Come dividere e moltiplicare le opuntie

21 settembre 2018 § Lascia un commento

Comunemente chiamato fico d’india,
l’opuntia è una succulenta molto frugale, si accontenta della poca acqua piovuta dal cielo e se non fai attenzione in poco tempo una piccola piantina si trasforma in una selva.

opuntia divisione e rinvaso S. Chiarugi

Tra fine inverno e inizio primavera è il momento giusto per dividerla e moltiplicarla. Coltiva l’opuntia in terrazzo, se abiti in zone con inverni rigidi scegli la varietà Opuntia humifusa.

Occorrente

  • Coltello a seghetto
  • Paletta
  • Carta di un vecchio quotidiano
  • Terra specifica per piante grasse

Come si fa

Dividere opuntia S. Chiarugi

Avvolgere opuntia S. Chiarugi

Avvolgi i cladodi, comunemente denominati pale, con la carta di un quotidiano ed estrai la pianta dal vaso.

Opuntia a metà S. Chiarugi

divisione e rinvaso opuntia S. Chiarugi

Con un coltello a seghetto dividi il pane di terra in tante porzioni quanto sono le piante prodotte dalla madre e rinvasa in un vaso di terracotta o di plastica nel quale dovrai predisporre un fondo drenante composto da pezzi di coccio o argilla espansa affinché l’acqua non ristagni per evitare l’insorgenza del marciume radicale.e riempi con specifica terra simile a quella in cui le piante vivono in origine, povera dunque e non concimata, addizionata di sabbia grossolana e di piccoli frammenti ghiaiosi di pomice o di vermiculite.

moltiplicare opuntia S. Chiarugi

Durante il periodo di crescita, in primavera e in estate, bagna la pianta 1 volta ogni 2 settimane e dai il tempo alle radici di asciugarsi completamente tra un’annaffiatura e l’altra. Nel periodo di riposo si diminuisci l’intervento innaffiando ogni 3-4 settimane.

 

Da fine primavera e fino a tarda estate puoi moltiplicare l’opuntia tramite talea. Con un coltello affilato e disinfettato preleva una “pala” e cospargi eventualmente il taglio con polvere fungicida (va bene anche un po’ di cenere di legna). Lascia asciugare per una decina di giorni per far cicatrizzare la ferita prima di interrare ad una profondità di circa 3/4 della loro lunghezza. Il vaso con la talea andrà tenuto all’asciutto a una temperatura che non inferiore ai 10°.

Per Verde Facile, primavera 2017

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Quando e come potare il bosso

7 settembre 2018 § Lascia un commento

Arbusto sempreverde, molto longevo e rustico,
Buxus sempervirens, è classico elemento verde utilizzato per facilità di coltivazione e malleabilità nella potatura, per la realizzazione di siepi, topie o parterre nei giardini formali all’italiana e francesi.

Bosso Topiary

Malgrado in questi  ultimi anni sia stato preso d’attacco dalla piralide, la temibile farfallina che durante la fase larvale si ciba della pianta portandola alla morte se non si interviene tempestivamente (vedi apposito articolo sul trattamento da effettuare), continua ad essere un must molto apprezzato anche nei progetti dei giardini contemporanei dove spesso più esemplari mantenuti con sapienti potature con il loro naturale disegno sferico, sono raggruppati e declinati in varie taglie.

Il bosso, per mantenere la forma compatta e soprattutto per stimolare la produzione di nuovo fogliame al piede della pianta, necessita di due potature annuali che corrispondono a un taglio a primavera e un’altro a settembre.

bosso variegato siepe

Se la potatura deve essere effettuata su una siepe, come guida per il taglio diritto della parete verde occorre tendere una corda tra due paletti seguendone la lunghezza. Sia che si utilizzino cesoie a mano che un tosasiepi, si consiglia di iniziare dall’alto per terminare sui lati.

bosso e graminacee

La potatura su esemplari singoli è consigliabile eseguirla esclusivamente con le cesoie per un taglio più netto e preciso.

Se seguite  le fasi lunari le potature dovrete eseguirle con la  luna calante!

Smudge Stick

10 agosto 2018 § Lascia un commento

Smudges stick è un fascio di erbe arrotolate e legate da uno spago che viene bruciato nei riti religiosi o durante alcune cerimonie, dalla combustione si sprigiona un profumo e un fumo utilizzato come incenso per purificare l’ambiente ed eliminare le influenze negative. Può essere realizzato con una singola pianta, tradizionalmente si utilizza la salvia bianca Salvia apiana, o una combinazione di diverse erbe, occorre fare molta attenzione in quanto alcune sono tossiche quando vengono bruciate, come la salvia comune, Salvia officinalis.

Smudge Stick

Potete realizzarlo con: artemisia (Artemisia californica) e artemisia (Artemisia vulgaris).cedro, (Thuja plicata) ginepro, lavanda, melissa, menta, pino, rosmarino, timo, verbasco (Verbascum thapsus) e l’erba gatta (Nepeta cataria),oltre alla già citata salvia bianca. Alle foglie potete aggiungere legni e fiori profumati o bacche aromatiche.

Raccogliete le erbe in un giorno soleggiato e secco per evitare che si formi la muffa all’interno del fascio, e arrotolate ben stretti tutti gli elementi cercando di dare una forma leggermente conica infine legate con un filo di cotone o altro materiale organico,   ( se colorato di rosso ha valenza anche magica) Accendete la punta e spegnete il fuoco premendo su un piano ignifugo. Lasciate bruciare sino ad esaurimento del fumo o mantenendo viva la brace se si desidera prolungare la fumigazione.

succulente a rosetta

1 agosto 2018 § 2 commenti

Il caldo di questi giorni di inizio agosto, non fa certo paura alle mie succulente, se ne stanno buone e tranquille al sole cocente e non soffrono nemmeno quando io non ci sono e non posso dar loro nemmeno un goccetto d’acqua perchè la natura le ha dotate di un sistema di stoccaggio idrico che le rende autosufficienti.

Per questa ragione le loro foglioline sono belle carnosette, le piante che preferisco sono quasi tutte a forma di rosetta, benchè si somiglino molto, appartengono a specie differenti, sono  accomunate dal fatto che le loro foglie si sviluppano attorno ad un asse centrale formando appunto una tipica rosetta.

Echeveria

Echeveria puliziaEcheveria

In generale sono molto facili da coltivare, basta collocarle in un posticino al sole e ogni tanto ricordarsi di bagnarle anche se normalmente la loro idratazione è affidata alla pioggia. Alcune come i Sempervivum resistono bene tanto al caldo come al freddo più intenso, in questo mio articolo potete leggere qualcosa di più.

Sempervivum in vaso

Sempervivum pulizia

sempervivumSempervivum

Ricordate saltuariamente di procedere all’eliminazione delle foglie morte e se volete moltiplicarle basta semplicemente prelevare una rosetta, fare essiccare per qualche giorno la superficie del taglio sul gambo così che appena la metterete a contatto con la terra e l’avrete bagnata sarà stimolata a emettere le radici.

Graptopetalum paraguayense vaso

Graptopetalum paraguayense.jpg

alcune succulente a rosetta   Graptopetalum 

SedumSedum 

In queste immagini una carrellata dei miei vasi contenenti, Echeveria,Graptopetalum, Sedum e Sempervivum.

 

Casa Facile Academy

25 luglio 2018 § Lascia un commento

È trascorso quasi un mese dall’incontro di formazione organizzato da Casa Facile per il team blogger, vecchi e nuovi, scelti per collaborare con la rivista.

Mondadori e me

Non ero mai stata nella sede di Segrate della Mondadori, un’icona architettonica più volte ammirata nelle fotografie sulla stampa e sul web che porta davvero molto bene la sua età. Aveva avuto un’ottima intuizione Giorgio Mondadori quando nel 1975 fece costruire su progetto dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, la nuova sede della casa editrice. Peccato che ho saputo solo ora, dopo aver letto qui qualcosa di più sull’edificio, che il parco che lo circonda è stato realizzato su disegno del grande paesaggista Pietro Porcinai.

Mondadori sede

Mondadori e lago

Mondadori e chiocciole

Rimando la visita alla  prossima volta perché sono previsti altri incontri CASAfacile Academy.

CASA FACILE Academy

Abbiamo affrontato molti temi come Keyword, SEO, Metadescrizione, Serp e ci sono stati forniti gli strumenti necessari per scrivere post efficaci destinati alla pubblicazione sul sito della rivista.

La giornata è trascorsa tra esercitazioni pratiche, per imparare a creare una moodboard partendo dalla base di una cucina Scavolini (azienda partner dell’evento) e aggiungendo elementi di arredo, e la visita alla redazione.

CASAFACILE_LibuttiLandoniGoccioneCPiniChiarugi_Scavolini.001                  il lavoro realizzato con il mio gruppo.

Giusi Silighini, eclettica direttrice della rivista, ha descritto e mostrato tutte le fasi della creazione di ogni singolo numero di Casa Facile facendoci partecipi di tutto il grande lavoro di ricerca e di editing. È stata una grande emozione poter accedere al suo ufficio che come tutto il resto della redazione è disseminato di grandi e piccole presenze vegetali.

Giusi Silighini

Serbo della giornata, un bel ricordo per il lavoro svolto in gruppo, le competenze apprese e soprattutto per aver rivisto alcuni colleghi blogger e aver conosciuto i nuovi entrati a far parte del meraviglioso team di Casa Facile.

Ho portato con me anche un regalo per voi, ho chiesto il permesso di condividere alcune slide che spero potranno esservi utili per le vostre fotografie !

Cenni di styling

Cenni di styling 2.jpgConsigli per la foto-composizioneDopo lo scatto

Come prendersi cura di una pianta prelevata in natura

20 luglio 2018 § 5 commenti

tagliare la parte aerea

Può capitare, durante una gita in campagna o per i boschi, di desiderare di portare via con se qualche pianta. Premesso che occorre essere certi di non fare danni appropriandosi di rarità botaniche, per tutte le altre abbiate l’avvertenza di prelevarle dal luogo di origine recando loro il minimo trauma possibile. L’ideale sarebbe prendere la pianta con tutto il pane di terra avvolto attorno alle sue radici, ma ció è possibile solo se si viaggia con una paletta nella borsa (visto che porto con me le cesoie potrei trovare posto anche per una paletta… ). Armati solo delle mani, afferrate il fusto della prescelta in prossimità della base e tirate, se fa resistenza lasciatela stare e tentate con un’altro esemplare.

preparare il materiale

Estratta la pianta dal terreno, avvolgete le radici in un fazzoletto di carta (nella borsa non dovrebbe mai mancare) e bagnate affinché rimangano umide. Se fattibile mettete il tutto in un sacchetto di plastica.

radici tagliate

prima in vaso

Appena potete, eliminate dalle radici la parte aerea della pianta lasciando una porzione di fusto di circa 10 centimetri comprensiva di almeno un nodo e inserite in un vaso contenente buona terra da giardino.

In questo modo la pianta concentrerà tutte le sue energie nello sviluppo delle radici piuttosto che nella produzione delle foglie e dei fiori.

radici in vaso

Collocate il vaso in una zona all’ombra ma luminosa e tenete umido il terreno di coltivazione. Se l’operazione è andata a buon fine, in poco tempo dovrebbero comparire all’ascella del nodo le prime nuove foglioline. Attendete l’anno successivo per la messa a dimora in piena terra.

Utilizzate la stessa tecnica, con il  primo passaggio dal vaso, anche per le piccole piante a radice nuda acquistate ai supermercati o nei Garden Center.

Ps: il frutto del mio bottino è qualche piantina di Campanula trachelium

affinità vegetali

22 maggio 2018 § Lascia un commento

“Oggi amo tutte le piante, siano esse piccoli licheni che donano un aspetto stregato ai boschi umidi, o mostruose Cactacee crestate da clima semidesertico. C’è stato però un periodo nella mia vita in cui ho sentito un’affinità vegetale elettiva, ma non voglio anticipare nulla per non influenzare i lettori in cerca della propria affinità vegetale.Per comprendere meglio quale pianta potrebbe risuonare maggiormente con la propria personalità vi consiglio un esercizio che ho ideato per voi. Niente di scientifico ma un semplice divertissement, che potrebbe però far riflettere più profondamente sulla relazione di ognuno con le piante e con l’ambiente che ci circonda.

Tra i seguenti ambienti naturali (presenti in Italia) quale vi fa sentire di più a casa? Con quale vi sentiamo di più a vostro agio?

lago

1) Le acque del lago o dello stagno

Coloro a cui piacciono questi ambienti umidi, colonizzati da una densa e curiosa vegetazione, si possono sicuramente definire amanti dell’acqua.

C’è una pianta in particolare, che affonda le sue radici nelle profondità delle acque stagnanti: la Ninfea bianca (Nymphaea alba). La Nymphaea alba è una pianta fortemente simbolica poiché nasce dai fondali fangosi e sviluppa un fiore candido e puro che ricorda la storia del Fiore di Loto nel Buddismo. Il comportamento di questa pianta ricorda quello di persone dotate di una grande capacità di rinnovamento, di rinascita; che sanno ricominciare con grande umiltà, facendo tesoro degli errori commessi; che senza aver paura di sporcarsi le mani affrontano il lavoro, la vita e le difficoltà che si presentano, decidendo di creare valore lì dove si trovano, cercando di far emergere il meglio di sé.

Bosco

2) Gli ombrosi sentieri dei boschi

Coloro a cui piace passeggiare sotto le chiome ombrose degli alberi (sia essa una pineta o un bosco di caducifoglie) possono essere annoverati tra le persone amanti dell’ombra.

La pianta emblematica di questi ambienti è la Campanula latifolia, una specie dai fiori indaco, molto grandi. Incontrare accidentalmente questa erbacea perenne durante una passeggiata nei boschi è emozionante, soprattutto se ci si imbatte in una colonia. Riporta immediatamente con la fantasia a un mondo di sottobosco ricco di vita, fatato. Il portamento del fusto è baldanzoso, eretto, talvolta leggermente ricurvo sotto il peso delle infiorescenze estive. Fa pensare a quelle persone energiche, che si esprimono con semplicità e generosità, particolarmente a loro agio nel proprio ambiente, belle così come sono, a tratti appariscenti, affascinanti nella loro innocenza.

3) Le dune di sabbia davanti al mare

Chi ama quest’ambiente sabbioso, davanti al mare, può certamente essere definito amante del sole.

Sulle nostre coste, sottoposte a forte pressione antropica, radica una pianta coriacea e spinosa che possiede una struttura affascinante, verde-argentea, dalle caratteristiche molto “architettoniche”: l’Eryngium maritimum. Questa piccola erbacea ha un ruolo fondamentale per il mantenimento delle zone litoranee caratterizzate da dune sabbiose. Lo strato ceroso che copre le sue foglie la protegge dall’insolazione e dalla salsedine (quasi come una crema solare). Le sue radici profonde riescono a trovare l’acqua dove sembrerebbe non esserci e, sviluppandosi, riescono a frenare lo spostamento della sabbia stabilizzando le dune mobili. Una pianta così virtuosa in un ecosistema così fragile riporta alla mente il comportamento umano di chi lavora duramente per un ideale o per un obiettivo valoriale, favorendo se stesso e al contempo l’ambiente; chi riesce a sviluppare strategie fantasiose per vivere, anche nel caso si trovasse in un ambito ostile; chi è tenace, forte, ingegnoso, caparbio, dedito alla propria missione.

Prato fiorito

4) I pascoli montani ricchi di fiori

Sono gli amanti della montagna tutti quelli che si sentono bene attraversando le praterie d’alta quota, le ricchissime fioriture endemiche e rare, i silenzi e i grandi spazi disabitati, in cima al mondo.

Come pianta totem di quest’ambiente ho pensato a una specie ormai preceduta dalla sua stessa fama: la Stella alpina o Edelweiss (Leontopodium alpinum). Piccola pianta simbolo degli alpinisti, è una specie rara e protetta e non va assolutamente raccolta. Cresce in alta montagna sopra i 1500 metri. Il suo fiore è caratteristico perché circondato da foglie bratteali bianco-lanose. La singolarità di questa pianta fa pensare a quelle persone che stanno bene da sole, che per scelta vivono isolate, in profondo contatto interiore con la propria natura ma non per questo incapaci di relazionarsi e portare bellezza nella vita altrui. All’apparenza originali, hanno la capacità di stupire semplicemente presentandosi così come sono.

Spero che il gioco vi sia piaciuto. Voglio svelarvi anche qual è il mio ambiente d’elezione e con quale pianta ho trovato più affinità quando mi sono avvicinato al mondo vegetale: si tratta dell’Eryngium maritimum e, più in generale, della vegetazione della fascia costiera. Sono sempre stato un grandissimo amante del sole, delle coste mediterranee. Proprio da queste piccole piante osservate sulla sabbia, è nata la mia grande passione.

E voi in quale affinità vegetale vi siete ritrovati?”

di Paolo Astrua  Filosofia Vegetale

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