#segretidellanonnaingiardino – N°2

27 giugno 2017 § 8 commenti

Canfora nel vaso

Un classico rimedio della nonna,
le palline di canfora, potente antitarme di origine naturale ricavato prevalentemente dal legno di un albero di origine asiatica, il Cinnamomum camphora, da sempre utilizzate negli armadi contro gli insetti, le tarme e altri parassiti, sono un ottimo disinfettante da utilizzare anche in prevenzione della comparsa della cocciniglia e per contrastare la presenza di acari o altri insetti dannosi delle piante.

canfora nel vaso

Basta mettere qualche pallina sul fondo dei vasi e sbriciolarne qualcun’altra mischiandola al normale terriccio. Se volete trattare una pianta già infestata, inseritela in una busta di plastica con alcune palline di canfora per creare velocemente un ambiente saturo di sostanze nocive per la maggior parte degli insetti.

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Pot Pourri umido di calicanto

21 febbraio 2017 § 6 commenti

Il potpourri “umido”
è un’antica forma di potpourri che non prevede l’essiccazione dei fiori, ma la loro conservazione attraverso l’uso del sale. Il prodotto che se ne ottiene non è esteticamente gradevole, ma più profumato e duraturo del potpourri secco (e un po’ più lento da ottenere). Gertrude Jekyll lo preparava da sé con i petali delle sue amatissime rose, e lo preferiva a quello secco perché esaltava al massimo il profumo dei fiori e lo manteneva nel tempo.

cuore-calicanto

Io lo considero un metodo ottimo per conservare la fragranza dei fiori invernali o di inizio primavera, come quelli di Chimonanthus praecox (calicanto), di Hyacinthus (giacinto), o di Eriobotrya japonica (nespolo giapponese): sono spesso caratterizzati da corolle di piccole dimensioni che, se essiccate, si schiacciano e perdono la loro bellezza.

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ingredienti-pot-pourri-umido

Fornitevi di sale (fino) non iodato e di un barattolo di vetro richiudibile con imboccatura ampia. Le dimensioni del barattolo dipendono da quanti fiori volete utilizzare. Il mio vaso è alto circa venti centimetri e conterrà dai 70 ai 90 g di corolle: tenete conto che il potpourri finale si ridurrà di quasi la metà. Raccogliete i fiori: siccome il mio calicanto, che fiorisce in questo periodo, a causa del clima secco e freddo della zona apre poche corolle alla volta, di solito raccolgo i suoi fiori aperti a più riprese, nell’arco di una settimana, per averli nella quantità giusta. Riponete tutto nel barattolo che, per qualche giorno, potrete lasciare al buio senza coperchio, per l’asciare che l’acqua in eccesso evapori. Finita la raccolta, pesate la massa floreale netta e aggiungete sale con un rapporto di uno a tre (1:3), ossia una parte di sale ogni tre di fiori. Alcuni manuali suggeriscono l’uso di sale grosso: scegliete voi cosa preferite, quello fino mi pare si amalgami meglio al potpourri.

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Mescolate utilizzando un cucchiaio di legno, e lasciate riposare il composto, pressato con un sasso, in un posto buio per minimo un mese, un mese e mezzo. Mescolate una volta alla settimana per verificare lo stato del composto, e di nuovo schiacciate col sasso. Sul fondo si formerà un liquido che potrete drenare e, se vi piacerà, lo potrete in seguito utilizzare per ravvivare il profumo del potpourri.

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Conclusa questa fase, il vostro potpourri è pronto per essere perfezionato con un cucchiaino di fissatore per profumi. Alcuni suggeriscono di pestare il prodotto con un mortaio e poi di mescolarlo al fissatore. Io credo che generalizzare sia difficile, dipende anche dal tipo di fiori che si usano. Chi suggerisce invece di aggiungere anche delle gocce di olio essenziale, a mio parere travisa il valore di una tecnica che, di per sé, è validissima per conservare il miracolo dei profumi invernali, senza bisogno di “aiutini”.

Disponete il tutto in un vaso chiuso e poroso di terracotta, o altro diffusore con fessure: il vostro ‘moist potpourri’ è pronto.

articolo di Marta Moletta per aboutgarden

Aceto aromatico

1 dicembre 2016 § 2 commenti

In passato  gli aceti aromatici erano usati come disinfettanti domestici, se ne faceva largo utilizzo durante le epidemie frizionandoli sulle tempie e sulle membra del malato e spruzzandoli sui muri e sui mobili per rendere l’aria della casa più gradevole. Potrebbe essere un gradito dono hand made.

aceto-balsamico

Per preparare un aceto profumato basterà mettete a macerare in mezzo litro d’alcool, 40 grammi di sommità secche di assenzio, pari peso di rosmarino, di salvia, menta piperita e ruta e aggiungere 5 grammi di scorza di cannella, altrettanti di chiodi di garofano e di noce moscata. Trascorse due settimane aggiungete due litri di aceto di vino rosso e filtrate.

Vivere Country dicembre 2015

Come far aprire le pigne 

27 novembre 2016 § Lascia un commento

Un piccolo segreto
per gli amici ritardatari che hanno dimenticato di raccogliere le pigne a fine estate (periodo nel quale sono perfettamente mature e cadono naturalmente dagli alberi) .

Con la pioggia e l’umidità autunnale nel bosco le pigne hanno le brattee molto serrate, mettetele in una teglia nel forno a bassa temperatura per circa 10 minuti.

Si apriranno sprigionando al contempo in tutta la casa, un ottimo profumo di resina!

Se volete realizzare un ghirlanda di pigne, vi invito a leggere le istruzioni sull’inserto decorazione di Casa Facile, tutto da scoprire in edicola!

Vasi per le piante che soffrono l’umido

23 novembre 2016 § Lascia un commento

Coltivate tutte le piante che soffrono di ritenzione idrica
in vasi in terracotta, la struttura traspirante della materia aiuta infatti l’evaporazione dell’acqua in eccesso favorendo una crescita sana.

terracotta

vasi-terracotta

Per eliminare le tracce di calcare lasciate nel tempo dall’acqua sulla superficie del vaso, non occorrono particolari prodotti chimici ma basta un po’ di olio di gomito, erogate l’acqua alla massima pressione e sfregate le zone più danneggiate con una spazzola di saggina ripetendo l’operazione fino alla soluzione del problema. In generale migliorando il drenaggio del terriccio all’interno del vaso, diminuisce anche la formazione di calcare.

da Vivere Country novembre 2015

Prodotti naturali per l’orto e il giardino

5 ottobre 2016 § Lascia un commento

Chi coltiva con tanto sacrificio e amore le verdure e gli ortaggi nel proprio orto così come i fiori nel giardino, sviluppa un’attenzione verso la natura e difficilmente vanifica il lavoro utilizzando prodotti chimici per la loro cura.

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Per il mio spazio verde utilizzo solo prodotti naturali che spesso preparo io stessa, sono in genere macerati ed altri rimedi bio tramandati da amici coltivatori, dalla tradizione contadina o appresi dallo studio sui libri.  Solo in rari casi acquisto prodotti curativi mentre mi è indispensabile il concime, non ho la possibilità di procurarmi dello stallatico e il compost che produco non è sufficiente a coprire il mio fabbisogno. Seleziono quindi in questo caso, le aziende che fabbricano concimi e prodotti naturali!

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Sono molto felice di essere stata contattata da Verde Vivo, azienda di riferimento per l’orto biologico e la cura delle piante ornamentali, per raccontare la mia esperienza con l’orto domestico dalla quale è nato, in collaborazione con Camilla Zanarotti, il libro “Più orto che giardino, come coltivare verdure felici e fiori gentili” edito da Mondadori.

verde-vivo-a-orticolario-2016

 

Durante l’edizione di Orticolario 2016, mostra vivaistica che si è tenuta questo fine settimana nella splendida cornice di Villa Erba a Cernobbio (CO),  per tre giornate ho incontrato e intrattenuto il pubblico con consigli e spunti per coltivare con soddisfazione verdure e ortaggi. Lo stand di Verde Vivo era ospitato nel magnifico spazio progettato per la rivista DOVE da VERDEArchitettura.

Vi invito a visitare il sito di VerdeVivo per scoprire la gamma di prodotti disponibili e cercare il negozio più vicino dove acquistarli.

Oleolito di lavanda

12 agosto 2016 § 5 commenti

Se in giardino coltivate la lavanda
è facile che abbiate fatto essiccare qualche mazzolino delle sue spighe per profumare la vostra biancheria o da utilizzare come decorazione in casa.

lavanda essiccata
Con una piccola quantità di fiori secchi potete preparare un oleolito che cattura le proprietà della pianta officinale, calmanti e lenitive. L’oleolito è il prodotto della macerazione di sommità fiorite di piante officinali in olio d’oliva o altri oli di origine vegetale come quello di girasole o di riso purché di origine biologica.

oleolito di lavanda

cosa occorre:

  • Lavanda essiccata
  • Olio d’oliva o di girasole di origine biologica

come fare:

Riempite un contenitore di vetro trasparente a chiusura ermetica con poco più di metà di fiori essiccati di lavanda e aggiungete olio, è preferibile utilizzare la pianta secca in quanto allo stato fresco potrebbe causare irrancidimento o crescita batterica. Lasciare al sole per 40 giorni avendo cura di riporre in casa la sera quando scendono le temperature e di asciugare la condensa che normalmente si forma al di sotto del tappo di chiusura con carta assorbente. Filtrate attraverso una garza e conservate l’oleolito di lavanda in una bottiglietta di vetro scuro.

da Vivere Country agosto 2015

se volete sapere quando tagliare la lavanda per farla essiccare, vi invito a leggere qui

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