come riparare un vaso di terracotta

24 gennaio 2019 § Lascia un commento

Un tempo i piatti rotti,
le pentole e tanti altri articoli di terracotta, si facevano riparare. 
Al pari dell’arrotino e dello spazzacamino, passavano ogni tanto per le vie abitate abili artigiani nell’arte di ridare vita alle ceramiche. Per lo più provenivano dall’est Europa e viaggiavano accompagnati da semplici strumenti, un punteruolo con punta in diamante, del fil di ferro e una piccola tenaglia.

Dopo aver esaminato il lavoro, si facevano consegnare un uovo e ne utilizzavano l’albume come collante per far combaciare perfettamente i frammenti e praticavano un foro nei pezzi da mettere assieme, in corrispondenza perfetta l’uno con l’altro, facevano passare il fil di ferro che serravano bene con l’aiuto della tenaglia. Le parti in eccedenza venivano poi eliminate e appiattite con un piccolo martelletto.

Erano epoche in cui non si conosceva il consumismo e gli oggetti dovevano fare il loro dovere per lungo tempo, talvolta sui mercatini dell’antiquariato si possono ancora trovare suppellettili in ceramica aggiustate in tale modo, e il loro valore è talvolta più alto degli stessi oggetti integri.

vaso aggiustato s. chiarugi

Talvolta può accadere che un vaso di terracotta si spacchi, generalmente si forma una crepa verticalmente e spesso per colpa di una gelata, con un po’ di fil di ferro potete cingerne la circonferenza per tenere ben salde le parti e utilizzarlo così ancora per molti anni.

Cosa occorre

– fil di ferro cotto 
– pinze a tenaglia

Come fare

riparare vaso s. chiarugi

Il fil di ferro dovrà essere sufficientemente morbido da poterlo piegare senza sforzo, per un effetto vintage utilizzate il fil di ferro cotto che con il tempo forma una patina di ruggine piuttosto che il classico zincato.

Avvolgete il vaso sotto al bordo con il fil di ferro e torcerne le estremità.

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52 settimane di risparmio e regali green

5 gennaio 2019 § Lascia un commento

Archiviato da poco il Natale,
è tempo di fare programmi, tra i buoni propositi ho scoperto in questi giorni attraverso vari profili instagram che seguo come quello di Elisabetta, Serena e Alice, un metodo di risparmio molto semplice per riuscire a mettere da parte una somma importante ed è richiesto impegno costante e progressivo per ottenere a fine anno fino a 1378 euro.

52 settimane di risparmio s. chiarugi

#52settimanedirisparmio funziona così, ogni settimana dell’anno dovrete mettere da parte una cifra con valore crescente di un’unità prestabilita, 1 euro la prima settimana, 2 la seconda e così in crescendo fino alla 52 esima settimana. Si può procedere anche al contrario, e credo proprio che utilizzerò questa opzione.. Ho preparato una tabella da stampare per monitorare l’andamento, la potete scaricare qui.

52 week ok

 

52 week reverso

Sto pregustando la somma, sarò ligia e so che non mi farò prendere dalla tentazione di lasciar perdere, per custodire il mio tesoretto ho provveduto con il miglior salvadanaio possibile, quello classico, di terracotta che non si può aprire se non rompendolo! Se lo volete anche voi, arriva da Agricola.

Con la somma che risparmierò potrò acquistare un bel po’ di cosine, oppure farò un viaggetto a visitare giardini meravigliosi. Condivido con voi alcune mie scelte e se avete suggerimenti su come spensere la cifra fatemi sapere e anzi, vi invito a fare altrettanto, si comincia domani!!!

atrtrezzi giardino

da tempo desidero un biotrituratore e un decespugliatore a batteria senza fili, eccoli scelti dal sito di Agricola, potrei acquistarli con un semplice click!!!

viaggio giardinimi piacerebbe visitare il giardino e la tenuta Monk’s House appartenuto a Leonard e Virginia Woolf e ora di proprietà del National Trust, dopo aver letto il libro Il  giardino di Virginia Woolf” che racconta della loro esperienza come giardinieri, sono molto curiosa di visitarla. Se non conoscete il libro ve ne consiglio l’acquisto, un ottimo regalo per se stessi e per amici.

corso ceramica

oppure un corso di ceramica da Eric Landon,che su instagram fa sognare tutti gli appassionati del genere me compresa, ovviamente ci uscirebbe anche un bel viaggetto in quel di Copenhaghen, dove Eric aka Tortus Copenhagen ha il suo quartier generale. non vi ho raccontato che ho iniziato a fare ceramica perché da tempo ho in mente un progetto che nel 2019 prenderà forma (tanto per rimanere in tema…)

Questioni sono i desideri più grandi, ultimamente investo molto nella mia formazione, con corsi inerenti i lavoro, c’è sempre e così tanto da imparare! 

Fatemi sapere se anche voi partecipate a questo challenge, seguitemi anche su instagram dove quotidianamente pubblico delle stories dove racconto di piante e condivido i miei esperimenti giardinicoli.

Smudge Stick

10 agosto 2018 § Lascia un commento

Smudges stick è un fascio di erbe arrotolate e legate da uno spago che viene bruciato nei riti religiosi o durante alcune cerimonie, dalla combustione si sprigiona un profumo e un fumo utilizzato come incenso per purificare l’ambiente ed eliminare le influenze negative. Può essere realizzato con una singola pianta, tradizionalmente si utilizza la salvia bianca Salvia apiana, o una combinazione di diverse erbe, occorre fare molta attenzione in quanto alcune sono tossiche quando vengono bruciate, come la salvia comune, Salvia officinalis.

Smudge Stick

Potete realizzarlo con: artemisia (Artemisia californica) e artemisia (Artemisia vulgaris).cedro, (Thuja plicata) ginepro, lavanda, melissa, menta, pino, rosmarino, timo, verbasco (Verbascum thapsus) e l’erba gatta (Nepeta cataria),oltre alla già citata salvia bianca. Alle foglie potete aggiungere legni e fiori profumati o bacche aromatiche.

Raccogliete le erbe in un giorno soleggiato e secco per evitare che si formi la muffa all’interno del fascio, e arrotolate ben stretti tutti gli elementi cercando di dare una forma leggermente conica infine legate con un filo di cotone o altro materiale organico,   ( se colorato di rosso ha valenza anche magica) Accendete la punta e spegnete il fuoco premendo su un piano ignifugo. Lasciate bruciare sino ad esaurimento del fumo o mantenendo viva la brace se si desidera prolungare la fumigazione.

Orti in Parco a Levico Terme

8 maggio 2018 § 2 commenti

Ogni anno, in corrispondenza della data del 25 aprile nella suggestiva cornice del Parco di Levico Terme, si svolge Orti in Parco, una manifestazione dedicata alle piante da orto e da giardino. 

scorci del parco dei Levico

Il Parco fa parte del circuito di Grandi Giardini Italiani che ha organizzato un tour  per blogger e giornalisti insieme all’Ente del Turismo della Valsugana, al quale ho recentemente partecipato per far conoscere e diffondere le offerte turistiche di questi luoghi meravigliosi.

Orti in Parco è un evento dedicato agli appassionati di giardinaggio che si rinnova ogni anno con installazioni a tema realizzate da giovani progettisti provenienti dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che forma tecnici del verde da studenti del Master del giardino e paesaggio di Venezia; si cimentano nella creazione delle installazioni anche delle associazioni locali a scopo benefico. 

Quest’anno il tema trattato era dedicato agli elementi della natura “Terra, Aria, Acqua e Fuoco”.

installazione Parco di Levico

installazione 2 Parco di Levico

installazione 3 Parco di Levico

installazione 4 Parco di Levico

La manifestazione ospita inoltre circa 30 espositori tra produttori locali del settore vivaistico con vendita di piante da orto e da giardino e altre tipologie affini e prevede la partecipazione della condotta locale Slow Food. 

espositori orti in parco

orti in parco

La visita all’evento offre l’occasione per passeggiare nel Parco che è dotato di consistente patrimonio arboreo con circa 550 alberi tra cui un grande faggio di 150 anni che rappresenta una grande attrazione insieme ai 70 mila bulbi che si alternano annualmente nelle fioriture con tulipani, allium, galanthus, leucojum, muscari, narcissus, fritillaria e diverse varietà di tulipani. Il Parco è gestito con sistemi naturali senza uso di sostanze chimiche e i tappeti erbosi sono lasciati andare a fiore e ospitano numerose specie erbacee alternate ad altri elementi vegetali che regalano colore nel susseguirsi delle stagioni come le peonie arboree e successivamente le erbacee che si possono ammirare in prossimità di Villa Paradiso, elegante villino con elementi Liberty, adibito a casa del giardiniere e come sede amministrativa e direzionale della società che gestisce sia lo stabilimento termale. 

Prato fiorito

prato

Il Parco copre una superficie di circa 13 ettari ed è stato restaurato e ripristinato con elementi di connessione urbana terminati nel 2007 modificando l’impianto originale che prevedeva un viale alberato che lo tagliava in senso longitudinale e collegava Grand Hotel alla stazione, non erano presenti inoltre arbusti ma solo alberi che lo rendevano molto cupo.

scorci parcooy

Il luogo è contornato da montagne che sono state teatro della prima guerra mondiale e dal punto di vista geologico rappresentano un fronte di rocce magmatiche e vulcaniche con molta acqua in superficie e terreno a ph acido con presenza di molto ferro che è poi stato sfruttato per le terme.

Grand Hotel Imperial di Levico

Grand Hotel Imperialò scorcio Parco

Per una vacanza completa all’insegna del relax e della cura del proprio corpo, il Grand Hotel Imperial di Levico offre la possibilità di eseguire trattamenti specifici affidati alle attenzioni di un equipe di medici e professionisti, per usufruire dei benefici delle acque termali note da oltre 150 anni il loro potere disinfettante e antinfiammatoria con azione trofica sulle mucose, stimolante sulle cellule epiteliali, miorilassante e stabilizzante il tono dell’umore. Ho molto apprezzato la struttura delle terme che conserva lo charme originale con elementi in stile risalenti ai primi anni del novecento, epoca di edificazione del Gran Hotel.

Floral frog

27 marzo 2018 § 6 commenti

Tra la fine del ‘800 e i primi anni del ‘900 erano molto in voga, soprattutto in America, dei particolari oggetti che venivano posti sui fondo dei vasi e permettevano di bloccare gli steli dei fiori posizionandoli a piacimento.

Floral frog

Realizzati in materiale sufficientemente pesante per bilanciare il peso dei fiori, erano prevalentemente fabbricati in vetro, ma anche in metallo o ceramica ed erano chiamati Floral Frogs per la somiglianza che la maggior parte aveva ad una rana seduta e talvolta ricalcavano le stesse forme del piccolo anfibio.

Il particolare accessorio in metallo chiodato  si chiama iKenzan, che letteralmente significa “montagna di spade”, ha origine dalla pratica dello stile “Moribana dell’arte giapponese dell’Ikebana, I kenzan sono costituiti da una parte chiodata solitamente in acciaio o bronzo inserita in una colatura di piombo, metallo facile da fondere che una volta raffreddato diventa pesante e riesce così a sostenere il peso del materiale vegetale. 

I Floral Frogs sono ora molto ricercati dai collezionisti.

Floral frog 2

Ikea Food bio e wild dinner

9 febbraio 2018 § 3 commenti

Ieri sera sono stata invitata
a Wild Gourmet, un evento molto cool (fatemi passare il termine…) organizzato da IKEA per promuovere e far conoscere la nuova linea  di cibo bio. Un’inedita esperienza culinaria in collaborazione con Wood Ing di Valeria Mosca in una location da favola, la Fonderia Napoleonica di Milano che per l’occasione è stata trasformata in una magica foresta di grande fascino e poesia. #siamofattipercambiare e l’hasthag di IKEA ed è la filosofia di vita che da un po’ sto cercando di applicare anche alla mia! 

Fonderia Napoleonica

tavola wild dinner

Da sempre Ikea è attenta a uno stile di vita sano e sostenibile anche a tavola e propone cibo bio nel rispetto del pianeta e delle persone. Dal 2003, IKEA Italia lavora costantemente per aumentare il numero di prodotti che provengono da coltivazioni biologiche attraverso la scelta di fornitori accuratamente selezionati che rispondano ai requisiti internazionali, che vietano l’utilizzo di concimi, antiparassitari e additivi chimici.

S. Chiarugicredits ph. Giulia Rosatelli

L’azienda svedese presenta la nuova proposta di food biologico nell’ambito di un più ampio progetto in collaborazione con Wood*ing, laboratorio di ricerca e sperimentazione sull’uso del cibo selvatico per l’alimentazione e la nutrizione, di Marco Bianchi, food mentor e divulgatore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi, e infine di GNAMBOX, celeberrima coppia di food-blogger creativi tutta italiana innamorati della buona cucina e della sua bellezza.Voci autorevoli del panorama gourmand che illustreranno le novità Ikea attraverso un ciclo di incontri dimostrativi e show cooking.

deco tablecredits ph. Giulia Rosatelli

Di grande fascino anche il Table setting realizzato da Gnam Box che prevedeva una decorazione sviluppata su tutta la lunghezza del tavolo imperiale che ha ospitato 34 tra blogger, addetti stampa e influencer del mondo del food, del lifestyle e in rappresentanza del verde sono appunto stata inviata io. 

La decorazione è stata realizzata semplicemente accostando piccole piantine di
Soleirolia soleirolii, Calocephalus brownii e rami di Clematis vitalba carichi di pappi. Una foglia di magnolia con il nome dell’invitato come segnaposto e rametti di rosmarino e abete racchiusi nelle bottiglie d’acqua per aromatizzarla… infine candele a profusione di altezze differenti contenute in vasi cilindrici di vetro. 

living

orchidee sottovetro

Le arbanelle di vetro sono state utilizzate anche come insoliti vasi che lasciano a vista le radici di Dendrobium nobile e altre varietà di orchidee. 

Vi invito ad andare a scoprire e gustare tutte le novità bio Ikea nel ristorante, nella bottega, nel bar e il bistrot.

 

il Boscogiardino su Gardenia

15 dicembre 2017 § 8 commenti

Qualche mese fa
la mia amica Margherita mi ha chiesto se volevo realizzare composizioni e styling per il servizio di Natale per Gardenia. Chi ama le piante e i giardini conosce questa rivista, un punto di riferimento pluridecennale per gli appassionati del settore e avrà letto tante volte gli articoli di Margherita Lombardi, esperta agronoma e ora anche blogger e creatrice di Italian Botanical Trips

Gardenia dicembre 2017

sevizio Boscogiardino Gardenia

il Boscogiardino su Gardenia di dicembre 2017

Ghirlanda di muschio per Gardenia

make a garland

Ai primi di novembre, dopo un lavoro di preparazione di circa una settimana suddiviso tra intrecciare ghirlande e verniciare lanterne… è arrivato nel Boscogiardino, Matteo Carassale, fotografo della rivista, che ho sempre ammirato. È stata una giornata molto intensa, ho imparato tanto da lui e mi sono anche divertita, Matteo è un grande professionista, è stato facile lavorare insieme, purtroppo la pioggia intermittente durante l’intera giornata non ci ha agevolati e il tempo è stato davvero poco per realizzare tutti i progetti che avevo in mente.

Matteo Carassale sul set

Volevo anche fare un po’ di fotografie con la mia macchina, invece non c’è stato modo e sono riuscita  a rubare solo qualche scatto del backstage con il cellulare…

inquadratura servizio Gardenia

Il buio nel Boscogiardino è sceso alle 16,30 e tutto è terminato, ho salutato Matteo e guardato con un sorriso di soddisfazione il campo di battaglia dove erano sparsi ovunque resti di bacche, rami di abete, lucine e candele. Soddisfatta e felice, ho chiuso casa e preso un’aspirina perché certi sforzi alla mia età possono essere fatali 😉

mecredit ph. Matteo Carassale

Grazie ancora alla cara Margherita per aver pensato a me, a Matteo per l’ottimo lavoro e la giornata trascorsa, grazie a Emanuela Rosa Clot, direttrice di Gardenia per la bella opportunità ed infine un ringraziamento anche a Lombardaflor per la sponsorizzazione tecnica!

Alla finestra ritratto M. Carassalecredit ph. Matteo Carassale

Vi invito ad acquistare in edicola la rivista Gardenia di dicembre (se ancora riuscite a trovarne una copia perché amici e parenti hanno fatto incetta) per vedere il servizio completo!<<<<
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