Un, due, tre zucca!

28 ottobre 2016 § Lascia un commento

Con l’arrivo dell’autunno la zucca,
ritorna l’ortaggio protagonista della tavola e di tante decorazioni per la casa.

Seguite i consigli delle 2 Ladies in giardino che per questa e le prossime puntate hanno invitato un’ospite speciale, l’esperto coltivatore e youtuber Giampiero Gauna che svela segreti e astuzie per far crescere meglio le vostre piante e verdure.

 

Se volete decorare con fiori  e frutta di stagione la zucca,

foto-zucca-per-il-giardino-di-veca

vi invito ne Il giardino di Veca per scoprire passo passo come fare!

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Cipolla egiziana

18 giugno 2016 § 4 commenti

La cipolla egiziana
è un ortaggio prezioso, si moltiplica quasi autonomamente tramite bulbilli aerei prodotti in abbondanza dal secondo anno e che a maturazione cadono al suolo e radicano in qualsiasi tipo di terreno e condizione climatica. Resiste a temperature invernali che raggiungono -20° sotto zero come al caldo torrido. L’unica fatica richiesta è quella di ricercarne qualche bulbo, è infatti rara la sua coltivazione, più frequente in Liguria e zone limitrofe dove negli ultimi tempi un gruppo di agricoltori sta promuovendo la diffusione dell’antica cipolla.

cipolla egiziana coltivazione

Allium cepa var. viviparum proliferum è il nome latino nel quale già si evidenzia la sua natura prolifica, è anche conosciuta come ‘cipolla invernale’, ‘albero delle cipolle’ o ‘cipolla che cammina’. Ha origini asiatiche e rimane un mistero perché sia chiamata ‘egiziana’.

In estate, quando il fusto inizia a seccare, si raccolgono i bulbilli aerei per consumarli come normali cipolle o metterli nuovamente a dimora in autunno o in primavera. I bulbilli non ancora maturi possono essere invece utilizzati come le cipolline, in insalata, stufati o sott’aceto.

Cipolla egiiziana

La cipolla lasciata ingrossare nel terreno ha una forma simile allo scalogno e si preleva per il consumo in qualsiasi momento dell’anno. Tende a moltiplicarsi per cui ricordate di dividerla e per garantire la perpetuazione della coltura lasciate al suolo alcuni bulbi.

Potete inoltre tagliare a filo del terreno le foglie che aggiungono un sapore leggermente piccante all’insalata, in breve tempo dal taglio germoglierà nuova vegetazione.

da “Più orto che giardino, come coltivare verdure felici e fiori gentili” di Simonetta Chiarugi, Camilla Zanarotti ed. Mondadori 2016 –

Lo sviluppo della coltivazione della cipolla egiziana è frutto di scambi e baratti tra appassionati, solo ultimamente se ne commerciano i bulbi, il promotore della riscoperta dell’antico ortaggio è Marco Damele,  imprenditore agricolo di Sanremo, perito agrario e tecnico di colture biologiche e biodinamiche. Dal 2007 al 2012 presidente dei giovani di Confagricoltura Imperia e Liguria. Dal 2013 fondatore e responsabile di R&B Agricoltura , realtà operativa impegnata a rafforzare l’idea di ruralità e nel contempo divulgare le conoscenze per prendere in esame con uno sguardo nuovo a tutto il sistema agro alimentare italiano. Dal 2015 entra nel comitato scientifico di Hortives , nato a Milano con lo scopo di conservare il valore genetico degli ortaggi coltivati attualmente in orticoltura; riscoprire antiche varietà e specie ormai scomparse o sostituite dalle nuove varietà ibride; valorizzare ortaggi antichi; riscoprire vecchi sapori tradizionali e tipicità andate perdute. regaloebarattoinagricoltura@gmail.com

Come coltivare il Cavolo ‘Kale’

29 dicembre 2015 § 6 commenti

C’è cavolo e cavolo
ed è facile fare confusione tra le sottospecie, in particolare negli ultimi tempi é divenuto molto popolare un cavolo riccio che gli anglosassoni chiamano semplicemente ‘Kale‘ e che spesso viene confuso con il ben noto cavolo nero, quello che in Toscana é usato per la ribollita tanto per intenderci il cui corretto nome botanico é Brassica oleracea var. acephala subvar. lanciniata e come sottolineato presenta foglie lunghe e strette e non ricce.

cavolo Kale

La coltivazione del  cavolo ‘Kale’ è piuttosto semplice e si pratica con successo in quasi ogni zona climatica ma da il meglio dove gli inverni sono più rigidi in quanto il freddo dona una consistenza morbida e la dolcezza del gusto. Poco importa se non avete troppo sole, al contrario di molti altri ortaggi ne trarrà beneficio, così come una buona pacciamatura al suo piede aiuterà a mantenere la giusta umidità del terreno.

cavolo Kale 2

Il cavolo in genere, è pronto per la raccolta dopo circa due mesi dalla semina, quindi se desiderate consumarlo durante tutto l’arco dell’anno, interrate i semi a scalare partendo già da fine inverno.

mio cavolo

La particolarità del ‘Kale’ consiste nel suo utilizzo a crudo e per consumarlo basterà prelevare le foglie esterne più piccole che sono più tenere e lasciare l’impianto così che possa riformarsi nuovo fogliame.

Se volete allevare piante sane e forti, ricordate infine di non piantarlo dove altri membri della famiglia, come broccolo, altre varietà di cavolo e cavolfiore, rapa e ravanello ma anche rucola, sono cresciuti nella stagione precedente!

da Vivere Country dicembre 2015

Sul numero di gennaio di Julienne, presto in edicola, troverai il mio articolo con altre notizie sul ‘Kale’ e su tutta la grande famiglia del cavolo!

Anche le 2 Ladies in giardino coltivano nel loro orto il cavolo ‘Kale’, guardate il video per scoprire qualche segreto in più e come cucinarlo con una ricetta dal successo assicurato!

Se il video ti è piaciuto regalaci il tuo like e condividi con gli amici! Per non perdere nessuna puntata ti sei già iscritto al canale delle 2 Ladies in giardino ? Qui ti racconto come fare

coltivare il peperoncino

28 luglio 2015 § 2 commenti

Chi apprezza i gusti forti
non mancherà di coltivare il peperoncino per garantirsi scorta tutto l’anno.

peperoncino pianta

Potete scegliere tra diverse varietà, dalla più piccante alla più dolce, è una pianta perenne che nei nostri climi si comporta da annuale e il suo ciclo comincia in primavera e si conclude a tarda estate e oltre nelle regioni più calde. Poco esigente, i semi si piantano a fine primavera in vasetti di terra inumidita, ricoperti in superficie da mezzo centimetro di torba, a seconda del diametro, i vasi possono contenere da uno a tre semi come per quello di 8 centimetri. Per favorire la germinazione, bagnate frequentemente senza far asciugare troppo il terreno di coltivazione, le piantine andranno trapiantate in piena terra non appena avranno raggiunto un’altezza massima di 8-10 centimetri.

peperoncino particolare frutto

Per favorire la germinazione, bagnaate frequentemente senza far asciugare troppo il terreno di coltivazione e preparate una sorta di piccola ponendo sul vaso un sacchetto di plastica trasparente sorretto da alcuni stecchini. Trapiantate le piantine in piena terra non appena avranno raggiunto un’altezza massima di 8-10 centimetri. Ricordate di somministarre del concime liquido a base di potassio per aiutare la maturazione dei frutti. La pianta di peperoncino sia cresciuta in piena terra che in vaso necessita di costanti e frequenti irrigazioni, per aumentare il grado di ‘piccantezza’ del frutto diminuite le innaffiature 48-72 ore prima della raccolta dei frutti che andrà effettuata a scalare prelevando con la cesoia, quelli completamente maturi.

peperoncino semi

Per recuperare i semi separateli dalla polpa, lavateli ed essiccateli.Conservateli in sacchetti di carta, migliori di quelli in plastica perchè permettono la traspirazione, su cui scriverete il nome dell’ortaggio e la data di raccolta prima di riporli in un luogo, fresco, asciutto e buio. Se ben custoditi, i semi germineranno anche dopo 3 o 4 anni.

utilizzo in giardino
La pianta di peperoncino è apprezzata anche per il valore ornamentale offerto dal colore dei suoi frutti.
Un pizzico di peperoncino è utile per sconfiggere gli afidi, aggiunto al macerato di aglio preparato lasciando per una notte 7 spicchi di aglio schiacciati in un litro d’acqua. Una dose più massiccia rilasciata nella stessa pozione e vaporizzata sulle piante, è un deterrente contro i caprioli.

estratto di un mio articolo per Vivere Country agosto 2014

erbe da prebuggiun

8 aprile 2014 § 6 commenti

“L’amore per la natura deve essere universale,
non solamente per l’uomo; ogni animale ha diritto alla sua vita libera, ogni pianta è amica, non basta semplicemente abbeverarci alla sua bellezza. 
Un meraviglioso dono che deve essere custodito e curato con amore”.(1)

(1)libera trascrizionedi un pensiero di Libereso Guglielmi

***

” The love of nature has to be universal ,
not only for humans; every animal has a right to its own free life, every plant is a friend. We cannot only enjoy its beauty. A wonderful gift that should be treasured and cared for with love. ” (1)

(1) free transcription from a thought of Libereso Guglielmi

prebuggiun

Era uso comune le sere di primavera fare un pasto a base di prebuggiun. L’orto era un lusso che si poteva permettere solo chi aveva un pozzo che portava acqua nel proprio terreno e le verdure se non raccolte direttamente nei campi venivano acquistate dagli ortolani. Le donne e le bambine si recavano allora nei prati e nelle rive de “il cian” in località Costa o nei luoghi più umidi dove sapevano di poter trovare il cresciun, verso i piani di Celle, “sotto-caniggiu” vicino al ruscello. Riempivano i loro grembiuli, ben attente ad arrivare sul posto prima della vicina di casa per raccogliere le erbette più buone. Giuseppina, Caterina, Rosetta, rammentano l’abbondanza delle erbe selvatiche commestibili, il decespugliatore non era ancora arrivato, l’erba si tagliava sovente e con la falce a mano per tenere i campi sempre puliti e produttivi. Le buone erbe avevano il tempo di crescere ed ingrossare le radici grazie anche alle piogge che cadevano un tempo più copiose. Nel ricordo e salvaguardia di questa antica tradizione il Comune di Celle Ligure certifica il PREBUGGIUN cellasco distinguendolo dalle altre realtà territoriali. Il suo nome è identificato dalla trascrizione della fedele pronuncia dialettale e 7 sono le erbe spontanee che lo compongono.

Per le peculiarità territoriali, climatiche e di composizione del terreno in generale più ricco di azoto, nelle campagne delle prime alture cellesi si trovano più comunemente le seguenti piante commestibili:

Tra le erbe maggiormente diffuse troviamo il gattalerve (Reichardia picroides) e il couetto (Silene vulgaris). Entrambe molto apprezzate in quanto stemperano il gusto più forte delle altre erbe e la loro presenza aumenta in proporzione, la bontà della preparazione culinaria.

***

It was common practice in spring to do evening meals based on ‘prebuggiun’. The vegetable garden was a luxury that only those owning a shaft carrying water to their soil could afford and vegetables, if not collected directly in camps, were purchased by gardeners. Once women and girls were going to the fields and along the banks of the ” cian” in a village called Costa or in damp places where they knew they could find the ‘cresciun’, towards Piani of Celle, “sotto-caniggiu” by the stream. They used to fill their aprons, very eager to arrive on the scene before their neighbors in order to collect the best herbs. Giuseppina, Caterina and Rosetta recall the abundance of edible wild herbs, the brush cutter didn’t exit yet, the grass was cut often and by hand with a scythe to keep the camps clean and always productive. The good herbs had time to grow and swell their roots also thanks to the rains that used to fall more abundant. In memory and safeguard of this ancient tradition the municipality of Celle Ligure certifies the ‘prebuggiun’ of Celle distinguishing it from that from other territories. Its name is identified by the faithful transcription of its dialect pronunciation and 7 are the wild herbs that compose it.

For territorial, climatic and soil composition specifics in general richer in nitrogen, in the countryside of the foothills of Celle are most commonly found the following edible plants:

Among the most widely used herbs we find the ‘gattalerve’ (Reichardia picroides) and the ‘couetto’ (Silene vulgaris). Both mostly appreciated for their diluting the stronger taste of other herbs and because their presence increases in proportion the goodness of the culinary preparation.

tavola botanica prebuggiun copia

boraxe – Borago officinalis

marva – Malva sylvestris

armuassa – Raphanus raphanistrum

gattalerve – Reichardia picroides 

pimpinella – Sanguisorba minor 

couettu – Silene vulgaris 

crescion – Sonchus oleraceus

Il mazzetto prende il nome, specialmente nelle terre circostanti il genovesato, di preboggiòn, (in dialetto leggesi prebuggiun). Per alcuni il preboggiòn si identifica con una pietanza in particolare, una minestra o il misto cotto di verdure. Il nome ha diverse interpretazioni etimologiche alcuni ne fanno derivare il significato dalla storpiatura del termine pe-bouggî, per-bollire, una credenza popolare racconta invece che in epoca di crociate, alcuni valorosi si occuparono di reperire erbe spontanee per curare il condottiero Goffredo di Buglione Da qui pe- buggiun. Raccolto principalmente dalle donne di casa, da inizio ‘800 ha fatto la comparsa sui mercati cittadini portato dalle besagni-e, venditrici di ortaggi provenienti dalle più fertili terre del Bisagno. In dialetto ligure il negozio di frutta e verdura è chiamato besagnino e ancor oggi su qualche banco dell’antico mercato Orientale situato nel cuore del capoluogo ligure, si possono trovare i caratteristici mazzetti misti di erbe di campo costituiti secondo la disponibilità del luogo di raccolta e la stagione.

***

The bunch takes, especially in the lands surrounding Genoa, the name of ‘preboggiòn’ (prebuggiun as read in the local dialect). For some people the ‘preboggiòn’ is identified with a particular dish, a soup or a mix of cooked vegetables. The name has various etymological interpretations, some people make derive its meaning from the mispronunciation of the word ‘pe-bouggî’  to-boil, one popular belief says instead that in the era of the Crusades, some valiant occupied in finding herbs to cure their leader Goffredo di Buglione, from this ‘pe-buggiun’ (for Buglione). Collected mainly by the women of the house, from the beginning of ‘800 it made ​its appearance on the city markets carried by the ‘besagni-e’ citiz, women selling vegetables from the most fertile lands of the Bisagno. In the Ligurian dialect the shop of fruits and vegetables is still called ‘besagnino’ and even today on some stands of the ancient  market Orientale, located in the heart of Genoa, it’s still possible to find the characteristic bunches of mixed field herbs made ​​according to the availability of the place of collection and the season.

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Libretto prebuggiun scaricabile qui

Questo fine settimana si è svolto nel Comune di Celle Ligure il corso sul riconoscimento delle erbe di campo organizzato dall’ufficio agricoltura. Accompagnati da Simonetta Chiarugi, quasi cento partecipanti hanno avuto modo di riappropriarsi del sapere della tradizione e al termine del percorso è stata offerta la possibilità di degustare con prelibatezze culinarie il prezioso raccolto.

***

Last weekend in the town of Celle Ligure took place a workshop on the recognition of the wild herbs organized by the agriculture office. Accompanied by Simonetta Chiarugi, almost one hundred participants were able to regain possession of the knowledge of the tradition and at the end of the workshop had the chance to sample with culinary delights the precious crop.

zucca coi fiocchi

30 ottobre 2012 § 21 commenti

Fine ottobre
e la zucca torna protagonista…

La mia, semplicemente guarnita da un fiocco della stessa tonalità della sua polpa.

Due fori incisi con l’attrezzo che serve a preparare l’ananas, per far passare una fettuccia di cotone.

pumpkin carving set


magari il prossimo anno mi regalo il magnifico set specifico per l’intaglio di queste Cucurbitacee.

La zucca è un gradito dono di Gianpiero,  ibrido americano, Iron Cap, è una varietà selezionata per la dimensione ridotta che si adatta a tutti gli usi, già diventata crema con la ricetta di Laura, torta salata e ancora cotta al forno si è trasformata in un gustoso contorno! i semi invece… così

orto in terrazzo

2 ottobre 2012 § 30 commenti

L’orto sul terrazzo
se ben progettato può costituire una piccola ed immediata riserva di vegetali freschi e al contempo appagare il gusto estetico.

Con l’aiuto di semplici contenitori come i barattoli vuoti di pelati over size, da chiedere in regalo all’amico pizzaiolo o al panettiere di fiducia, e le latte in metallo per le vernici murali, si può creare un attraente angolo verde.  Dipingiamo i contenitori in un’unica tonalità, io ho scelto un verde penicillina, declinata magari in varie sfumature, sarà tutto molto chic e più ordinato. Non dimentichiamo di forare il fondo per un buon drenaggio idrico.

L’orto invernale sul balcone pur non avendo la stessa generosità di produzione dei mesi estivi offre l’opportunità di usufruire di alcuni ortaggi che possono essere messi a dimora fino a novembre.

Per esempio aglio, cipolla, cavolo, verza e cime di rapa, spinaci e nei climi più miti anche finocchio, porro e alcune insalatine da taglio nonché le aromatiche che accompagnano e insaporiscono tante pietanze.

Se volete sapere quali varietà scegliere e come allestire al meglio il vostro orto sul terrazzo, troverete ulteriori spiegazioni e  informazioni all’interno dell’articolo che ho scritto per la rivista Casa in Fiore di ottobre.

Dove sono?

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