Meloni o Poponi?

28 luglio 2012 § 17 commenti

“Per secoli
i grammatici hanno discusso se si dovesse dire melone o popone. Poi la forma oggi in uso ha vinto, segregando il termine popone alle terre di Toscana”. (da articolo Corriere della Sera di F. Brevini)


Nel 1300 lo studioso Pietro de’Crescenzi, noto anche come Piero Crescenzio, considerato il maggior agronomo del medioevo occidentale, all’interno del suo testo in lingua latina RURALIUM COMMODORUM LIBRI XII, scrisse uno stralcio molto interessante su queste cucurbitacee utilizzando il termine melone.  Melones, ripreso poi anche da Linneo nella sua classificazione delle piante Cucumis melo, mentre nella traduzione più tardiva in fiorentino del 1805, l’Accademia della Crusca usò il termine Popone (v. Lib VI Cap LXXI VoIL p 246).

Nel testo dei Fratelli Ingegnoli DOVE E COME S’IMPIANTA UN ORTO del 1912, ancora si parla di Popone come sinonimo di Melone. Nel paragrafo di testo dedicato si precisa:

Le varietà di poponi si dividono in due sezioni:
Retati le varietà a frutti con buccia verrucosa .
Cantalupi o zappe le varietà a buccia liscia.”

Pepone o Melone che sia, grande ed illustre estimatore ne fu lo scrittore francese Alexandre Dumas. Con la cittadina di Cavaillon, grande produttrice di prelibati Meloni retinati, stipulò un contratto vitalizio che prevedeva la fornitura di 12 meloni all’anno in cambio di circa 400 volumi di lettura per la biblioteca pubblica.

Per conoscere di più sui Meloni leggi qui

Leggi di più  sul mio post per L’orto di Michelle

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melanzane a ferragosto

15 agosto 2011 § 10 commenti


Melanzana – Solanum melongena

Ortaggio viola cupo e rilucente. Per tali caratteristiche in passato fu ritenuto velenoso e per lungo tempo chiamato”mela-insana“. Solo il frutto immaturo, gambi e foglie contengono tracce di solanina, veleno che si trova anche in tanti altri membri appartenenti alla sua stessa famiglia delle Solanacee.

E’ una pianta tipica dell’area mediterranea introdotta in Sicilia dagli Arabi intorno al 1400. Fu solo nell’800 che si diffonde anche nel resto dei Paesi europei.

Chi ha la fortuna di poterla coltivare nel proprio orto avrà scorte fresche di vitamine del gruppo A e B, acido folico, potassio, fosforo, sodio e calcio.  La melanzana ha un basso contenuto calorico, è ricca d’acqua e stimola pertanto la funzione renale. Per le sue proprietà depurative è anche consigliata nei casi di infiammazioni delle vie urinarie.

In estate è un ottimo ingrediente tipico della dieta mediterranea.
A ferragosto, come in tanti, ho scelto le melanzane per la mia tavola, preparate con una ricetta della tradizione rivisitata in versione light, rubata ad uno chef legato al mondo dello star system internazionale. Per i suoi clienti molto attenti alla linea e alla salute, ha messo a punto una sana rielaborazione di melanzane alla parmigiana. Sono diversi anni che con successo la preparo accompagnandola ad una fresca e croccante insalata di stagione.

Ecco la ricetta:


fragole nell’orto

25 Mag 2011 § Lascia un commento

Illustrazioni botaniche con vecchie varietà di fragole di inizio del 1900 e cenni di coltivazione per una ‘fragolaia’ domestica
Leggi il mio post su L’orto di Michelle

orti sinergici

9 dicembre 2010 § 8 commenti

Malgrado le avverse condizioni metereologiche,
un gruppo di circa 50 persone si è ritrovato la scorsa domenica pomeriggio, nella valle della Vesima per conoscere da vicino il primo nucleo di orti sinergici di Terra Onlus – Genova.
Sotto la pioggia abbiamo con attenzione ascoltato Francesca Bottero che dal 2002 sperimenta con successo in queste terre il metodo di coltura elaborato a partire dagli anni ’80 dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip (1938-2003) adattando i principi dell’agricoltura naturale del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka (1913-2008).

L’orto è gestito dalla comunità di Vesima e sorge su terreni agricoli in stato di abbandono dagli anni 80′, di appartenenza del Marchese Cattaneo Adorno. Produce ortaggi per la stessa comunità venduti al pubblico, nel rispetto inoltre della filiera corta, presso il mercatino settimanale del sabato mattina.
Salendo verso la nostra destinazione, abbiamo dato il cambio ad un gruppo di 25 studenti giapponesi!

L’agricoltura sinergica si basa fondamentalmente su 4 principi :

  1. Assenza d’aratura o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo: il suolo si lavora da solo attraverso la penetrazione delle radici dei vegetali e l’attività di microrganismi, lombrichi, insetti e piccoli animali.
  2. Non compattare la terra calpestandola per mantenerne la naturale ossigenazione.Si prepareranno quindi delle superfici coltivabili sotto forma di bancali (aiuole).
  3. Fertilizzazione continua naturale del suolo tramite una copertura organica permanente (paglia).Le erbacce non vanno eliminate ma controllate attraverso consociazioni vegetali, pacciamatura e asportazione manuale.
  4. Coltivazione di specie annuali in associazione con varietà complementari, devono essere presenti 3 diverse famiglie: leguminose, liliacee e gli ortaggi. Piantare nei bordi e soprattutto alle estremità piante aromatiche e fiori (tagete, nasturzio, calendula …) poiché hanno un effetto equilibrante sugli insetti, allontano i parassiti degli ortaggi e svolgono una funzione antibatterica.
    Il pomeriggio si è concluso davanti ad una fumante tazza di thè….

orti sinergici e AVEBRF

6 novembre 2010 § 2 commenti

Ultimamente si fa un gran parlare di orti.
Ci sono “Gli orti felici” del Signor Pejrone , gli “Orti di pace” della Signora Pera,
l’ ”Orto in condotta” di Slow Food , “Orti insorti”, “Orto di carta” e tanti altri. Ieri sera ho potuto conoscere meglio anche gli “orti sinergici” .

Qualche giorno fa mi è arrivata comunicazione di un incontro organizzato in collaborazione con il Consorzio della Quarantina, dall’ evocativo  titolo
” Per nutrire la Terra: la Fertilità del suolo”. Tema  dominante il confronto tra due diverse tecniche culturali  naturali.

Con grande entusiasmo mi sono recata all’ ascolto di preziosi consigli. È’ stata una serata davvero interessante. Anche gli organizzatori non si aspettavano una così grande affluenza di pubblico. In più di 100 persone abbiamo seguito con partecipazione i fondamenti di due scuole di pensiero che forse per la prima volta pubblicamente si incontravano con intento collaborativo.

Il Sig. Philippe Lemoussu coordinatore del gruppo AVEBRF Liguria (Association pour la Valorisation et l’Expérimentation du Bois Raméal Fragmenté) ha portato conoscenza dell’utilizzo del cippato di ramaglia come completo nutrimento della terra. 
Il suolo coltivato con il metodo BRF
(Bois Raméal Fragmenté) diventa molto soffice e la quantità di humus aumenta velocemente rendendo le piante più sane e resistenti alle malattie.

Francesca Bottero, insegnante di Agricoltura Sinergica per l’Associazione Terra! Onlus di Genova ha enunciato i fondamenti dell’agricoltura sinergica portando l’esperienza di diversi orti sinergici sul territorio ligure e di orti realizzati in collaborazione con alcune scuole del genovesato.

Entrambe le  scuole di pensiero si basano sui principi di regolarizzazione del terreno tramite coltivazione naturale. Il suolo è considerato un organismo autonomo  in grado di auto-rigenerarsi  ricco di microrganismi , batteri, lombrichi e funghi che lo rendono fertile.
Dall’ unione delle due pratiche agricole abbiamo appreso che  SENZA BISOGNO DI ARARE oppure di CONCIMARE e con l’uso del cippato, senza neanche ANNAFFIARE, possiamo rispettare la nostra Terra rendendo fertile lo strato che accoglierà le nostre piante.

Sarà mica un metodo di coltivazione che può suscitare simpatia anche tra il popolo dei più pigri?

…Naturalmente c’è anche il mio orto! mt.1,5 x mt.1,5 di terra per una minima produzione vegetale che contribuisce ad un integrazione del sostentamento familiare durante le vacanze estive. Zero interventi chimici ma d’ora in avanti convertito:

AVEBRF + AGR. SINERGICA.

Dove sono?

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