sotto al vischio

1 gennaio 2013 § 35 commenti

nuovo inizio
con tante pagine bianche ancora da scrivere.
Auguro a tutti noi che possano riempirsi di appunti creativi,
progetti da compiere e programmare,
note di pensieri positivi e buoni esempi da copiare.

Buon Anno 2013

Grazie per aver permesso, nell’anno appena trascorso, di far crescere questo blog con la vostra affezionata presenza, dei commenti che lasciate o delle richieste di aiuto giardinicolo che tanto mi fanno piacere.

buon anno!

un bacio sotto al vischio e poco importa se non trovate il ramo vero di Viscum album .
Con del filato color verde e ancora meno bianco latte, un uncinetto e questo schema tratto dall’ottimo libro suggerito da Lidia, anche solo due foglie fatte a crochet possono bastare!

Foglie: avviate 14 catenelle. Saltate le prime 5 e fare 2 maglie alte triple nelle seguenti due cat., poi 2 maglie altissime,  2 maglie alte, 1 mezza maglia alta, 1 maglia bassa e 1 maglia bassissima.
Senza tagliare il filo procedere in egual modo per la seconda foglia.

Gambo: Procedete con 9 catenelle, saltate la prima e lavorare a maglia bassissima le altre 8. Affrancare il filo.

Bacca: Avviate 2 catenelle. Salatatene 1 e fate 1 maglia alta e una bassissima nella catenella seguente. Fate due bacche ed affrancatele.

Schema vischio

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coltivare il Vischio

31 dicembre 2011 § 16 commenti

… PER ALLEVARE LA BUONASORTE !

Viscum album è pianta propiziatoria già dall’antichità, necessita di un lungo periodo di crescita prima di poter essere un bell’esemplare con tante bacche, foglie verdi e piccole, pronto per le nostre feste di fine anno.

E’ arbusto emiparassita e sempreverde, per chi avesse voglia di cimentarsi nella sua coltivazione ecco alcuni consigli tratti dallo Speciale Toscana, supplemento N° 53 di GARDENIA del 1988.

Il vischio, pianta delle meraviglie, può essere coltivato ripetendo semplicemente ciò che succede in natura

” … Si danno i semi del vischio ad uccelli come Tordo, Pettirosso, Capinera il Merlo e lo Storno, naturalmente esemplari in cattività; i pennuti ne sono ghiotti se ne cibano e dopo averli digeriti con gli enzimi del loro stomaco, li depositano interi nelle feci. Si prelevano si lavano e, cosparsi con la speciale gelatina a base di vischio che li protegge e li nutre durante la germinazione, si appoggiano nella biforcazione di un ramo o anche in un punto liscio di un ramo, perché il seme non scivoli e possa essere protetto con una reticella dall’inevitabile attacco degli uccelli di passaggio. Gli alberi e arbusti sui quali nasce e cresce con successo il vischio sono il melo, il pero il ciliegio, il sorbo, il nespolo, l’acero (sia campestre che negundo) e la rosa: per tentare l’esperimento si deve comunque tenere conto del fatto che la pianta del vischio non sopporta dosi massicce di antiparassitari, e che quindi è meglio non scegliere un albero da frutto come albero o in ogni caso rinunciare all’erogazione di queste sostanze.

Dopo circa sei mesi dalla “semina” si notano due “zampette” verdi munite di dischetti, quasi piccole ventose per attaccassi al ramo e penetrare nelle fibre della pianta ospite: sono i cosiddetti austori, ai quali nella primavera successiva seguiranno due foglioline, con una lentezza che metterà a dura prova la vostra pazienza. L’anno dopo avremo un proprio e vero rametto e l accaduta delle foglie in inverno non dovrà impressionarci perché il vischio , pur essendo sempreverde, cambia le sue fogli sogni due anni. I sospirati frutti, perle lucenti che tanto ci ricordano le feste natalizie , compariranno solo dopo sette anni circa, e mai nascita sarà stata tanto attesa: vale comunque la pena di provare…”

… per un approccio meno empirico potete seguire qui i suggerimenti colturali di un coltivatore di Vischio.

per acquisti: Vivaio Sergio Baroni – Corso Verona 46 – 38068 Lizzanella- Rovereto (TN)

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