stella di Natale: regole di sopravvivenza

8 gennaio 2013 § 29 commenti

Riposte tutte le palline dell’albero
e anche l’ultima statuina del presepe ci si ritrova spesso a gennaio con nuove piante ricevute in regalo o acquistate a testimonianza delle feste appena trascorse!
Un classico sempre in bilico tra il partito dei suoi estimatori e quello di chi invece proprio non la ama, è la Stella di Natale.
Anche a me è arrivata in dono, di taglia molto piccola. Vediamo dunque come prenderci cura di Euphorbia pulcherrima, questo è il suo nome latino dove pulcherrima = bellissima, affinché possa durare a lungo ed essere ancora protagonista del nostro Natale…purché naturalmente lo si voglia!

 

stella di Natale 1

Euphorbia pulcherrima


è una pianta perenne originaria del Messico che per la particolare colorazione scarlatta delle brattee apicali è solitamente presente sul mercato nel periodo delle feste natalizie. Esiste anche nelle tonalità rosa e bianca.

La sua provenienza dichiara però la necessità di essere posizionata in zone con temperature minime non inferiori ai 15°C. Ama infatti gli ambienti ben riscaldati, lontano comunque dalla fonte diretta di un radiatore, e in questo periodo dell’anno necessita di un ricovero situato in luogo luminoso. Occorre bagnare poco la stella di Natale e solo quando la terra è asciutta, non tollera il ristagno idrico e i portavasi. Terminata la fioritura, la pianta perderà parte delle foglie e andrà leggermente potata; a primavera, quando le temperature saliranno con minime notturne di 15°C, sarà necessario spostarla all’esterno.
Verso ottobre si riporterà nuovamente in casa e occorrerà porre attenzione a metterla in un luogo in cui possa ricevere al massimo otto ore di luce al giorno, lontano da fonti luminose artificiali, per agevolare la crescita di nuovi rami e foglie.

Per prendersi cura al meglio di Euphorbia pulcherrima (dal latino = bellissima) è indispensabile dunque rispettare i cicli di alternanza di luce e buio e mantenerla al caldo. Gioverà un apporto bilanciato di potassio e fosforo nel periodo vegetativo.

È bene inoltre sapere che foglie e fusto della pianta quando vengono tagliate emettono un lattice tossico che contiene triterpene, una sostanza che se viene a contatto con l’epidermide o se ingerita può provocare reazioni allergiche. Questa sua peculiarità passa tuttavia in secondo piano dinanzi ai benefici derivati dalla sua azione come pianta purificatrice per gli ambienti domestici e per la sua attrattiva cromatica.

consulenza: Floricoltura Scotto Roberto – Albissola Superiore (SV)

 

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