Erica e calluna

7 ottobre 2016 § Lascia un commento

“L’ha mai osservata la brughiera?
E’ tormentata dai venti, dalle tempeste, dai ghiacci dell’inverno. Eppure, l’erica, resiste. Rimane attaccata alla terra, sempre e comunque. Non la tradisce mai, non l’abbandona per rifiorire in posti più tranquilli, le sue radici non muoiono, sanno che il loro destino è legato alla brughiera, anche se è ostile. Ma l’amano così com’è, senza riserve.”

erica-ph-s-chiarugi

Rustica e forte l’erica descritta nel capolavoro di Emily Brontë ‘Cime tempestose’, tanto quanto la calluna, pianta simile nell’aspetto che cresce spontanea anche nelle brughiere dell’Italia settentrionale, il tipico arbusto conosciuto con il nome comune di brugo dal quale si ricavava materia prima per realizzare le scope. Al primo accenno d’autunno, erica e calluna ritornano puntuali in bella mostra dai fioristi, nei vivai, nei garden center e non mancano mai negli scaffali dei reparti di giardinaggio dei supermercati. Alcune specie e cultivar arrivano dal nord Europa pregne del ricordo delle terre di origine dove prosperano a dispetto clima freddo e inospitale, altre invece sono ibridi derivati da stirpe sud africane che non sopportano temperature inferiori ai 5°C, dunque individuata la pianta e l’habitat ideale dovrebbe essere facile riuscire a coltivarle in vaso anche sul terrazzo! L’elemento di distinzione di questi piccoli arbusti sempreverdi e rappresentato principalmente dalla forma dei fiori, riuniti in spighe terminali si formano sui rami dell’anno precedente e sono di colore molto vario dal bianco al rosa porpora. Nell’erica il fiore è formato da una corolla tubulosa a quattro lobi profondamente divisi più corto nella dimensione rispetto al calice, internamente macchiato di rosso, della calluna.

calluna-ph-s-chiarugi

Entrambe le specie sono acidofile, vivono bene quindi in terra acida e molto povera, amano il fresco e temono la siccità ed il forte calore dell’estate periodo in cui, a riposo vegetativo, dovranno essere al riparo dai raggi cocenti del sole ed annaffiate possibilmente con acqua non calcarea, ideale è quella piovana, mantenendo umido ma non bagnato il terriccio di coltivazione. Ogni tanto un po’ di te freddo, come a tutte le acidofile, sarà da loro assai gradito.

Subito dopo la fioritura potate le piante eliminando la parte dei fusti che portano i fiori appassiti.

Potete facilmente propagare erica e calluna da talea, da preparare dalla primavera fino alla fine dell’estate, prelevando dalla pianta madre porzioni di rami che dovranno avere una lunghezza di circa cinque centimetri. Radicano rapidamente in vaso contenente un miscuglio di sabbia e torba posto in luogo riparato.

scritto per Vivere Country ottobre 2014

come prendersi cura dell’elleboro, prima, durante e dopo le feste di Natale.

12 dicembre 2015 § 4 commenti

L’elleboro fiorisce in pieno inverno
quando la maggior parte delle piante è a riposo e alcune cultivar sorprendono per la capacità di sbocciare puntuali proprio nel periodo delle festività natalizie.

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The hellebore blooms in winter when most of the plants are at rest and some cultivars surprise for their ability to bloom on time for the Christmas season.

elleboro nel bosco

Il nome comune, Rosa di Natale, deriva dalla somiglianza dei suoi grandi fiori bianchi a cinque sepali e numerosi stami alla rosa botanica, in antitesi alla candida fioritura l’epiteto latino niger indica invece la colorazione molto scura, quasi nera, delle radici utilizzate nella medicina antica per curare, si credeva, la pazzia. La pianta appartiene alla famiglia delle ranuncolacee generalmente riconosciute come tossiche ma considerate in tempi antichi magiche, come per altre specie velenose se assunte in piccola quantità inducevano stati di incoscienza.

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Its common name, Christmas Rose, comes from the similarity of its large five sepaled white flowers with and its numerous stamens to the botanic rose. In contrast to the white flowering its Latin epithet ‘niger’ indicates the very dark, almost black, color of its roots used in ancient medicine to cure, it was believed, insanity. The plant belongs to the ranunculus family generally known to be toxic but considered magical in ancient times, as for other poisonous species if taken in small quantities it induces unconsciousness.

elleboro in vaso

La sua introduzione sul mercato italiano ha storia più recente rispetto alla tradizione nordica, commercializzato nei vivai o nei centri specializzati, ammirato sulle riviste di giardinaggio ed arredamento l’elleboro si è fatto conoscere ed amare in breve tempo dal grande pubblico. La sua presenza è molto apprezzata e decorativa, una sola pianta produce numerosi fiori che durano a lungo e il colore bianco nella maturità sfuma al rosa fino a divenire verde. Helleborus niger è una pianta perenne il cui grande e lucido fogliame emesso nel periodo estivo, sostituisce l’interesse per la fioritura per buona parte dell’anno.

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Its entrance in the Italian market has more recent history than in the Nordic tradition, sold in vivarium or specialized centers, admired on gardening and decor magazines, hellebore became known and loved by the general public in a short time. Its presence is decorative and very appreciated, a single plant produces many long lasting flowers which white color, at maturity fades to rose up to become green. Helleborus niger is a perennial plant whose large, glossy foliage spring in summer, replaces the interest in its bloom for most of the year.

elleboro reciso

Ama la mezz’ombra e le fresche temperature del sottobosco è facilmente comprensibile che non possa trovare accogliente gli ambienti domestici ma con la promessa di trovargli il posto più idoneo in grado di soddisfare le sue esigenze di coltivazione, solo per poco tempo, possiamo tenerlo in casa. Solo per le feste di Natale mettiamolo quindi su un davanzale della finestra più luminosa annaffiando solo quando la terra è asciutta.

Meglio sarebbe piantare la Rosa di Natale in un bosco o perlomeno in una zona del giardino riparata dalla chioma di alberi o arbusti a foglia caduca e dove le sue radici possano godere della vicinanza di un ruscello o magari accontentarsi di terra più umida ma è possibile coltivarla anche in terrazzo purché gli si destini spazio in un contenitore dove le radici possano agevolmente ingrossare e dove la notte non sia disturbata da troppa luce artificiale. Al momento dell’impianto e nelle fasi di crescita vegetativa offritegli una concimazione organica a base di fosforo e potassio. Gradisce anche una buona manciata di cenere di legna che spesso abbonda in inverno!

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It loves the half-shade and the cool temperatures of the underbrush, it is therefore easily understood that it cannot find cozy the home environments but with the promise to soon provide it with a more suitable place to satisfy its growing needs, we can keep it inside for a short time, so, only for the Christmas holidays, let’s put it on the sill of our brightest window watering it only when the soil is dry.

It would be better to plant the Christmas Rose in a forest or at least in an area of ​​the garden sheltered from the foliage of trees or deciduous shrubs and where its roots can enjoy the proximity of a water stream or even settle for some wet soil but it is also possible to grow it on a balcony providing space in a container where its roots can easily swell and don’t get disturbed at night by too much artificial light. When planting it and in the phases of vegetative growth offer it an organic fertilizer at base of phosphorus and potassium. It also appreciates a good handful of wood ash that in winter often abounds!

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Come fare un mazzo di fiori naturali

17 settembre 2015 § 4 commenti

E’ stata un’esperienza meravigliosa
partecipare ai laboratori di composizione floreale organizzati da Erica Vaccari.

fare mazzi di fiori

Quanto appreso da Becca e Maz del “Garden Gate Flower Company”, produttrici di fiori da taglio biologici ma soprattutto flower designer provenienti dalla Cornovaglia, ha fornito la base tecnica per realizzare una tipologia di decorazione floreale alla quale istintivamente mi stavo avvicinando.

Composizioni delicate ed armoniose create con i fiori appositamente coltivati in giardino o con il materiale vegetale che mette a disposizione la natura, per me molto facile con il bosco a portata di mano! Nelle due giornate sono state affrontate diverse tipologie di decorazione. Il mazzo detto anche ‘hand tied bouquet’, ideale da portare in dono e la composizione per la tavola.

La preparazione è pressoché la stessa per quanto riguarda l’uso del materiale ma differisce perché il mazzo si prepara reggendo gli elementi vegetali nella mano mentre la composizione ha necessità di essere ospitata in un contenitore, che può essere un vaso piuttosto che una zuppiera o ciò che la vostra fantasia vi può suggerire.

Per realizzare il mazzo di fiori, le flower designer hanno messo a punto un sistema piuttosto originale che hanno chiamato “the claw” che permette, attraverso la creazione di una sorta di artiglio con le dita, l’inserimento dei rami in obliquo.

togliere foglie

Dahlia 'Cafè au Lait'

Scelta e preparazione del materiale

Raccogliete e selezionate il materiale secondo una gradazione di colore, sfrondate il fogliame alla base ed eliminate tutte le foglie sui gambi dei fiori. Per creare un mazzo equilibrato dovrete procedere seguendo uno schema a più livelli.

1° llvello
É composto da fogliame che presenta una struttura arcuata e aperta dei rami con foglie di media dimensione e crea una sorta di ventaglio.

2° livello
Ancora materiale da fronda con foglie di piccola dimensione

3° livello.
Formato da fiori con colori molto neutri che non risaltano ma sono riempitivi

4° livello
Si inserisce il fiore più grande chiamato sposa, se ne scelgono due.

ultimo livello
Completate con fiori più piccoli chiamati damigelle

alleggerile fioriper far sembrare più naturale la rosa comperata dal fiorista eliminate qualche petalo!

Dovrete allontanarvi dal vostro mazzo per vedere come sta procedendo la lavorazione, quindi avvolgete i gambi con un giro di schotch tenuto abbastanza morbido così senza eliminarlo, potrete inserire dall’esterno gli ultimi fiori.

Passate a trovarmi tra pochi giorni, vi mostrerò la decorazione che ho realizzato mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti!

Fiori del bosco di mezza estate

6 agosto 2014 § 10 commenti

La zona boschiva del mio giardino
è attraversata nella parte più bassa, da un piccolo corso d’acqua che offre umidità alle terre che lambisce permettendo la crescita di tante piante che ricercano questo tipo di ambiente.

eupatorium nel bosco

eupatorim my gardenEupatorium cannabinum 

Eupatorium purpureumEupatorium purpureum – vivaio Central Park

E. maculatumEupatoriun maculatum  –  Jardin d’Agapanthe

Non riesco come vorrei a tenere a bada la vegetazione e tutto ad un tratto ogni anno ritrovo fiorite le alte infiorescenze rosa e piumose dell’eupatorium. La sua comparsa ha lo stesso effetto di quella dei crochi perché segna l’avanzare dell’estate, da queste parti nasce spontaneo nella varietà E.cannabinum, fino a qualche anno fa era una pianta da me poco o niente considerata fino a che ho scoperto la sua bellezza e ne ho usato i fiori per riempire i vasi delle decorazioni di casa.

fiori del bosco

composizione con eupatorium

Li mescolo ad altre spontanee dei prati come l’achillea o la carotina selvatica e in questo caso li ho accostati alla bella sfumatura marrone che hanno assunto seccando i fiori dell’elicriso, scordati di raccogliere al momento della giusta maturazione.

Esistono differenti specie e ibridi di eupatorium che si diversificano per intensità del rosa dei fiori e per il colore dei fusti che in alcune varietà è più bruno. E’ una pianta che risalta nel giardino di fine estate e costituisce un’ottima soluzione per creare magnifiche quinte alle graminacee o alle erbacee perenni.

fiori

brevi note colturali

Eupatorium cannabinum L. – Canapa acquatica

Erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae che cresce in terreno fresco e ricco come quello dei boschi, agli argini dei fiumi, dei canali e dei fossi e come esposizione preferisce la mezz’ombra e da sempre è apprezzata  per le sue proprietà erboristiche e fitoterapiche  nella medicina popolare.
I fiori si raggruppano in densi grappoli a forma di corimbo che fioriscono da metà estate a metà autunno. Sono portati su lunghi fusti che spesso assumono interessanti tonalità brunite e raggiungono fino a 180 e più centimetri di altezza. Piantate eupatorium dietro una pianta più robusta che possa offrire sostegno ai lunghi fusti e non lasciate che il terreno rimanga asciutto per più di un paio di giorni, soprattutto durante le calde temperature estive. Usatela nel giardino naturale è  una pianta utile per attirare gli uccelli e le farfalle.

piante spontanee: Vicia cracca

27 maggio 2014 § 15 commenti

Indaffarata ad estirparla,
quest’anno mi sono soffermata a guardarla con occhi diversi ed ho deciso che l’avrei risparmiata.

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Busy to eradicate it, this year I lingered to look at it with different eyes and I decided that it would be spared.

composizione veccia in lattina

taglio fiori veccia
Con caparbietà si è conquistata un posto nel bosco-giardino e mi sono ricordata che al Chelsea Physic Garden di Londra l’avevo ammirata sostenuta da un tepee, gli inglesi da tempo hanno fatto entrare in giardino tante umili spontanee.

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With stubbornness it earned a place in my wood-garden and I remembered that at the Chelsea Physic Garden  in London I had admired it supported by a tepee, since long the British brought into their gardens many humble spontaneous plants.

tepee vicia

Veccia montana o Vicia cracca secondo corretta nomenclatura latina, è una legiminosa rampicante tra le più vistose per via dei bellissimi fiorellini a grappolo blu/violetto. Cresce spontanea in molti luoghi e per garantirle sopravvivenza anche nei terreni più inospitali le sue radici corrono in profondità alla ricerca dei nutrimenti essenziali. Difficile liberarsi di lei, se arriva in giardino è meglio guidarla e lasciarla crescere per il suo aspetto attraente, essendo annuale nel giro di poco tempo i suo fusti disseccano lasciando a terra una miriade di semi prodotti dai baccelli che germoglieranno la primavera seguente.

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Veccia Montana or Vicia cracca, according to the correct Latin nomenclature, is a climbing legiminosa among the most eye-catching because of its beautiful cluster flowers blue/violet. It grows wild in many places and to assure their survival even in the most inhospitable terrain its roots run deep in the ground in search of the essential nutrients. Difficult to get rid of, if it arrives in the garden it is better to lead it and let it grow enjoying its attractive appearance, being an annual in a short time its stems will dry up, leaving to the ground a myriad of seeds produced by seed pods that will sprout in the following spring.

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