bergenia d’antan

24 febbraio 2011 § 17 commenti

Pianta erbacea spesso poco utilizzata,
largamente diffusa ed apprezzata invece nei giardini romantici di inizio secolo, la Bergenia fiorisce con alcune varietà già da febbraio, in un periodo nel quale ben poche altre piante colorano i nostri spazi verdi.Tra le larghe e lucide foglie arrossate per il freddo si ergono carnosi steli ricolmi di fiori che possono essere più o meno grandi, con colori che variano dal bianco al magenta. Della famiglia delle Saxifragaceae, sono ottime piante a bassa manutenzione utili per bordare le aiuole, come nel viale del magico Parco di Villa Durazzo Pallavicini di Pegli (ma questa è un’altra storia…), come coprisuolo, sotto ad un albero o per riempire un angolo dimenticato del giardino. Si adattano inoltre molto bene a condizioni di poca luce e, ad eccetto dei primi anni dopo la messa a dimora, anche di poca acqua.

bordura di Bergenia cordifolia in un viale del Parco di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli (Ge)

Per la tendenza ad assumere un portamento ricadente si prestano ad essere coltivate anche in vaso, spesso ho osservato ed apprezzato Bergenie che comodamente occupavano vetusti vasi posti in luoghi ombrosi,  su balaustre o sopra ai pilastri di cancellate.

Scrive Lucilla Migliavacca ne “Il giardino dell’anima” del rimpianto di un giardino appartenuto alla nonna e del desiderio di ricrearlo “…infilerò piccole tessere di quel giardino come gli oleandri in fiore tutta l’estate, l’intensa fragranza delle vecchie rose o le forti bergenie che ho sistemato in un grande orcio all’entrata. Hanno foglie larghe, turgide e carnose che d’autunno assumono meravigliose tonalità di bronzo. La nonna ne aveva un’intera sfilata in alti vagoni di cemento.”

Un curioso  episodio descritto nelle Garzantine da Ippolito Pizzetti vede la Bergenia associata al conio del nome dell’insetto che ne è grande divoratore Otiorhynchus truncatus trascritto in un suo articolo come Oziorrinco e da allora tramandato nella storia. Ne parla riportando l’uso delle Bergenie come tappezzanti sotto gli ombrosi alberi di Magnolia grandiflora del giardino di San Liberato, progettato da Russel Page per Donato Sanminiatelli.  Le piante furono interamente devastate prese d’assalto da una folta schiera di Oziorrinco.

Di Bergenia ne esistono alcune specie e diverse cultivar, per chi come me ama riprodurre le proprie piante, provvederà ad effettuare propagazione del grosso rizoma nel mese di maggio-giugno, tagliando sezioni con almeno un germoglio sviluppato e interrando in un buon substrato di terreno e mantenendo al fresco con un po’ di pacciamatura.

Le radici si formeranno entro due mesi.

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§ 17 risposte a bergenia d’antan

  • Luisa ha detto:

    Pianta molto poetica così fuori dagli schemi attuali, direi poco moderna ma molto affascinante proprio per la sua aria d’antan. Molto bello questo blog, complimenti.
    Luisa
    P.S. se avessi bisogno di alcuni consigli per curare le mie piante é questo il posto adatto?

  • aboutgarden ha detto:

    Ciao Luisa . benvenuta!
    se posso darti una mano ben volentieri. Tutto quello che so nasce da esperienza diretta, se non so chiedo ai tanti amici del mestiere!
    a presto
    simonetta

    • Luisa ha detto:

      Grazie Simonetta prendo subito la palla al balzo visto che la primavera incombe. La scorsa stagione le mie ortensie bianche si sono riempite di cocciniglia e hanno sofferto molto crescendo a fatica. Come posso e quando posso curarle?
      Grazie ancora Luisa.
      Ciao

      • aboutgarden ha detto:

        se sei d’accordo prima di recarci nel primo garden per comperare un prodotto chimico proviamo con alcuni rimedi naturali.
        Primissima fase è l’osservazione, come per noi, prevenire è meglio che curare…Ora che le tue ortensie sono ancora in riposo vegetativo presta attenzione ad ogni piccolissimo segno di ripresa della malattia ed intervieni a mano tempestivamente. Con un cottonfioc imbevuto di alcool denaturato, passa e tira via le cocciniglie se sono quelle “cotonose”.
        Se sono a scudetto devi avere ancora più pazienza e raschiarle via una ad una (se hai tante piante, non devi farlo tutto in una giornata).
        Controlla che al colletto la pianta sia pulita e non presenti marciume di foglie alla base. Eventualmente sostituisci la pacciamatura sottostante.
        Non l’ho mai provato ma si usa anche nebulizzare una miscela di olio bianco e lecitina di soia emulsionati in acqua.
        buon gardening
        simonetta

    • caterina maggi ha detto:

      è molto bello leggerti..! grazie della tua competenza e generosità.

  • Luisa ha detto:

    Grazie Simonetta, anch’io non amo molto usare prodotti chimici.
    Ti farò sapere.
    Ciao Luisa

  • Gianly ha detto:

    Che ricordi!!! Mia nonna ne andava matta!
    Le bordure del suo giardino erano colorate di rosa…e con il loro portamento si prestavano a composizioni in vasetti di vetro!!! Grazie Simonetta…
    Gianly

  • Elena ha detto:

    … ok Simonetta, la bergenia mi diventa la pianta del cuore.
    Fantastica. Elegantissima, un finissimo tocco in fondo di formacolore vintage…
    La metto in vaso che dici? Quanto più o meno grande?
    Un abbraccio, Elena.

  • Rosemary ha detto:

    Good Afternoon Simonetta,
    I love your pictures and what you have to say in this post, replacing and rebuilding our gardens. It kind of like what we should do with ourselves. Your newer post is very profound and the fact you are able to involve yourself with such passion and hopefully make a difference. I support you!
    Have a great week,
    Rosemary…XX

  • fastifloreali ha detto:

    Ciao Simonetta, la bergenia orna le bordure del mio giradino e di quello della mia mamma; ogni anno, in qualsiasi momento, ne stacco dei pezzettini e faccio talee…è talmente facile da riprodurre! purtroppo non riesco a trovare quella dai fiori bianchi! ff

  • pollicejas ha detto:

    Amo molto la bergenia perché appunto mi ricorda i vecchi giardini, sogno delle nostre nonne che non potevano permettersi di avere un giardino ornamentale. Poi, quando finalmente arrivò il boom delgi anni ’60, la mia si è sfogata col giardino della casa nuova – infatti era pieno di ortensie, bergenie, phlox, campanule, hoste … come un tuffo nel passato!
    La bergenia comunque l’ho piantata anch’io, facilissima da mettere qua e là e decorativa con le sue foglie particolari.

  • Ho trovato questo bel post cercando come riprodurre le mie bergenie, io le adoro ed a casa mia ci sono da sempre, le avevano i miei genitori e poi le hanno passate a me, hanno fatto traslochi e spostamenti ma sono sempre bellissime, chiedono solo un po’ di acqua ed un po’ di ombra e ti ricambiano con verde rigoglioso :o)
    ciao
    Annalisa
    PS da noi le chiamano anche Giuseppine perchè fioriscono proprio nel periodo di San Giuseppe

  • […] e dura corazza, che non si lascia facilmente intimorire, il suo nome è Otiorhynchus sulcatus ribattezzato familiarmente  l’ oziorrinco da Ippolito […]

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