DIY: alzatina di terracotta

23 maggio 2017 § Lascia un commento

Per creare un angolo decor
in terrazzo ma anche in casa, raggruppa più piantine su una piccola alzatina in terracotta, ti insegno come realizzarla!

Io la uso per ospitare le talee…

alzatina terracotta 1

Occorrente

  • sottovaso in terracotta diametro 17 centimetri
  • vaso in terracotta diametro 7 centimetri
  • colla attaccatuttotraccio diagonale alzatina terracotta

    Traccia due diagonali sul retro del sottovaso per individuarne il centro.

metto colla alzatina terracotta

posiziono retro

Applica la colla sul fondo del vasetto e fai aderire al sottovaso cercando di far combaciare il buco di drenaggio con il centro segnato in precedenza. Prima che la colla sia asciutta rimuovi l’eccedenza utilizzando il retro di un fiammifero o con un attrezzo in legno appuntito.

alzatina terracotta 2

Se vuoi creare una patina antica sull’alzatina di terracotta puoi accelerare il processo di invecchiamento applicando una generosa spennellata di yogurt dentro al quale dovrai aggiungere un po’ di muschio precedentemente tritato con un mixer e lasciato asciugare per un paio di giorni. Riponi in luogo umido e ombreggiato e vaporizza ogni tanto con un po’ di acqua.

per Verde Facile primavera 2017

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arredare il terrazzo con vasi di plastica

6 aprile 2017 § 12 commenti

E’ indubbio il vantaggio di arredare il terrazzo con i vasi in materiale plastico, si evita di sovraccaricare le solette con pesi eccessivi e l’eventuale trasporto delle piante risulta agevolato.

Foto 7 per Veca

Per rendere unico uno spazio verde create dei punti focali, accostate vasi di forma uguale e con dimensione differente per ospitare magari una collezione di piante della spessa specie, in genere tre vasi possono bastare altrimenti anche solo uno di taglia oversize. Osservate l’insieme che avete creato da lontano ed eventualmente spostate e se le dimensioni del terrazzo lo consentono, ricreate la scena in un altra zona.

Foto 6 per Veca

Per il mio spazio esterno ho scelto i vasi di plastica della linea Cleo di Veca dalla classica forma a tronco di cono svasato rivisitati con una linea moderna pulita e minimale e proposti in una vasta gamma di colori che permette l’abbinamento ad ogni stile di arredo e asseconda ogni gusto. I miei vasi sono di colore avana, una tinta neutra e naturale che mi permette di accostarli bene agli arredi e accessori in stile vintage che tanto amo.

Foto 2 per Veca

Foto 1 per Veca

I vasi hanno la particolarità di potersi trasformare in cache pot chiudendo con un piccolo tappo in dotazione il foro di drenaggio dell’acqua. Un espediente che permette di utilizzarli anche in casa come contenitori per piante che magari hanno necessità di essere bagnate per capillarità dal fondo dove consiglio di aggiungere uno strato drenante di argilla espansa.

Foto 3 per Veca

Foto 5 per Veca

Il mio spazio esterno è piccolo ed ho scelto di conseguenza vasi di dimensione contenuta da 20 centimetri di diametro, ne ho abbinati due uguali e uno ho pensato di utilizzarlo capovolto come insolita alzatina per esaltare una piccola pianta a cui tengo molto.

Foto 8 per Veca

I vasi della linea Cleo di misura più grande sono dotati di pratici rulli che facilitano lo spostamento dei carichi pesanti, e soprattutto per noi donne non è cosa di poco conto!

Come leggere l’etichetta delle piante

14 marzo 2017 § 6 commenti

Le etichette,
quelle serie che accompagnano le piante degli orti e dei giardini botanici, riportano alcune informazioni sulla pianta e convenzionalmente nella marcatura devono attenersi al Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) costituito da un insieme di norme che stabiliscono la corretta definizione del nome valida a livello internazionale. Il codice viene aggiornato da botanici provenienti da tutto il mondo che si riuniscono ogni 5 anni.

etichetta

Nelle etichette devono essere descritte:

famiglia
La famiglia è mostrata sempre in alto, a destra o al centro, dell’etichetta facilmente riconoscibile si scrive in corsivo con iniziale maiuscolo e finisce in aceae

provenienza
In alto a volte è segnato il luogo di origine e provenienza.

nome della pianta
Nella parte centrale compare scritto il nome in latino della pianta

diffusione o habitat
I luoghi di diffusione naturali della pianta sono mostrati in basso solitamente a sinistra.

etichetta esempio

da Buon Gardening- S. Chiarugi – ed. Mondadori 2015

nomenclatura botanica

10 marzo 2017 § 13 commenti

Quando ho iniziato ad appassionarmi al mondo delle piante credevo che utilizzare nome e cognome in latino fosse solo una questione riguardante pochi dotti. Con il tempo ho imparato che invece rappresenta l’unico modo di classificazione corretta universalmente riconosciuta; considerando che i nomi comuni variano con le culture e i luoghi, la denominazione botanica latina ne assicura una inequivocabile identificazione.

nomenclatura botanica

Il nome è composto da un sostantivo che designa il genere cui segue un cognome, epiteto specifico, che fornisce informazioni e dettagli utili alla coltivazione può essere descrittivo, realistico più raramente fantasioso (es: Digitalis purpurea, Anthericum liliago, Helleborus orientalis, Pinus sylvestris). Il sistema di nomenclatura binomia, fu introdotto dal medico e naturalista svedese Carlo Linneo (1707-1778), appassionato di botanica, studiò un nome scientifico costituito da due parti che fu adottato internazionalmente dal 1753.

etichette riciclo

qui se vuoi sapere come realizzare questa etichetta

Il genere si scrive con l’iniziale maiuscola, l’epiteto specifico con la minuscola ed entrambi vanno scritti in carattere corsivo. Nel nome possono essere presenti sottospecie, varietà o forme e sono segnati in corsivo, mentre le abbreviazioni ssp., subsp., var. e f. rimangono in stampatello. Un po’ di confusione regna anche tra cultivar e ibridi, le prime ottenute artificialmente sono scritte con iniziale maiuscola non in corsivo e poste all’interno di virgolette semplici (es: ) mentre i secondi sono frutto di incroci di due specie e sono segnati in corsivo minuscolo preceduto dal segno x non corsivo ( es: Lavandula x christiana)

da Buon Gardening, coltivare piante e fiori in terrazzo e in giardino, utilizzarli in casa e in cucina – Mondadori 2015

Per approfondire le nozioni di botanica consiglio il bel libro Latino per Giardinieri – Guido Tommasi Editore.

Betulla in casa e in giardino

28 febbraio 2017 § 12 commenti

Posta come singolo elemento piuttosto che in gruppo,
Betula pendula, la varietà spontanea più diffusa nei nostri territori, porta con se grazia e ammirazione e a ben ragione è considerata una pianta magica nelle tradizioni dell’Est Europeo e nei paesi scandinavi. E’ l’albero degli inizi, tra i primi a mettere le foglie in primavera e a radicare in situazioni anche poco ospitali facendo strada e preparando il terreno per chi verrà dopo. Malgrado si adatti a qualsiasi tipo di substrato, predilige quelli a tendenza acida dotati di un fondo drenante e gradisce posizioni in pieno sole, rinunciate a coltivarla negli ambienti più caldi e siccitosi, le radici superficiali potrebbero soffrire portando il rapido deperimento della pianta. Durante i primi anni di vita dissetatela nel periodo estivo più caldo.

betulla

Rispetto alla maggior parte degli alberi, la vita della betulla è più breve e si aggira attorno ai 100 anni, e se volete moltiplicarla preparate in primavera una talea prelevando una porzione di ramo interrandola di qualche centimetro, dopo tre mesi emetterà le prime radici, oppure se non avete fretta, attendete che la natura provveda autonomamente per diffusione di seme.

Dischi di betulla.jpg

Una delle ultime tendenze dello stile naturale prevede l’utilizzo di dischetti di legno come elemento decorativo che a seconda della dimensione possono trovare posto sulla tavola come insoliti vassoi oppure impreziosire un dono. La candida corteccia della betulla e la struttura omogenea e compatta del legno priva di nervature e senza distinzione fra durame e alburno, fanno sì che i dischi di legno di betulla possano coniugare l’eleganza di gusto classico e il fascino più rustico.

Vivere Country aprile 2016

Cancelli per l’orto

24 gennaio 2017 § 1 Commento

Il passaggio tra il giardino
e la zona adibita a orto, é spesso segnato da un cancello che assolve più abitualmente funzione di barriera di sicurezza per impedirne l’accesso ma può diventare componente decorativa contribuendo a definire un punto focale che cattura lo sguardo e lo rimanda verso lo spazio retrostante.

cancelletto

 

L’estetica dovrà essere supportata da una funzionalità  ottimale. L’orto dal gusto country utilizza cancelli che si rifanno a disegni e fogge tipiche dei cottage gardens, sono perlopiù realizzati in legno e dipinti con smalti che con il tempo assumono un aspetto decapato o sono semplicemente lasciati grezzi e trattati con un impregnante protettivo.

cancelletto-piu-orto-che-giardino

Le istruzioni del cancelletto azzurro le trovi in “Più orto che giardino” l’ultimo libro che ho scritto con Camilla Zanarotti  per Mondadori

Se costruiti in legno potranno essere realizzati utilizzando assi già pronte, di più durevole castagno, di pino o abete, quest’ultime essenze possibilmente andranno trattate in autoclave per prevenirne la marcescenza. I più esperti si potranno cimentare nella costruzione di cancelli dal sapore molto rustico in legno di castagno scortecciato. In entrambe i casi è bene prevedere adeguati sostegni o montanti che andranno ancorati al terreno inserendoli in plinti in metallo a loro volta posati in fondamenta di cemento. Dovranno sorreggere il cancello tramite robuste cerniere in metallo. L’ampiezza di un cancello ad una sola anta generalmente è di circa 1 metro mentre quello a due ante misura 2,40 metri.

Vivere Country gennaio 2016

Ghirlanda semplice di olivo

6 dicembre 2016 § 6 commenti

Qualche giorno fa mentre ero al lavoro
nella mia Garden Room, con la coda dell’occhio ho visto trascinare alcuni rami di olivo.

via-prati

La potatura dell’olivo si esegue in questo periodo, successivamente al raccolto dei frutti, così il mio vicino molto zelante ha provveduto a ridare forma all’alberello del suo giardino che si affaccia su via Prati.

occorrente-ghirlanda

Come potete immaginare, non ho potuto permettere che tutto quel materiale vegetale andasse al macero, avevo in mente da tempo una ghirlanda creata semplicemente legando assieme dei fasci di olivo.

Cosa occorre:

  • Rami di olivo
    Fil di Ferro
    Mollette da bucato

passare-il-filo

ghirlanda-finita

Aspettate due o tre giorni affinché le foglie di olivo perdano un po’ di freschezza e di volume. Recidete diversi rami scegliendo i più lunghi, e adagiateli in forma circolare su un piano orizzontale. Con le mollette da bucato bloccate in più punti la ghirlanda e fissate i rami avvolgendoli con il fil di ferro.

ghirlanda-fondo-rosa

Completate eventualmente a piacere con una catena luminosa al LED.

Dove sono?

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