drenaggio dell’acqua. Un espediente che permette di utilizzarli anche in casa come contenitori per piante che magari hanno necessità di essere bagnate per capillarità dal fondo dove consiglio di aggiungere uno strato drenante di argilla espansa.

Foto 3 per Veca

Foto 5 per Veca

Il mio spazio esterno è piccolo ed ho scelto di conseguenza vasi di dimensione contenuta da 20 centimetri di diametro, ne ho abbinati due uguali e uno ho pensato di utilizzarlo capovolto come insolita alzatina per esaltare una piccola pianta a cui tengo molto.

Foto 8 per Veca

I vasi della linea Cleo di misura più grande sono dotati di pratici rulli che facilitano lo spostamento dei carichi pesanti, e soprattutto per noi donne non è cosa di poco conto!

Come leggere l’etichetta delle piante

14 marzo 2017 § 6 commenti

Le etichette,
quelle serie che accompagnano le piante degli orti e dei giardini botanici, riportano alcune informazioni sulla pianta e convenzionalmente nella marcatura devono attenersi al Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) costituito da un insieme di norme che stabiliscono la corretta definizione del nome valida a livello internazionale. Il codice viene aggiornato da botanici provenienti da tutto il mondo che si riuniscono ogni 5 anni.

etichetta

Nelle etichette devono essere descritte:

famiglia
La famiglia è mostrata sempre in alto, a destra o al centro, dell’etichetta facilmente riconoscibile si scrive in corsivo con iniziale maiuscolo e finisce in aceae

provenienza
In alto a volte è segnato il luogo di origine e provenienza.

nome della pianta
Nella parte centrale compare scritto il nome in latino della pianta

diffusione o habitat
I luoghi di diffusione naturali della pianta sono mostrati in basso solitamente a sinistra.

etichetta esempio

da Buon Gardening- S. Chiarugi – ed. Mondadori 2015

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