Talea con idrocoltura

29 agosto 2017 § Lascia un commento

Sono molte le piante che radicano facilmente in acqua,
basterà prelevare una porzione di ramo e inserirla in un vasetto di vetro possibilmente trasparente contenente acqua fresca e limpida.

talea con idrocoltura

Sistemate il vasetto in una posizione luminosa e fate attenzione che i rami siano sempre completamente immersi nel liquido. Con il tempo l’acqua tenderà infatti ad evaporare, ricordate dunque di aggiungerne e ogni tanto di sostituirla. Quando si formeranno le radici, potrete eventualmente mettere a dimora le talee in un vaso contenente buona terra da giardino. Le piantine cresciute con idrocoltura sono più delicate in quanto avranno all’inizio poche radici, fate attenzione a non bagnarle eccessivamente per scongiurare i marciumi radicali e attendete che la terra di coltivazione sia asciutta tra un’innaffiatura e l’altra.

Tra le piante più indicate, Dracaena sanderiana, Ficus benjamin, Hedera helix, Scindapsus aureus (comunemente conosciuta come pothos)

Vivere Country settembre 2016

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antichi vasi per giacinti

17 febbraio 2012 § 31 commenti

La prima volta che ho visto un vecchio contenitore in vetro
per idrocoltura dei bulbi è stato anni fa ad un mercatino di beneficenza… per poche lire (e sì, erano proprio tanti anni fa) ho acquistato la mia prima “caraffa da bulbo“.

Sono stata fortunata perché il vaso era di tipo doppio, molto comodo in quanto il bulbo e le sue radici sono accolti in un tubo in vetro separato che agevola l’operazione di sostituzione dell’acqua.

Forse facilitata dal fatto che abito in una zona non lontana dalle antiche vetrerie di Altare, paese dell’entroterra immerso in una ricca vegetazione boschiva fonte del legname indispensabile ad alimentare i forni per la produzione del vetro, la mia collezione nel tempo si è arricchita di nuove caraffe diversificate per forma, altezza e colore.

caraffa-per-bulbi-in-vetro

Sembra che i primi “root glasse” per gli inglesi, “Verrès à oignons” per i francesi, “Hyazinthenglaser” per i tedeschi “tulipanglas” per i danesi siano stati ideati dallo scienziato tedesco J.A. Grontjan nel 1750 ad uso dei primi esperimenti sui giacinti forzati in acqua.

Ben presto la moda dei Hyacinthus orientalis in casa conquistò l’Europa incrementando la produzione dei vasi in vetro per idrocoltura.

Le “caraffe per giacinto” erano prodotte in vetro soffiato e quelle più antiche che sempre più raramente si possono trovare presso qualche mercatino dell’antiquariato, presentano spesso scanalature sulle pareti.  I colori variano dal trasparente all’ambra, sono verde o rosa, o sfumano dall’azzurro al blu.

Mi piace giocare con gli accostamenti dei colori e scegliere il vaso in vetro nella stessa tonalità del bulbo.

Qualche tempo fa avevo salvato dal web un’immagine molto evocativa (purtroppo non ne ricordo la provenienza).  Voglio condividerla con voi per immergerci in un’atmosfera “so shabby”!

brevi note colturali :

da ottobre e novembre

“Ogni bulbo si posa sulla bocca della caraffa in modo che la base di esso sia vicinissima all’acqua, di cui è piena la caraffa, senza però che l’acqua tocchi il bulbo. L’acqua sia pura e bene aerata; si cambia sul principio ogni 4 o 5 giorni, poi più di frequente. Ogni volta che si cambia si aggiunge alla nuova acqua qualche granulino di sale comune da cucina. Anche le caraffe coi bulbi si mettono in un luogo di pochissima luce. In commercio si trovano di caraffe semplicismi, di poco costo e se ne trovano di quelle elegantissime. Ve ne sono anche di quelle doppie come indicato nella figura…Per difendere i bulbi dalla luce alcuni orticoltori vendono dei cornetti di cartone…
…. i vasi dovranno essere  tenuti nell’angolo più oscuro della stanza o in una stanza di pochissima luce per evitare una vegetazione anormale…
…resteranno i vasi in poca luce per vari giorni, finchè le foglie non siano discretamente sviluppate. 

Dopo circa 8-10 settimane quando un inizio di infiorescenza inizierà ad apparire, spostare i bulbi alla luce evitando di esporli a fonti di calore o in ambienti troppo caldi.

note bibliografiche:

-alcune notizie sono tratte da un testo di Maria Cristina Zaza per un vecchio articolo su Gardenia.
-come coltivare Giardino-Orto-Frutteto. Ed. Ulrico Hoepli Milano 1945 




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