Come prendersi cura di una pianta prelevata in natura

20 luglio 2018 § 2 commenti

tagliare la parte aerea

Può capitare, durante una gita in campagna o per i boschi, di desiderare di portare via con se qualche pianta. Premesso che occorre essere certi di non fare danni appropriandosi di rarità botaniche, per tutte le altre abbiate l’avvertenza di prelevarle dal luogo di origine recando loro il minimo trauma possibile. L’ideale sarebbe prendere la pianta con tutto il pane di terra avvolto attorno alle sue radici, ma ció è possibile solo se si viaggia con una paletta nella borsa (visto che porto con me le cesoie potrei trovare posto anche per una paletta… ). Armati solo delle mani, afferrate il fusto della prescelta in prossimità della base e tirate, se fa resistenza lasciatela stare e tentate con un’altro esemplare.

preparare il materiale

Estratta la pianta dal terreno, avvolgete le radici in un fazzoletto di carta (nella borsa non dovrebbe mai mancare) e bagnate affinché rimangano umide. Se fattibile mettete il tutto in un sacchetto di plastica.

radici tagliate

prima in vaso

Appena potete, eliminate dalle radici la parte aerea della pianta lasciando una porzione di fusto di circa 10 centimetri comprensiva di almeno un nodo e inserite in un vaso contenente buona terra da giardino.

In questo modo la pianta concentrerà tutte le sue energie nello sviluppo delle radici piuttosto che nella produzione delle foglie e dei fiori.

radici in vaso

Collocate il vaso in una zona all’ombra ma luminosa e tenete umido il terreno di coltivazione. Se l’operazione è andata a buon fine, in poco tempo dovrebbero comparire all’ascella del nodo le prime nuove foglioline. Attendete l’anno successivo per la messa a dimora in piena terra.

Utilizzate la stessa tecnica, con il  primo passaggio dal vaso, anche per le piccole piante a radice nuda acquistate ai supermercati o nei Garden Center.

Ps: il frutto del mio bottino è qualche piantina di Campanula trachelium

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Condizionare i fiori per le composizioni

21 febbraio 2018 § Lascia un commento

Per prolungare la durata dei fiori
nelle composizioni dovrete condizionarli attraverso un procedimento tanto semplice quanto efficace. Procedete rinfrescando il taglio del gambo con una lama affilata ed eliminate tutte le foglie. I fusti cavi andranno tagliati in orizzontale al contrario di tutti gli altri che dovrete tagliare in obliquo, infine immergeteli in un secchio contenente acqua fresca per un periodo che può variare dalle 2 alle 8 ore.
Tale trattamento si effettua prima di utilizzare il materiale vegetale per le decorazioni ed è utile affinchè i gambi dei fiori possano assorbire una grande quantità idrica.

Condizionare i fiori

Alcuni fusti particolarmente carnosi e pieni d’acqua oppure quelli che emettono latrice, possono essere cauterizzati immergendoli dapprima in acqua bollente e successivamente in acqua fredda.

La potatura di fine inverno

14 febbraio 2018 § 2 commenti

A febbraio il giardino è ancora in pieno riposo vegetativo,
in attesa del risveglio primaverile, è necessario provvedere ad effettuare le potature di fine inverno. ll periodo in cui procedere
dipende dalle condizioni climatiche della zona. Se le temperature sono ancora troppo rigide, meglio aspettare gli ultimi giorni del mese o inizio marzo qando le giornate iniziano ad essere meno fredde e non ci sono gelate notturne. È importante che questo lavoro sia ultimato prima che la pianta inizi a germogliare.

potatura di fine inverno

Se è la prima volta che vi avvicinate a questo tipo di operazione, sarò necessario che prendiate le informazioni tecniche necessarie prima di procedere studiando testi di agronomia o affidandovi alle direttive di specialisti, evitate il fai da te soprattutto dettato dai suggerimenti di amici o contadini improvvisati. Per arbusti e piccoli alberi attenetevi alle regole di base ma fate attenzione perchè spesso a seconda delle varietà della specie occorre procedere il maniera differente, così è ad esempio per la rosa che si pota diversamente se è ricadente piuttosto che rampicante o arbustiva, antica o moderna. Oppure l’ortensia, quanti mi scrivono per capire come mai la loro pianta non produce più fiori? Nella maggior parte dei casi dipende da un scorretto intervento di potatura.

Se si ha a che fare con alberi ad alto fusto, meglio affidarsi ad un giardiniere esperto che possa realizzare l’intervento con le dovute accortezze tecniche e di messa in sicurezza. Se amate le vostre piante, non risparmiate sull’aiuto di un giardiniere professionista, ne assicurerete lunga vita. Tuttavia, il costo per i servizi di un giardiniere non è eccessivo, e da quest’anno potrete approfittare del “bonus verde”, per detrarre le spese per la sistemazione del verde sia privato che per i condomini.

Quest’anno farò un regalo al mio boscogiardino,  voglio rendere produttivo un vecchio melo e dovrò abbattere due vecchi ontani pericolanti e mi affiderò quindi a dei professionisti!

seminare ora l’astranzia

6 febbraio 2018 § Lascia un commento

Se cercate una bella pianta
che  sia robusta, adatta per  le bordure e i gruppi misti, che cresca bene tanto al sole quanto all’ombra e produca fiori in abbondanza, coltivate Astrantia major comunemente conosciuta come astranzia.

Astranzia S.Chiarugi

È una pianta erbacea perenne dai particolari fiori rosa-verde o bianco-verde a seconda della varietà, che hanno petali a margine seghettato e restano belli anche quando sono secchi. Potete acquistarla nei vivai più forniti oppure online e provare invece a seminarla, meglio in autunno perché i semi necessitano di sentire il freddo per germinare, altrimenti siete ancora in tempo per sottoporli alla vernalizzazione, processo con il quale potete simulare ciò che avviene in natura. Seminate a febbraio l’astranzia in un vassoio di plastica, come quelli in cui sono vendute le verdure al supermercato e coprite con pellicola trasparente, aspettate 2 settimane prima di mettere il vassoio in frigorifero per altre 3-6 settimane per poi riportarlo fuori quando ormai a marzo la temperatura sarà di circa 18 °. Se i semi non dovessero germogliare, ripetete l’alternanza di caldo e freddo.

Dopo 6-10 settimane potete mettere la piantina a dimora in piena terra.

protezione delle piante in vaso

19 gennaio 2018 § Lascia un commento

Le piante in vaso
sono più sensibili agli sbalzi termici in quanto le radici sono meno protette e più esposte rispetto a quelle che crescono in piena terra.

Protezione vasi

Per contrastare i rigori invernali oltre a cospargere la superficie del terreno alla base del fusto con un abbondante strato di pacciamatura, fasciate il vaso con spessi teli di juta (potete utilizzare anche i vecchi sacchi delle patate) o di tessuto non tessuto, e prima di legare i teli inserite altre foglie per formare una sorta di intercapedine che svolgerà una funzione isolante. E’ una pratica utile a innalzare di almeno un grado la temperatura interna del vaso e al contempo preserva dal gelo quelli di materiale più delicato come ceramica e terracotta.

pacciamatura di felci

24 novembre 2017 § 2 commenti

Il fogliame secco reperibile in abbondanza nella stagione autunnale è un ottimo materiale utilizzabile come pacciamatura alla base delle piante, inibisce la crescita delle infestanti e preserva le radici tanto dalla calura estiva quanto dai rigori della stagione invernale. Inoltre sottoposto all’azione degli agenti atmosferici si trasforma lentamente in ottimo humus.

Pacciamatura di felci

Le foglie di felce sono tra le più apprezzate, diffuse in quasi tutti i boschi, offrono una perfetta copertura invernale poiché si decompongono più lentamente per via della lignina presente all’interno della loro struttura che permette ai fusti di rimanere rigidi. Lo strato di pacciamatura formato dalle foglie secche di felce è in grado di sostenere la brina che provoca dannose incrostazioni di ghiaccio sulle piante e la particolare conformazione ne evita il compattamento favorendo la circolazione dell’aria.

Talea con idrocoltura

29 agosto 2017 § Lascia un commento

Sono molte le piante che radicano facilmente in acqua,
basterà prelevare una porzione di ramo e inserirla in un vasetto di vetro possibilmente trasparente contenente acqua fresca e limpida.

talea con idrocoltura

Sistemate il vasetto in una posizione luminosa e fate attenzione che i rami siano sempre completamente immersi nel liquido. Con il tempo l’acqua tenderà infatti ad evaporare, ricordate dunque di aggiungerne e ogni tanto di sostituirla. Quando si formeranno le radici, potrete eventualmente mettere a dimora le talee in un vaso contenente buona terra da giardino. Le piantine cresciute con idrocoltura sono più delicate in quanto avranno all’inizio poche radici, fate attenzione a non bagnarle eccessivamente per scongiurare i marciumi radicali e attendete che la terra di coltivazione sia asciutta tra un’innaffiatura e l’altra.

Tra le piante più indicate, Dracaena sanderiana, Ficus benjamin, Hedera helix, Scindapsus aureus (comunemente conosciuta come pothos)

Vivere Country settembre 2016

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