mini Stella di Natale last-minute

24 dicembre 2016 § Lascia un commento

Per un piccolo regalo last minute,
utilizza una Stella di Natale in formato mignon, la puoi trovare per pochi euro dai fioristi e in molti supermercati.

cono portafiori con Stella di Natale.jpg

Cosa occorre.

– latta vuota di metallo dell’olio di oliva
– forbici in acciaio
– primer aggrappante
– vernice acrilica opaca o bomboletta spray
– Fil di ferro di due differenti spessori

taglio-latta-per-cono-portafiori

Ritaglia la latta con le forbici seguendo il disegno e con un chiodo e martello, fai dei fori sui lati esterni distanti tra loro due centimetri.

lavorazione-cono-portafiori

Curva la sagoma di latta formando un cono e cercando di sovrapporre i fori praticati nelle parti laterali. Fai passare il fil di ferro più sottile per chiudere il cono. Prepara due fori laterali per fissare la maniglia realizzata con il fil di ferro di diametro più grosso.

Stendi una o due mani di primer aggrappante e ultima con vernice acrilica nel colore preferito oppure utilizza la magica vernice Chalk Paint di Annie Sloan che aggrappa su qualsiasi superficie senza necessità di prettatarla e puoi acquistare sul sito de Il paradiso di Silvia,

svasare-stella-di-natale

sacchetto-per-pane-di-terra-stella-di-natale

Svasa la piantina e avvolgi il suo pane di terra in un piccolo sacchetto in plastica prima di inserirla nel cono. Completa la decorazione coprendo il pane di terra con del muschio e aggiungi una tag con gli auguri.

Bagna frequentemente servendoti di un piccolo innaffiatoio o dirigendo sul terriccio lo spruzzo di un vaporizzatore.

muschio-per-cono-portafiori-stella-di-natale

Ho realizzato questa decorazione per l’iniziativa Stars for Europe che promuove una corretta informazione sulla Stella di Natale (o Poinsettia) per apprezzarla nella sua versatilità.

Se vuoi scoprire altre idee per creare decorazioni con la Stella di Natale, ti invito a visitare questo link. Per utilizzarla come fiore reciso e prolungarne la durata, qui le istruzioni, terminate invece le feste, ecco qui cosa fare della tua Stella di Natale.

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DIY: baby Pilea peperomioides

14 dicembre 2016 § 11 commenti

baby-pileaHo acquistato una pianta di Pilea peperomioides

Pilea peperomioides
lo scorso autunno ad una mostra di giardinaggio dopo che la avevo ammirata in alcune fotografie su pinterest. La sua coltivazione è piuttosto semplice, avevo già scritto qualcosa a questo proposito.

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Last fall, at a gardening fair, I bought a Pilea peperomioides plant after having admired it in some photographs on pinterest. Its cultivation is quite simple, I already wrote something about it in the past.

prelievo-pollone

Circa due mesi fa, come è normale che accada, la mia pianta ha prodotto due piccoli polloni.

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About two months ago, as it is normal to happen, my plant produced two small suckers.

pollone pilea peperomioides.jpg

Per dare vita a nuovi esemplari, rimuovete la terra attorno al piccolo fusto del pollone e recidetelo dalla pianta madre cercando di conservare almeno due o tre centimetri di fusto.

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In order to create new specimens remove the soil around the small shaft of the sucker and cut it from the mother plant trying to keep at least two or three centimeters of the stem.

baby-pilea

famiglia-idrocultura

Ponete la piccola talea a radicare in un vasetto di vetro trasparente contenete acqua fresca, collocate il tutto in un luogo molto luminoso fino a quando si formeranno le radici. Trasferite infine la talea in un vasetto contenente buona terra da giardino alleggerita da materiale drenante e proseguite con la coltivazione della vostra Pilea peperomioides.

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 Place the small cutting to root in a transparent glass jar containing fresh water, place it in a very bright place until it will form roots. Finally, transfer the cutting in a jar containing good garden soil lightened by draining material and keep on the cultivation of your Pilea peperomioides.

Diy: ghirlanda autunnale

4 novembre 2016 § 2 commenti

Ecco una ghirlanda
che si veste  con i colori più accesi dell’autunno, un  Total Orange dove le bacche di piracanta e le gerbere sono le protagoniste assolute. Mentre le gerbere le potete acquistare dal fiorista, l’unico modo di procurarsi la piracanta è quello di coltivarla in giardino o sul terrazzo, è un sempreverde che cresce velocemente e regala in questa stagione un’esplosione di colore, se amate la tonalità arancio, sceglietela nella varietà  Pyracantha ‘Orange Glow’. Per chi invece non ha la possibilità di coltivarla o procurarsela tramite amici, fate come me, ho atteso la potatura degli arbusti comunali, è infatti una pianta spesso utilizzata nei contesti verdi urbani.

ghirlanda-base

Cosa occorre:

– Rami carichi di bacche di Pyracantha ‘Orange Glow’
– Base di Clematis vitalba (come preparata qui)
– Fil di ferro da fiorista

Sulla solita base di Clematis vitalba intrecciata, legate il capo della spoletta di fil di ferro alla base della ghirlanda e fissate man mano i rametti di piracanta alternandoli alle gerbere che avrete precedentemente gambato.

 
Ghirlanda autunnale.jpg

Alcuni fiori hanno gambi teneri che durante la lavorazione potrebbero staccarsi dal calice. Ecco un piccolo video dove vi svelo la tecnica per irrobustire i gambi dei fiori !

paticolare-gambatura-fiore

Quando realizzate una composizione che non prevede uso di oasis, per far durare più a lungo i fiori, prima di fasciare i gambi nella guttaperca avvolgeteli con un pezzetto di cotone idrofilo bagnato e sigillate con un po’di carta stagnola.

Erica e calluna

7 ottobre 2016 § Lascia un commento

“L’ha mai osservata la brughiera?
E’ tormentata dai venti, dalle tempeste, dai ghiacci dell’inverno. Eppure, l’erica, resiste. Rimane attaccata alla terra, sempre e comunque. Non la tradisce mai, non l’abbandona per rifiorire in posti più tranquilli, le sue radici non muoiono, sanno che il loro destino è legato alla brughiera, anche se è ostile. Ma l’amano così com’è, senza riserve.”

erica-ph-s-chiarugi

Rustica e forte l’erica descritta nel capolavoro di Emily Brontë ‘Cime tempestose’, tanto quanto la calluna, pianta simile nell’aspetto che cresce spontanea anche nelle brughiere dell’Italia settentrionale, il tipico arbusto conosciuto con il nome comune di brugo dal quale si ricavava materia prima per realizzare le scope. Al primo accenno d’autunno, erica e calluna ritornano puntuali in bella mostra dai fioristi, nei vivai, nei garden center e non mancano mai negli scaffali dei reparti di giardinaggio dei supermercati. Alcune specie e cultivar arrivano dal nord Europa pregne del ricordo delle terre di origine dove prosperano a dispetto clima freddo e inospitale, altre invece sono ibridi derivati da stirpe sud africane che non sopportano temperature inferiori ai 5°C, dunque individuata la pianta e l’habitat ideale dovrebbe essere facile riuscire a coltivarle in vaso anche sul terrazzo! L’elemento di distinzione di questi piccoli arbusti sempreverdi e rappresentato principalmente dalla forma dei fiori, riuniti in spighe terminali si formano sui rami dell’anno precedente e sono di colore molto vario dal bianco al rosa porpora. Nell’erica il fiore è formato da una corolla tubulosa a quattro lobi profondamente divisi più corto nella dimensione rispetto al calice, internamente macchiato di rosso, della calluna.

calluna-ph-s-chiarugi

Entrambe le specie sono acidofile, vivono bene quindi in terra acida e molto povera, amano il fresco e temono la siccità ed il forte calore dell’estate periodo in cui, a riposo vegetativo, dovranno essere al riparo dai raggi cocenti del sole ed annaffiate possibilmente con acqua non calcarea, ideale è quella piovana, mantenendo umido ma non bagnato il terriccio di coltivazione. Ogni tanto un po’ di te freddo, come a tutte le acidofile, sarà da loro assai gradito.

Subito dopo la fioritura potate le piante eliminando la parte dei fusti che portano i fiori appassiti.

Potete facilmente propagare erica e calluna da talea, da preparare dalla primavera fino alla fine dell’estate, prelevando dalla pianta madre porzioni di rami che dovranno avere una lunghezza di circa cinque centimetri. Radicano rapidamente in vaso contenente un miscuglio di sabbia e torba posto in luogo riparato.

scritto per Vivere Country ottobre 2014

talea d’autunno

23 settembre 2016 § Lascia un commento

In autunno, quando i fusti delle piante arbustive sono ormai lignificati, è il momento giusto per moltiplicare da talea molte specie.

talee

Prelevate una porzione di ramo di almeno 10 centimetri ed eliminate le foglie alla base per 3-4 centimetri e inseritele in un vaso di terra alleggerita con sabbia o vermiculite. Sembra che le talee gradiscano in modo particolare l’acqua piovana. Ne basta poca, occorre farla decantare per qualche tempo prima di somministrarla con un vaporizzatore. Per agevolare la formazione di radici create un ambiente umido posizionando una campana di vetro sopra il vaso o in alternativa realizzate una sorta di piccola serra con un sacchetto di plastica trasparente, come quello utilizzato per surgelare gli alimenti, sostenuto da quattro stecchini di legno Riponete il vaso in un ambiente protetto dal gelo e ben aerato fino alla primavera successiva quando procederete alla messa a dimora della pianta in piena terra. Alcune piante si propagano con successo più di altre, tra le tante: berberis, bosso, cotoneaster, edera, nandina, mahonia, osmanthus, weigela, pyracantha, skimmia, santolina e viburno.

Liriope muscari, fiori all’ombra

14 settembre 2016 § Lascia un commento

Non sono molte le piante
in grado di crescere all’ombra di un albero capaci di tappezzare un terreno dove generalmente stenta qualsiasi forma vegetale. Liriope muscari vi piacerà per la forma tondeggiante che assumono le lunghe foglie nastriformi ma soprattutto per la bella fioritura offerta da agosto e fino a ottobre, di piccoli fiori campanulati disposti molto fitti e portati su fusti alti circa 25 centimetri che si ergono al centro della pianta. La forma, la disposizione e il colore violetto, bianco o blu dei fiori sono simili a quelle dei muscari tanto che la somiglianza dà origine al suo epiteto specifico.

pianta-di-liriope-muscari

Liriope muscari appartiene alla famiglia delle Convallariaceae, è una pianta perenne sempreverde che in Cina, Giappone e Corea prospera nei sottoboschi ombrosi fino ai 1.500 metri. Nel vostro giardino potrà essere collocata in una bordura in primo piano anche esposta al sole del mattino ma in mezz’ombra regala il meglio mantenendo i colori del fogliame e dei fiori più intensi. Non ha particolari esigenze di terreno, il suo organo sotterraneo è un rizoma che riesce a competere bene anche con le radici di arbusti o alberi grandi e grossi, predilige tuttavia un terreno sciolto e ben drenato eventualmente addizionato con sabbia e comunque arricchito di materia organica. Anche per quanto riguarda l’irrigazione, L.muscari si accontenta dell’acqua piovana e solo in caso di siccità prolungata dovrete provvedere ad un irrigazione supplementare.

particolare-del-fiore-di-liripoe-muscari

Per moltiplicare la pianta dividetene i rizomi a primavera, quando è a riposo vegetativo e provvedete a ripiantarli subito dopo.

da Vivere Country settembre 2015

Il mio bosco.giardino ospita qualche pianta di liriope sotto ai grandi carpini, ogni autunno mi delizia con i suoi fiori e durante tutto l’anno le sue foglie sempreverdi coprono una bella porzione di terreno altrimenti spoglio!

 Macerato di ortica

22 luglio 2016 § 4 commenti

Coltivate l’ortica!
Può sembrare un eccentrico consiglio, ma è una fonte naturale di potassio, fosforo, ferro, calcio, rame e zinco.

urtica dioica

ortica

Se aggiunta al compost ne migliora la struttura e avrete la possibilità di preparare un prezioso macerato che può essere utilizzato come ricostituente per tutte le piante oppure come ottimo repellente naturale utile per combattere alcuni insetti come afidi e acari. Preparate il macerato in un contenitore aperto di plastica o vetro contenente 10 litri d’acqua possibilmente piovana, aggiungete un chilo di ortica fresca tagliuzzata grossolanamente, oppure 500 grammi se secca e fate riposare.

Macerato di ortica

Quando dopo circa tre giorni il preparato diventa color bruno e termina di produrre schiuma, è pronto per essere filtrato e diluito nella proporzione 1/20 (1 litro di macerato in 20 litri d’acqua). Spruzzatelo direttamente sulle parti colpite dai più comuni parassiti o per rafforzare la resistenza delle piante, versatelo sul terreno, sopra le radici o molto diluito sulle foglie.

Vivere Country luglio 2015

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