riuso: barattoli per piccole serre

7 giugno 2019 § Lascia un commento

Un vantaggio importante per la buona riuscita della germinazione dei semi e per il taleaggio è l’uso della serra che consente di mantenere costanti i livelli di temperatura e di umidità e protegge i progressi della crescita. Abbinata ad una buona fertilità del suolo può accelerare i processi di sviluppo della pianta.

arbanella e vaso S. Chiarugi

arbanella serretta S. Chiarugi

Si utilizzano serre a campana anche per i singoli vasi, i francesi elegantemente le chiamano cloches e possono essere in materiale plastico o in vetro, soprattutto quelle in vetro hanno spesso però un costo elevato anche se durano maggiormente nel tempo, basti pensare alle bellissime cloche che si possono ammirare in alcuni giardini e orti botanici e prevalentemente risalgono al ‘800 epoca in cui ebbero una grande diffusione.

Serra riciclo S. Chiarugi.jpg

Nell’attuale ottica del risparmio e del riciclo, possiamo seguire l’esempio contadino che dell’arte di arrangiarsi ne ha fatto una virtù, i grossi barattoli in vetro da conserve, o come in Liguria le *arbanelle in cui si conservano solitamente le acciughe sotto sale, svolgono un’eccellente ed  economica funzione sostitutiva alla più elegante cloche in vetro.

Ideali da porre direttamente sul vaso di coltura, sceglieteli di grandezza equivalente all’imboccatura dello stesso. Unica accortezza, nelle giornate più calde, puntellare le cloches casalinghe infilando uno o due bastoncini di legno per far penetrare un po’ d’aria.

È anche possibile riciclare una grande bottiglia d’acqua di plastica e tagliarne il fondo, il tappo svolgerà la funzione regolare aria e il livello di umidità, ti invito a consultare questo post per vedere come realizzare una serra di plastica.

*arbanella è un termine in uso nel dialetto ligure per definire una tipologia di barattolo in vetro, utile come contenitore per alimenti e conserve dolci e salate. 

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Galateo Green

22 marzo 2019 § Lascia un commento

Prendo spunto
da una domanda di una mia lettrice che mi chiedeva consiglio se fosse una buona idea regalare un banano per l’appartamento di un suo amico, per scrivere un post in cui racconto alcune cose dettate dal buon senso e dal galateo che poi entrambe le faccende vanno d’accordo. anzi forse è meglio andare a piccoli passi…

Il termine galateo definisce l’insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione: è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale! Così lo definisce Wikipedia e così è, e va oltre le più sterili convenzioni legate alle classi sociali più alte e abbienti. Credo che rispettare il galateo possa far sì che il nostro essere nel mondo sia posto con una grazia e attenzione migliore, questa è una mia personale opinione!

Galateo Green 2 S. Chiarugi

Non sto parlando del saper usare il coltello da pesce (che poi chi lo compera più..) piuttosto che apparecchiare una tavola rispettando tutte le posizioni delle stoviglie, ma dell’attenzione che ne deriva verso il prossimo.

Galateo Green 1 S. Chiarugi

Il galateo non è altro che un insieme di regole per porsi in modo garbato verso gli altri e anche nel mondo green esistono alcune regole scritte e non scritte e qui sul blog potrebbe nascerne una rubrica. Cosa ne pensate?
Aspetto eventuali vostre domande.

Auricula Theater

5 marzo 2019 § Lascia un commento

La tradizione di realizzare dei teatri
per le primule auricula è iniziata in Francia e in Belgio, forse già a partire dal 17 °secolo. Le prime versioni, costruite per proteggere i fiori più delicati dalla pioggia e dal vento, erano semplici scatole aperte dotate di scaffali.

TERRAZZO -Auricula Theater

Nel 1800 in Inghilterra, la pratica divenne molto comune e vennero realizzate scatole sempre più elaborate fino a simulare quinte teatrali con tanto di tende dipinte e archi di proscenio.

Il fondale tinteggiato di nero permetteva di far risaltare i colori delle infiorescenze delle piante che erano disposte su più file in stretti e alti vasi di terracotta.

Quest’anno proverò a realizzare anche io qualcosa di simile, se l’idea vi è piaciuta fatemi sapere!

Bouquet del festival di Sanremo

19 febbraio 2019 § Lascia un commento

Mi piace seguire il Festival di Sanremo
non solo come tradizionale evento musicale ma anche per vedere gli allestimenti floreali e i bouquet che vengono offerti agli ospiti. Da qualche anno, anche per una scelta etica, il palco di Sanremo è spoglio di elementi vegetali e tutta la maestria e lo sfoggio botanico si concentrano sulla realizzazione dei bouquet per i quali vengono utilizzati i fiori dei produttori della riviera come anemoni, garofani, ranuncoli, rose, ginestre, mimosa e varie fronde verdi.

Bouquet Sanremo 3 papaveri

I bouquet di quest’ultima edizione hanno particolarmente attratto la mia attenzione e ho voluto condividerne la bellezza in diretta con l’evento nelle mie stories su instagram, sono riuscita a risalire al nome di una fiorista, Mirna Angione che faceva parte della squadra dei professionisti che stavano lavorando all’evento e mi ha risposto da dietro le quinte. Potenza del web…

Bouquet Sanremo 1

Incredibile, stavo guardando i bouquet del festival e chattavo contemporaneamente con chi li aveva preparati, ho quindi pensato di realizzare una breve intervista per raccontare il suo percorso e quello degli altri floral designer che hanno lavorato a Sanremo.

Bouquet Sanremo 2

L’invito ufficiale a partecipare al concorso Bouquet Festival di Sanremo” è arrivato poco prima di Natale, dopo un seminario preselettivo a cui Mirna ha partecipato l’estate scorsa nella città di Sanremo. Mirna si è formata frequentando vari corsi all’interno della scuola Pianeta Fiore e attualmente sta seguendo il Corso Internazionale Di Floral Designer in 72 Giorni del Maestro Vincenzo Antonuccio. Grazie alla grande passione che le hanno trasmesso i genitori, precedentemente titolari dell’attuale negozio Emozioni Floreali di Mirnae al continuo studio e rinnovamento, Mirna ha deciso di partecipare al concorso ed è riuscita ad arrivare nei primi 3 posti che le hanno permesso di entrare a fa parte del team di fioristi che ha curato il festival di Sanremo 2019.

La competizione si è tenuta il 12 gennaio, nel padiglione di Villa Ormond, dove i concorrenti, fioristi professionisti da tutta Italia, hanno avuto la possibilità di mostrare alla giuria il loro amore per i fiori. Il tema del concorso di quest’anno è stato “Sanremo e la Belle Epoque”. Tra gli iniziali 40 concorrenti, tre sono stati selezionati per preparare gli addobbi e i bouquet per il Festival di Sanremo. La giuria, composta da membri del comitato organizzatore e da autorità locali, ha giudicato i fioristi in base a tecnica, colore, originalità, utilizzo e valorizzazione del materiale vegetale locale.   

A disposizione materiale locale, sia fiori (prodotti di punta come il ranuncolo, l’anemone ed il papavero) che fronde, un tema generale: La Belle Epoque, ed un tempo massimo da rispettare.  Sotto osservazione di una attenta giuria che ne ha valutato tecnica, qualità e bellezza, i concorrenti hanno creato i loro mazzi di fiori. Al terzo posto nella categoria “mazzo da braccio” Mirna Angione.   

Bouquet Sanremo 4

La vittoria è andata, nell’ordine a: Giorgio Sandonà, Jessica Donati e Mirna Angione, classifica assegnata sulla base della somma dei voti che i concorrenti hanno accumulato durante le due prove:

Tema ‘mazzo formale’: 1a Jessica Donati di Rosignano Solvay, 2° Francesco Innocenti di Firenze e 3a Monica Mazzini di San Giovanni Maregnano (Ravenna)
Tema ‘mazzo da braccio’: 1° Giorgio Sandonà di San Pietro (Padova), 2a Mirna Angione di Veroli (Frosinone), 3° Emanuele Ciaramidaro di Catania

Bouquet Sanremo 5

Il 3 Febbraio i primi 3 classificati hanno raggiunto gli altri componenti del team dei fioristi selezionati per Sanremo, fioristi di tutta Italia che già negli anni precedenti hanno contribuito all’allestimento del teatro Ariston, della sala stampa, del red carpet e dei bouquets consegnati agli artisti in gara.  Dopo alcune riunioni organizzative, tutti i fioristi si sono occupati di preparare bouquet e allestimenti sotto la guida di maestri che hanno dettato come linee guida principale la valorizzazione dei fiori di Sanremo.

fioristi Festival di Sanremo 2019

Nei giorni del festival i direttori tecnici hanno scelto la linea stilistica a cui la squadra di fioristi doveva attenersi per realizzare i bouquet da preparare in numero superiore  rispetto a quelli necessari, in quanto solo in serata venivano assegnati ad ogni artista in base alla personalità e al look della cantante in gara.

Ringrazio per la collaborazione
e la gentile concessione delle immagini Mirna Angione e Valeria Noce

come riparare un vaso di terracotta

24 gennaio 2019 § Lascia un commento

Un tempo i piatti rotti,
le pentole e tanti altri articoli di terracotta, si facevano riparare. 
Al pari dell’arrotino e dello spazzacamino, passavano ogni tanto per le vie abitate abili artigiani nell’arte di ridare vita alle ceramiche. Per lo più provenivano dall’est Europa e viaggiavano accompagnati da semplici strumenti, un punteruolo con punta in diamante, del fil di ferro e una piccola tenaglia.

Dopo aver esaminato il lavoro, si facevano consegnare un uovo e ne utilizzavano l’albume come collante per far combaciare perfettamente i frammenti e praticavano un foro nei pezzi da mettere assieme, in corrispondenza perfetta l’uno con l’altro, facevano passare il fil di ferro che serravano bene con l’aiuto della tenaglia. Le parti in eccedenza venivano poi eliminate e appiattite con un piccolo martelletto.

Erano epoche in cui non si conosceva il consumismo e gli oggetti dovevano fare il loro dovere per lungo tempo, talvolta sui mercatini dell’antiquariato si possono ancora trovare suppellettili in ceramica aggiustate in tale modo, e il loro valore è talvolta più alto degli stessi oggetti integri.

vaso aggiustato s. chiarugi

Talvolta può accadere che un vaso di terracotta si spacchi, generalmente si forma una crepa verticalmente e spesso per colpa di una gelata, con un po’ di fil di ferro potete cingerne la circonferenza per tenere ben salde le parti e utilizzarlo così ancora per molti anni.

Cosa occorre

– fil di ferro cotto 
– pinze a tenaglia

Come fare

riparare vaso s. chiarugi

Il fil di ferro dovrà essere sufficientemente morbido da poterlo piegare senza sforzo, per un effetto vintage utilizzate il fil di ferro cotto che con il tempo forma una patina di ruggine piuttosto che il classico zincato.

Avvolgete il vaso sotto al bordo con il fil di ferro e torcerne le estremità.

52 settimane di risparmio e regali green

5 gennaio 2019 § Lascia un commento

Archiviato da poco il Natale,
è tempo di fare programmi, tra i buoni propositi ho scoperto in questi giorni attraverso vari profili instagram che seguo come quello di Elisabetta, Serena e Alice, un metodo di risparmio molto semplice per riuscire a mettere da parte una somma importante ed è richiesto impegno costante e progressivo per ottenere a fine anno fino a 1378 euro.

52 settimane di risparmio s. chiarugi

#52settimanedirisparmio funziona così, ogni settimana dell’anno dovrete mettere da parte una cifra con valore crescente di un’unità prestabilita, 1 euro la prima settimana, 2 la seconda e così in crescendo fino alla 52 esima settimana. Si può procedere anche al contrario, e credo proprio che utilizzerò questa opzione.. Ho preparato una tabella da stampare per monitorare l’andamento, la potete scaricare qui.

52 week ok

 

52 week reverso

Sto pregustando la somma, sarò ligia e so che non mi farò prendere dalla tentazione di lasciar perdere, per custodire il mio tesoretto ho provveduto con il miglior salvadanaio possibile, quello classico, di terracotta che non si può aprire se non rompendolo! Se lo volete anche voi, arriva da Agricola.

Con la somma che risparmierò potrò acquistare un bel po’ di cosine, oppure farò un viaggetto a visitare giardini meravigliosi. Condivido con voi alcune mie scelte e se avete suggerimenti su come spensere la cifra fatemi sapere e anzi, vi invito a fare altrettanto, si comincia domani!!!

atrtrezzi giardino

da tempo desidero un biotrituratore e un decespugliatore a batteria senza fili, eccoli scelti dal sito di Agricola, potrei acquistarli con un semplice click!!!

viaggio giardinimi piacerebbe visitare il giardino e la tenuta Monk’s House appartenuto a Leonard e Virginia Woolf e ora di proprietà del National Trust, dopo aver letto il libro Il  giardino di Virginia Woolf” che racconta della loro esperienza come giardinieri, sono molto curiosa di visitarla. Se non conoscete il libro ve ne consiglio l’acquisto, un ottimo regalo per se stessi e per amici.

corso ceramica

oppure un corso di ceramica da Eric Landon,che su instagram fa sognare tutti gli appassionati del genere me compresa, ovviamente ci uscirebbe anche un bel viaggetto in quel di Copenhaghen, dove Eric aka Tortus Copenhagen ha il suo quartier generale. non vi ho raccontato che ho iniziato a fare ceramica perché da tempo ho in mente un progetto che nel 2019 prenderà forma (tanto per rimanere in tema…)

Questioni sono i desideri più grandi, ultimamente investo molto nella mia formazione, con corsi inerenti i lavoro, c’è sempre e così tanto da imparare! 

Fatemi sapere se anche voi partecipate a questo challenge, seguitemi anche su instagram dove quotidianamente pubblico delle stories dove racconto di piante e condivido i miei esperimenti giardinicoli.

Smudge Stick

10 agosto 2018 § Lascia un commento

Smudges stick è un fascio di erbe arrotolate e legate da uno spago che viene bruciato nei riti religiosi o durante alcune cerimonie, dalla combustione si sprigiona un profumo e un fumo utilizzato come incenso per purificare l’ambiente ed eliminare le influenze negative. Può essere realizzato con una singola pianta, tradizionalmente si utilizza la salvia bianca Salvia apiana, o una combinazione di diverse erbe, occorre fare molta attenzione in quanto alcune sono tossiche quando vengono bruciate, come la salvia comune, Salvia officinalis.

Smudge Stick

Potete realizzarlo con: artemisia (Artemisia californica) e artemisia (Artemisia vulgaris).cedro, (Thuja plicata) ginepro, lavanda, melissa, menta, pino, rosmarino, timo, verbasco (Verbascum thapsus) e l’erba gatta (Nepeta cataria),oltre alla già citata salvia bianca. Alle foglie potete aggiungere legni e fiori profumati o bacche aromatiche.

Raccogliete le erbe in un giorno soleggiato e secco per evitare che si formi la muffa all’interno del fascio, e arrotolate ben stretti tutti gli elementi cercando di dare una forma leggermente conica infine legate con un filo di cotone o altro materiale organico,   ( se colorato di rosso ha valenza anche magica) Accendete la punta e spegnete il fuoco premendo su un piano ignifugo. Lasciate bruciare sino ad esaurimento del fumo o mantenendo viva la brace se si desidera prolungare la fumigazione.

Dove sono?

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