Felicia amelloides

19 luglio 2014 § 4 commenti

“Il suo nome deriva dal latino e significa ‘felice’,
è così chiamata a ricordo di Herr Felix, consigliere a Ragesburg, ma coincide anche con l’aggettivo che meglio qualifica la sua crescita e la produzione di fiori a piccola margherita del colore del cielo che la pianta regala generosa dalla primavera fino all’autunno.

Felicia amelloides
Conosciuta anche come Agathea coelestis o Margherita di Sant’Agata, è un’arbustiva perenne di vita breve originaria del Sud Africa, appartenente alla famiglia delle Asteracee, è molto utilizzata nei giardini nella fascia climatica temperata in tutto il mondo per la grande capacità di adattamento dove viene usata indistintamente nelle roccaglie, in aiuola o nei vasi in terrazzo.Nei luoghi di origine vive bene anche nelle zone sabbiose ed è quindi una pianta impiegata per aiutare a stabilizzare le dune, ama il sole e nella sua posizione ideale riceve i raggi solari dellamattina e l’ombra del pomeriggio.
In terrazzo o sul balcone riservate a Felicia amelloides abbondante spazio perchè in tempi brevi tenderà ad allargarsi. Disegna graziosi cuscini dal portamento semi prostrato punteggiati di fiori azzurri che si elevano sopra la vegetazione e si chiudono di notte e nelle giornate nuvolose. Tagliare dopo la fioritura per favorire la crescita della pianta e rimuovere i capolini appassiti.

taglio fiore

Durante l’estrema calura estiva la pianta può soffrire la siccità e in vaso o in altro contenitore preparati comunque con substrato drenante, beneficia di un piccolo impianto di irrigazione per rinfrescarsi. Sverna senza problema nelle regioni più calde ma con temperature inferiori ai 4°-5° si comporta come un’annuale. Resistente al vento e amante degli ambienti assolati risulta dunque un ottima soluzione vegetale per i terrazzi al mare.
Felicia invecchia rapidamente, in genere il suo ciclo vitale si compie in circa 5 anni e per moltiplicarla si consiglia di preparare talee semilegnose che attecchiscono con successo, prelevate dai nuovi getti non fioriferi posti in una miscela di terriccio con prevalenza di materiale drenante come sabbia, vermiculite o perlite. Di facile riuscita anche la semina, i semi interrati a marzo in luogo riparato, generano presto piantine che potranno già essere trapiantate a dimora in maggio e nell’arco di un anno raggiungono un diametro di 70 – 80 centimetri. Per mantenere folto e compatto il cespuglio occorre cimare più volte i nuovi getti soprattutto nelle giovani piante, per favorire un buon accesimento e modellarne la forma.”

Da un mio articolo pubblicato su  Vivere Country luglio 2013

Vivere Country di agosto è già in edicola!

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§ 4 risposte a Felicia amelloides

  • Patrizia Piga ha detto:

    Sono stata un’assidua della Felicia, e ora da qualche anno non l’ho più coltivata. Mi sa che dopo il tuo post l’andrò a cercare… ma che potere hai Simonettaaa
    :-))))
    abbraccione felice!!!

  • Noemi ha detto:

    Che bella sorpresa! le Felicie sono tra le mie piante preferite e mi mettono sempre di buon’umore. Qui in Inghilterra l’amelloide è utilizzata esclusivamente come annuale, ma la F. petiolata (recuperata a Great Dixter) è più resistente e sverna bene anche qui 🙂

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